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Occhi puntati sulla riapertura della Borsa dopo il giudizio negativo dell’agenzia Moody’s sull’Italia

redazione
Ottobre22/ 2018

C’è attesa per la riapertura stamattina dei mercati dopo che venerdì scorso, l’agenzia Moody’s ha declassato il ranting dell’Italia a Baa3, cambiando però l’outlook da negativo a stabile, dopo il varo della Manovra da parte del Governo con un deficit al 2,4% del Pil. Venerdì scorso Piazza Affari ha chiuso la settimana sostanzialmente stabile, con l’Ftse Mib in calo dello 0,04% e lo spread tra Btp e Bund in discesa a 315 punti. Il downgrade di Moody’s è però arrivato a mercati ben chiusi e per questo la prova del nove sarà domani alla loro riapertura. Secondo gli analisti comunque la borsa dovrebbe reagire relativamente bene perché il taglio di ranting era ampiamente atteso, mentre il cambio di outlook, da negativo a stabile allontana, per il momento, i timori per una nuova azione sui rantig dell’Italia e con essi lo “spettro” del declassamento allo stato “junk” ovvero spazzatura. Piuttosto, l’attenzione di sposta ora a venerdì prossimo, quando è atteso anche il giudizio di Standard and Poor’s. Gli investitori attendo di sapere quale sarà il giudizio dell’altra agenzia di rating, anche nel medio termine.

Moody’s ha precisato che i motivi alla base della sua decisione sono stati di due tipi: il primo è “un indebolimento della posizione di bilancio”, a seguito dei propositi espansivi del nuovo governo. Secondo l’agenzia di rantig ora il livello del debito dovrebbe stabilizzarsi attorno al 130 per cento del Pil invece che calare.

Il secondo motivo è nelle “implicazioni negative di medio termine per la crescita” derivanti dallo stallo delle riforme economiche e fiscali. Secondo l’agenzia i piani del governo non comprendono interventi in grado di riportare la bassa performance economica del Paese a livelli più elevati.

Con l’outlook stabile l’agenzia non fa presagire altri interventi, tuttavia avverte cosa potrebbe far cambiare in peggio questo orientamento: una strategia di bilancio che provochi aumenti del debito, un peggioramento della sostenibilità del debito stesso, anche se dovuta a difficoltà a rifinanziarsi sui mercati; un concreto aumento del rischio di uscire dell’euro, attualmente ritenuto “molto basso” ma che “potrebbe salire con un conflitto con le autorità Ue”.

Anche il Governo tende a minimizzare il declassamento di Moody’s. Per il vice premier, Luigi Di Maio, il fattore da evidenziare è il cambiemento di outlook, da negativo a stabile, anche se il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, in un’intervista, ha ventilato la possibilità di non usare tutto il deficit programmato del 2,4%, ammettendo che con uno spread eccessivo il sistema bancario è a rischio.

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