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Newsletter – 12 luglio 2019

redazione
Luglio12/ 2019

Un sindacato nuovo. Capace di affrontare i problemi che stanno crescendo nel mondo del lavoro senza rinunciare alle bandiere di sempre. Anzi, valorizzandole, perché è partendo da quello che si è che si può crescere e, alla lunga, vincere. È la fotografia che esce dalla conferenza di organizzazione della Cisl che si è svolta in questi giorni a Roma. Un’occasione di approfondimento dei temi di fondo del mondo del lavoro, ma soprattutto il posto giusto per fare dei programmi fondati su due punti di partenza inderogabili, la consapevolezza delle proprie debolezze e la certezza che da queste si esce solo con una forte assunzione di responsabilità.

Dalla relazione di Annamaria Furlan, dai contributi che al dibattito hanno portato anche gli interventi di Maurizio Landini e Carmelo Barbagallo, esce nitida la fotografia di questo nuovo sindacato. Netta è la contrapposizione rispetto all’azione del governo in carica. La segretaria generale della Cisl è stata precisa nel denunciare i limiti di una politica che non ha molto interesse alla crescita, che si basa su un rapporto diretto tra il capo e il popolo, che non è interessata alla mediazione sociale, che porta avanti una cultura della frammentazione. Nessuna preclusione di principio, ovviamente: il sindacato, lo hanno ribadito tutti, parla sempre con tutti coloro che sono interessati ad ascoltare gli altri. E infatti tutti hanno ribadito che si andrà all’appuntamento con Matteo Salvini. Basta che non accada quello che è successo l’altro giorno a Palazzo Chigi, quando Giuseppe Conte ha convocato i sindacati, poi, quando se li è trovati di fronte ha chiesto loro cosa volessero. Lasciando gli interlocutori esterrefatti, perché la convocazione era partita dal Governo, e dunque pensavano che fosse il premier a voler dire loro qualcosa.

Ma soprattutto il sindacato ha chiarito di sentire il bisogno di una profonda azione di revisione del proprio modo di essere e di agire. Lo stesso slogan della conferenza di Roma chiariva le intenzioni. Recitava infatti: “Noi Cisl siamo nelle periferie, con i giovani, per il lavoro”. Annamaria Furlan ha insistito più volte sul bisogno di risindacalizzazione. “Dobbiamo andare di fronte al disagio -ha detto- per capire dove c’è bisogno di noi, dobbiamo essere sindacato di frontiera, spenderci soprattutto sulle prime linee, quelli di noi che sono sul fronte di questo disagio, per aiutare, per fare quello che deve fare il sindacato, aiutare le persone che sono in difficoltà”.

Non è nulla di diverso da quello che in fin dei conti il sindacato ha sempre fatto, ma, appunto, serve un tagliando al sindacato di oggi, una profonda azione per capire quello che si è fatto e come lo si è fatto, individuando quali sono stati i punti di caduta per poter intervenire e rimediare. Il sindacato ha i suoi atout da giocarsi in questa che è una vera guerra se la si vuole combattere fino in fondo. Ha dalla sua la grande schiera dei delegati, presenti in massa in tutte le fabbriche, pronti a portare avanti le parole d’ordine delle organizzazioni. Un esercito che solo per Cisl arruola oltre centomila persone, che diventano più di duecentomila, forse duecentocinquantamila se si contano non solo i delegati, ma anche quelli che si sono presentati per divenire delegati. È la vera forza del sindacato, l’ossatura di fondo che consente di fare programmi ambiziosi e realizzarli. Importante è dare loro un obiettivo, motivarli per arrivare a cogliere i risultati scelti. Nella consapevolezza che è la rappresentanza il vero motore per rimediare ai danni della società, perché solo in questo modo è possibile capire fino in fondo quali sono le priorità.

I delegati, dunque, ma anche una più forte unità tra le tre confederazioni. Una conferenza di organizzazione è la sede in cui si celebra soprattutto l’identità di un’organizzazione e così è stato anche per la Cisl, che ha insistito a lungo sui suoi valori, sul suo ruolo nel mondo del lavoro, sulla sua capacità di affrontare i problemi nascosti del mondo del lavoro. Questo non ha impedito a Landini di rimarcare il bisogno che tutto il sindacato ha di trovare nuova unità. L’unità, ha spiegato il segretario generale della Cgil, non comporta la cancellazione delle identità: al contrario di queste deve pascersi, perché l’unità deve mantenere la forza di ciascuna organizzazione proprio per essere più compatta e più forte. Importante, lo ha affermato anche Carmelo Barbagallo, è cominciare da subito a fare delle cose: dobbiamo muoverci adesso, ha detto, abbiamo perso già troppo tempo. Landini ha ricordato una frase di Don Gallo, secondo il quale “nessuno si libera da solo, ci si libera solo tutti assieme”. L’occasione da cui partire potrebbe essere quella di unificare le Rsu nei grandi posti di lavoro, gli aeroporti, gli ospedali, i centri commerciali. Quei luoghi dove tante persone si trovano a lavorare gomito a gomito, facendo lo stesso mestiere, ma spesso avendo contratti e quindi diritti diversi. Facciamo qualcosa, ha detto Landini, ma facciamolo subito.

