“E’ tempo di stringere un grande patto della responsabilità: Governo, sindacato e sistema delle imprese che partecipino insieme verso obiettivi comuni”. A lanciarlo è la leader della Cisl, Daniela Fumarola, dal palco del XX congresso confederale.
“In una società complessa – ha detto – nessun decisore ha tutte le risposte, nessuno può illudersi di poter governare da solo il cambiamento. Coinvolgere gli attori sociali significa costruire politiche più concrete, attuabili, aderenti alla realtà”. La numero uno della Cisl ha ricordato che “serve coraggio. E’ più facile restare nel porto sicuro che salpare in mare aperto. Ma è proprio ciò che va fatto”.
La “via della corresponsabilità”, ha proseguito Fumarola, è “un sentiero sempre pieno di ostacoli, sempre in salita. Molto più semplice delegare, molto più facile prendersela con qualcuno se le cose non funzionano, piuttosto che rimboccarsi le maniche e affondare le mani nella creta del possibile”.
“Non ci siamo mai tirati indietro – ha aggiunto la leader della Cisl – non lo faremo ora, perché sappiamo che dalle decisioni di oggi dipendono gli equilibri economici, la salute della società e la tenuta democratica dei prossimi vent’anni. Nel mondo, in Europa e anche in Italia”. La partecipazione, secondo Fumarola, è “chiave. Non solo come metodo o strategia, ma come risveglio profondo. Come atto consapevole di ripresa del controllo. Come risposta viva a una stagione che ci ha anestetizzati, resi sonnambuli, prigionieri di logiche più grandi di noi”.
L’orizzonte del patto per la crescita e la coesione sociale passa dal recupero di un “progetto partecipato e condiviso”, capace di affrontare anche nelle relazioni industriali “i colli di bottiglia che impediscono lo sviluppo”. La legge sulla partecipazione è “un ambizioso punto di partenza” ha proseguito la leader della Cisl rivolgendosi a chi “si ostina a strumentalizzare”.
Partecipazione, dunque, “non significa archiviare il conflitto, che nelle fabbriche come nei rapporti sociali resta una articolazione spesso inevitabile dell’azione sindacale – ha detto – ma significa comprendere che esiste una dimensione di progresso condiviso, un orizzonte comune verso cui procedere in modo cooperativo. E vuol dire, questo sì, fare ogni sforzo per cacciare dai cancelli antagonismo, collateralismo, estremismo ideologico, le tare culturali che confondono la partecipazione con la compromissione. Lottare e partecipare non sono in contraddizione. Il conflitto è uno strumento irrinunciabile e costitutivo del sindacato, purché serva a ottenere risultati concreti e non a marcare solo una presenza”.
Fumarola ritiene “importante” che la nuova legge venga “subito sperimentata nelle grandi imprese controllate o partecipate dallo Stato: Poste Italiane, Eni, Enel, Leonardo, Ferrovie dello Stato, Terna, Snam”.
La segretaria generale cislina ha poi toccato il tema della sicurezza. “Nell’Italia del 2025, al centro della grande intesa che serve al Paese, è indispensabile ci sia un consapevole accordo nazionale per il lavoro. Al centro del centro non può che esserci la questione più urgente: sicurezza e salute delle persone sul lavoro”.
E’ la battaglia per antonomasia di fronte alla quale nessuno può sottrarsi – ha detto – nessuno può permettersi di perdere tempo in polemiche di parte. Ogni giorno che passa tre persone perdono la vita in un cantiere, in una fabbrica, in un campo, oppure percorrendo la strada per andare al lavoro. Nulla più di questo merita la nostra attenzione”.
Rivolgendosi a istituzioni, politica, sindacato e imprese Fumarola ha aggiunto che “abbiamo il dovere di definire in modo responsabile e concertato una strategia nazionale che agisca su ogni piano possibile per garantire salute e sicurezza sul lavoro.
Non partiamo da zero. Abbiamo una legislazione avanzata e, in questi ultimi anni, sono stati compiuti passi avanti. Penso alla patente a crediti e anche al recente accordo tripartito sulla gestione delle emergenze climatiche. Ma non basta. C’è nel Paese una maggiore consapevolezza che permette un agire nuovo. Su salute e sicurezza può davvero avviarsi quel cantiere partecipato entro cui costruire un accordo su qualità del lavoro, nuove tutele e formazione, piena occupazione, buona flessibilità contrattata”.



























