“E’ stato un incontro positivo”. Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, definisce l’incontro di oggi tra Federmeccanica e Fim, Fiom e Uilm per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici.
“Ci sono i presupposti – ha detto Palombella, lasciando la sede di Confindustria dove si è svolta la trattativa – per un confronto serio perchè riteniamo che Federmeccanica sia disponibile ad un confronto serio. Il prossimo incontro è stato fissato per il 4 dicembre e riteniamo che in quella data si possa entrare nel merito delle questioni”.
In un’intervista antecedente l’incontro odierno, il segretario Uilm Cisl aveva dichiarato che rinnovare il contratto “è l`imperativo categorico che ci guida”, sottolineando, a proposito della necessità per i sindacati di mettere da parte le divisioni interne, che non sarebbe stato difficile: “sono più i punti di contatto tra le nostre piattaforme che quelli di divisione. Proprio con la Fiom dobbiamo cercare di valorizzarli, consapevoli che dobbiamo giocare insieme la partita per dare un contratto a tutti i lavoratori metalmeccanici. Se ci riusciremo insieme, coglieremo il risultato di un intesa per un contratto unitario dopo sei anni che non accadeva”.
Eppure, secondo il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, sul fronte della contrattazione non si riesce a fare un passo avanti perchè si vuole solo ridurre il potere di acquisto dei lavoratori: “Mentre, proprio oggi, il presidente di Confindustria Squinzi auspica una ripresa del mercato interno, la Federmeccanica chiede la restituzione di salario: è una palese e imbarazzante contraddizione. Ora appare chiaro perché sul fronte della contrattazione non si riesce a fare un passo avanti: c’è solo l’idea – osserva Barbagallo – di ridurre ulteriormente il potere d’acquisto dei lavoratori. Su questo non ci stiamo, perché non conviene a nessuno, né ai lavoratori né alle imprese né all’economia del Paese. Ecco perché non ci presentammo al tavolo tecnico del confronto interconfederale: non ci siamo sottratti a una trattativa, ma a un inganno”.






