Massimo Mascini

Per i nostri lettori pubblichiamo qui di seguito una scelta delle notizie e degli interventi più significativi apparsi nel corso della settimana su ildiariodellavoro.it (Vai al sito per leggere il giornale completo, aggiornato quotidianamente dalla nostra redazione).

Contrattazione

Questa settimana è stato firmato il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici. L’intesa definisce un nuovo e più funzionale sistema delle relazioni sindacali. Sotto il profilo economico è previsto un incremento di 160 euro. Nell’industria alimentare è stato sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo di Ferrarelle. L’accordo, valido per il triennio 2019-2021, prevede un premio di risultato il cui valore complessivo medio ammonta a 7100 euro, con un incremento salariale di 210 € rispetto al precedente integrativo.

Interviste video

Il direttore de Il diario del lavoro, Massimo Mascini, ha intervistato il segretario generale della Filctem-Cgil, Marco Falcinelli. Nell’intervista Falcinelli fa il punto sullo stato di salute del settore, stretto tra innovazione tecnologica e transizione energetica, e indica nelle relazioni industriali la cosa che può davvero ‘’fare la differenza’’.

Servizio a cura di Emanuele Ghiani

Interviste

Tommaso Nutarelli ha intervistato Laura Di Raimondo, direttore di Asstel, per parlare delle tematiche che la sua Associazione approfondirà al festival “Luci sul lavoro”, che si terrà a Montepulciano dall’11 al 13 luglio. Al centro del dibattito, spiega Di Raimondo, ci saranno innovazione tecnologica e contrattazione d’anticipo.

Diario segreto di un Navigator

Per il Diario continua il racconto di uno dei futuri navigator. Con la comunicazione delle prime date del cronoprogramma che porterà poi alla contrattualizzazione, è scattato tra i selezionati dal concorso il toto dimissioni: c’è chi è pronto a lasciare il suo attuale lavoro e chi, invece, tentenna.

La nota

Fernando Liuzzi fa il punto sugli ultimi sviluppi della vicenda Ilva. L’incontro che si è svolto in settimana al Mise, tra Governo, ArcelorMittal e sindacati, si è concluso con un rinvio. Nessun problema è stato risolto, mentre si profila un salto all’indietro verso situazioni precedenti all’accordo del settembre 2018.

Analisi

Maurizio Ricci spiega come con l’avanzare dell’automazione nel mondo del lavoro si infittiscano anche gli studi sul tema, divisi tra apocalittici e ottimisti. I nuovi dati, afferma Ricci, sembrano dare ragione a questi ultimi: nelle aziende che introducono i robot aumentano produttività, stipendi e anche l’occupazione.

Il guardiano del faro

Marco Cianca descrive in che modo Matteo Salvini, attraverso un uso sapiente della comunicazione, sia riuscito a cucirsi addosso un’aurea di “normalismo”, all’interno della quale il “prima gli italiani” diventa puro buonsenso. Salvini è il politico, spiega Cianca, che ora meglio di altri rappresenta l’italiano medio.

I blog del Diario

Giuliano Cazzola parte dal saggio di Siegmund Ginzberg ‘’Sindrome 1933”, edito da Feltrinelli, per individuare le analogie tra l’attuale fase politica dell’Italia e dell’Europa e quella intercorsa tra le due guerre mondiali.

Alessandra Servidori analizza la condizione del lavoro femminile in Italia. Secondo i dati Ocse nel 2017 solo il 56% delle donne era attivo nel mercato del lavoro, contro il 75% degli uomini. Ma, continua Servidori, grazie al diritto antidiscriminatorio c’è una tutela per il lavoro femminile.

Diario della crisi

Nella scuola i 16mila addetti Ex Lsu e degli appalti dei servizi di pulizia oggi sono a rischio “sospensione” per i mesi di luglio e agosto con le richieste di attivazione del Fondo di integrazione salariale avanzate dalle imprese del settore.

Documentazione

Questa settimana è possibile consultare il rapporto Istat sul commercio a dettaglio e dati sulla produzione industriale. Inoltre è presente il testo del contratto collettivo dei dirigenti dell’area Istruzione e Ricerca e il testo dell’accordo Ferrarelle 2019-2021.

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