Si ferma il trasporto ferroviario in Francia e Germania e minaccia l’economia e i rifornimenti di tutta l’Unione europea. Gdl, il sindacato dei macchinisti tedesco, ha lanciato uno sciopero nazionale di 62 ore per il rinnovo contrattuale, con l’obiettivo di ottenere da Deutsche Bahn l’aumento salariale del 31% e la revisione del piano strategico di privatizzazione. La protesta, che costa alle ferrovie oltre 100 milioni di euro al giorno, è frutto di una vertenza che non si sblocca da mesi. Le buste paga più pesanti, secondo l’azienda, farebbero fallire la privatizzazione e tutti i progetti di modernizzazione a partire dall’alta velocità. La mobilitazione, che durerà fino alle 2.00 di sabato, ha già bloccato 5.000 treni merci e da oggi si estende ai vagoni passeggeri.
Sciopero nazionale delle ferrovie anche in Francia, nell’ambito della mobilitazione del trasporto pubblico contro la riforma delle pensioni. La Cgt ha proposto a Governo e imprese un negoziato a tre, con lo scopo di analizzare i singoli regimi previdenziali speciali coinvolti dai provvedimenti. Attualmente il sistema permette agli addetti delle ferrovie e delle aziende pubbliche energetiche di uscire dall’impiego dopo una carriera contributiva di 37,5 anni, rispetto ai 41 ormai consolidati negli altri settori. Il Governo intende riallineare questi assegni mentre i sindacati, dopo lo sciopero generale del 18 ottobre, continuano a dichiararsi contrari. Il ministro del Lavoro, Xavier Bertrand, assicura che l’Eliseo presenterà una proposta di metodo entro poche ore con lo scopo di uscire dal conflitto. (Edn)
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