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Norma condono, Palazzo Chigi precisa: non verbalizzata in Cdm

redazione
Ottobre19/ 2018

La norma sul condono che ha causato la spaccatura della maggioranza non è stata verbalizzata in Consiglio dei ministri perché era giunta a riunione in corso e andava verificata. E’ questo il senso di una nota di palazzo Chigi che ribadisce la versione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che oggi ha sostenuto che si è trattato di “un problema tecnico” nella trascrizione dell’accordo politico. “A ulteriore precisazione – scrive il portavoce del Governo – si chiarisce che la c.d. dichiarazione integrativa (condono: art.9) è stata oggetto di una discussione politica che si è protratta a lungo sino all`inizio dei lavori del Consiglio dei Ministri. Su di essa si è formato un accordo politico e sulla base di esso, riassunto dal Presidente Conte a beneficio dei presenti, si è entrati in consiglio dei ministri”.

“La bozza del decreto fiscale che gli uffici hanno fatto trovare durante il Consiglio dei Ministri – prosegue la nota – non conteneva la dichiarazione integrativa di cui all`art. 9: questa norma risultava in bianco proprio perché l`accordo politico è stato raggiunto poco prima e gli uffici non hanno fatto in tempo a tradurlo sul piano della formulazione tecnico-giuridica. A Consiglio avviato è stato portato al presidente Conte un foglio contenente una prima traduzione tecnica dell`accordo politico: in pratica l`art. 9 sulla dichiarazione integrativa”.

“Il foglio – si precisa ancora nel comunicato – non è stato distribuito a tutti i Ministri presenti e il Presidente si è limitato a riassumere a beneficio di tutti i termini dell`accordo raggiunto sul punto, riservando a un momento successivo la verifica tecnica come è normale che sia per tutte le disposizioni giuridiche. Non c`è stata quindi la verbalizzazione specifica del contenuto dell`art. 9, il cui testo, appena arrivato, andava comunque verificato successivamente nella sua formulazione corretta dagli Uffici della Presidenza”.

“Domani ci vediamo in Cdm e sistemiamo questa norma – ha precisato in una diretta Facebook il minostro del Lavoro e dell’Economia Luigi Di maio, tornando a parlare del ‘caso’ del dl fiscale – ma d’ora in poi rivedremo i regolamenti del Cdm perchè la garanzia deve essere quella di avere procedure più chiare perchè anche se ci si distrae tutto resti agli atti, per evitare che nascano questi malintesi.”

redazione