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Newsletter – 01 marzo 2019

redazione
Marzo01/ 2019

Ha fatto bene il presidente di Confindustria ad affermare che per riprendere in mano l’economia e cercare di riacciuffare la ripresa sarebbe necessario far partire al più presto tutti i cantieri delle grandi opere. In questo modo nascerebbero infatti centinaia di migliaia di posti di lavoro, la più parte per quei lavoratori edili che sono stati falcidiati dalla crisi, o meglio dalle crisi, di questi anni. Tutti i cantieri assieme, senza eccezioni, nei tempi più brevi possibili, cercando di eliminare le pastoie burocratiche che li frenano. Non servirebbero prese di posizioni particolarmente coraggiose, basterebbe l’espressione di una ferma volontà da parte del governo. Parallelamente, questa ripresa potrebbe estendersi al resto dell’industria, perché il calo degli investimenti è per la gran parte dovuto alla mancanza di chiarezza da parte dell’esecutivo nei confronti dell’economia. Non ci si fida di questo governo perché finora non ha mai espresso una vera volontà di aiutare l’industria, di supportare l’iniziativa privata. Se l’esecutivo battesse un colpo, se manifestasse l’intenzione di far ripartire davvero l’economia, le reazioni positive ci sarebbero senza dubbio.

Ma la ripresa dell’economia sarebbe ancora più forte se parallelamente alle grandi opere partissero anche i piccoli cantieri in tutto il paese. Come quelli descritti nell’attualissimo Piano del lavoro della Cgil, l’idea vincente di Gaetano Sateriale, responsabile del Piano, secondo il quale si avrebbe un risultato sorprendente se si desse corpo in tutti i comuni, grandi, ma soprattutto in quelli piccoli, alle piccole opere di ristrutturazione, salvaguardia, protezione. Tutte opere facilmente cantierabili, tutte in gran parte già finanziariamente coperte, proprio perché singolarmente di entità economiche modeste, che hanno però la necessità di poter poggiare su una volontà precisa da parte delle autorità competenti. Finora tutti i comuni, piccoli e grandi, non realizzano queste opere perché mancano le strutture amministrative e funzionali necessarie; ma l’impegno politico del governo – che tra l’altro potrebbe contare sul contributo fattivo del sindacato- potrebbe agire come leva e dare il via a una ripresa forte dei lavori. Anche in questo caso non si parla di poca roba, perché sarebbero centinaia di migliaia i posti di lavoro anche per questa posta, distribuiti in tutto il territorio nazionale e per questo ancora più importanti.

E’ davvero possibile sperare che questo progetto così importante si realizzi sul serio? Il governo, forse e soprattutto a seguito dei pessimi, per alcuni, risultati elettorali, ha manifestato grande interesse. Ha ragione Vincenzo Boccia, hanno affermato un po’ tutti, partiremo immediatamente, gireremo tutta l’Italia per vedere cosa fare subito, senza perdere altro tempo. L’ha detto il presidente del Consiglio e l’hanno detto anche i suoi due vicepresidenti. Potremmo dunque essere tranquilli che gli accenni di crisi economica che hanno mostrato il loro volto in queste settimane spariranno al più presto e il 2019 sarà davvero, come dice Giuseppe Conte, un anno bellissimo.

Ma il punto è che tutta questa ripresa punterebbe sulla fiducia che il governo passi davvero dalle parole ai fatti, che ai proclami faccia poi realmente seguito un’attività conseguente. La fiducia però non si compra al supermercato, bisogna guadagnarsela giorno per giorno, facendo le cose e non limitandosi ad affermarle. E il governo finora non ha fatto nulla per ottenere questa fiducia. Ha mostrato invece una volontà di guardare per lo più da un’altra parte. Il disinteresse per l’industria è palese, così come la noncuranza con la quale si guarda al lavoro. Tutte le (poche) azioni che il governo ha fatto finora hanno avuto un carattere anti-lavoro e anti-industria spiccato.

E del resto, entrambi i partiti di governo, ma soprattutto i 5Stelle, non hanno mai smesso di guardare alle prospettive di quella “decrescita felice”, che altro non è se non la rinuncia a crescere, accontentandosi di quello che c’è, senza curarsi di capire se quel poco che c’è ci sarà anche domani o invece svanirà. Si distribuiscono risorse con i prepensionamenti e con l’assegno di cittadinanza, senza pensare alle conseguenze che questi interventi porteranno alla voglia di cercarsi un posto di lavoro, di mantenere un livello produttivo degno del nostro passato. L’Italia sembra ormai come una famiglia di passata agiatezza, che ha rinunciato al lavoro e si accontenta di vivere del poco che è stato lasciato dalle generazioni precedenti, vendendo i beni di famiglia di volta in volta per continuare a vivere non nell’agiatezza, ma in una situazione di decoro. Senza capire che quelle risorse alla fine vengono meno del tutto, e allora il risveglio è durissimo.

E’ difficile non pensare che anche la ripresa delle grandi opere finirà nel nulla. I 5Stelle hanno già escluso da questo novero la Tav, che pure ha un impatto psicologico fortissimo per tutti. Poi il governo ha annunciato una sorta di mini Tav, salvo rimangiarsi anche questa piccola apertura il giorno dopo. Con quale credibilità affermano allora di voler aprire i cantieri? Chi ci crede? E se non ci si crede, l’effetto psicologico si annulla e le prospettive di ripresa degli investimenti, e quindi di crescita complessiva, svaniscono.

