L’Anm ha espresso forti perplessità sulle modifiche del processo del lavoro contenute nel ddl S 1167/B, approvato lo scorso 3 marzo. Secondo l’Anm le nuove norme “mortificano” il ruolo del giudice del lavoro e “riducono” i diritti dei lavoratori. Per la giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati dalle disposizioni approvate traspare infatti “il preoccupante intento di mortificare il ruolo determinante del giudice del lavoro, attraverso la limitazione del potere interpretativo”. (LF)
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