La speranza è l’ultima a morire, beninteso, ci aspettiamo sempre di essere smentiti, ma una grande iniziativa come quella di far partire assieme tutti i cantieri, grandi e piccoli, e dare così una spinta forte all’economia, è difficile che parta con piede giusto se è nelle mani di chi finora ha mostrato di voler governare proprio in direzione opposta.

Massimo Mascini

 

Contrattazione

Nel settore bancario Abi e i sindacati di categoria hanno sottoscritto tre accordi, durante gli incontri per il rinnovo del contratto nazionale del settore. Il primo riguarda la sospensione dei termini contrattuali, il secondo in materia di libertà sindacale e il terzo riguarda il mantenimento dell’operatività del Fondo dell’occupazione. È stata raggiunta l’ipotesi per il rinnovo del contratto aziendale di Ducati. L’intesa contempla un piano di investimenti, per il triennio, di 200 milioni di euro, il rafforzamento degli strumenti di welfare e delle relazioni sindacali, la conferma del premio di risultato del valore massimo di 2.700-2.900 euro e l’aumento del premio feriale.

Analisi

Laura Di Raimondo analizza l’accordo quadro tra Asstel e i sindacati di categoria in merito alle relazioni industriali e al Customer care. La contrattazione d’anticipo, spiega Di Raimondo, definisce nuovi principi e nuove regole per un modello organico di servizi alla clientela, e rappresenta una concreta risposta al dumping contrattuale nel settore, arginando il diffondersi dei “contratti pirata”.

Alessandra Servidori riporta la lezione magistrale tenuta da Mario Draghi in occasione del conferimento della laurea ad honorem in giurisprudenza a Bologna. Un discorso di grande peso, sottolinea Servidori, col quale il presidente della Bce ha tracciato il bilancio dei primi vent’anni dell’euro, delineando le sfide future e ineludibili che attendono i paesi dell’Unione.

La nota

Fernando Liuzzi ha seguito la presentazione, avvenuta al Cnel su iniziativa di Federmeccanica, del piano della CEEMET intitolato “10 punti per un sistema industriale competitivo a supporto di una Europa sociale”. La Ceemet è l’associazione che rappresenta le imprese metalmeccaniche, ingegneristiche e tecnologiche in Europa. Il piano è stato messo a punto in vista delle elezioni Europee del prossimo maggio.


Interviste

Tommaso Nutarelli ha intervistato Luigi Giove, segretario generale della Cgil Emilia-Romagna, sul tema dell’autonomia differenziata, per capire quali sono gli elementi che distinguono la proposta emiliana da quella di Veneto e Lombardia. Sempre Nutarelli ha sentito Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt-Cgil e coordinatore del trasporto aereo per fare il punto sulla vertenza Alitalia, e sugli scenari futuri, e al momento non rosei, che attendono la compagnia di bandiera.

I blog del Diario

Giuliano Cazzola s’interroga sulle cause dell’attuale situazione politica e arriva alla conclusione che forse “ha ragione Berlusconi quando dice che gli italiani hanno perso la testa”. Perché’, scrive Cazzola, “forse gli elettori si stanno rendendo conto dell’inconsistenza dei 5stelle, ma -inspiegabilmente- continuano a farsi convincere, a colpi di selfie, da Salvini”.

 

Il guardiano del faro

Marco Cianca osserva come le ultime fatiche letterarie di molti esponenti del Pd siano ricolme di una visione ostentatamente positiva del futuro. Per Cianca si tratta di proclami che richiamano a una politica autoreferenziale, a uno specchietto per le allodole. E in tutto questo, conclude Cianca, le sirene delle destre attirano molto di più.

Diario della crisi

Nel comparto della componentistica elettronica, i sindacati di categoria hanno indetto lo sciopero dei lavoratori della Abb, contro i 123 esuberi. Nel trasporto aereo la Fnta, la Federazione nazionale trasporto aereo, ha annunciato la mobilitazione dopo che il ministero dell’Economia si è tirato indietro dalla vertenza Alitalia. Per la Federazione si tratta di un “oggettivo passo indietro per il rilancio della compagnia”. Sempre nel trasporto aereo Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo hanno annunciato 4 ore di stop degli addetti del trasporto, per sensibilizzare sulla grave situazione di un settore strategico per il paese. Nel comparto degli elettrodomestici, i sindacati di categoria chiedono un incontro al Mise per fare il punto sul futuro della ex Embraco, e il rilancio dell’azienda. Nelle telecomunicazioni, sindacati hanno proclamato altre 8 ore di sciopero per le giornate dall’11 al 15 marzo, dopo che Sirti ha respinto la richiesta delle parti sociali di sospendere la procedura per il licenziamento di 833 lavoratori. Nel settore dei servizi legati all’immigrazione, Medihospes ha avviato la procedura di licenziamento per 350 lavoratori. Fp-Cgil, Fisascat-Cisl, Cisl-Fp e Uil-Fpl hanno chiesto un incontro con il ministro Di Maio.

Documentazione

Questa settimana è possibile consultare i dati dell’Istat su occupati e disoccupati a gennaio 2019 e le stime del Pil e dell’indebitamento AP, negli anni 2016-2018. Inoltre è presente il Rapporto sul mercato del lavoro di Istat, Anpal, Inail, Inps e Ministero del lavoro e la Congiuntura Flash di Confindustria per febbraio 2019. Infine è possibile accedere al Country Report semestrale della Commissione europea sull’Italia e la lezione magistrale del Presidente della Bce, Mario Draghi, in occasione del conferimento della laurea ad honorem in giurisprudenza all’Università di Bologna (fonte Banca Centrale Europea).

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