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Stellantis, Fim-Cisl: i chip frenano l’auto, 200mila vetture in meno la produzione 2022

redazione
Ottobre14/ 2022

I primi nove mesi di produzione in Italia per Stellantis fanno registrare una calo del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2021, a 515.380 mezzi fra auto e furgoni.

Si tratta della quinta riduzione in volume dal 2017. E’ quanto emerge dal report della Fim-Cisl, illustrato dal segretario nazionale, Ferdinando Uliano. A pesare soprattutto la mancanza di semiconduttori che “condizionerà anche il 2023” e che porterà a una perdita a fine anno di circa 200mila unità fra auto e furgoni. Senza la crisi dei chip, la produzione sarebbe potuta tornare sui livelli pre-covid del 2019 di circa 820mila unità.

Non si prefigurano invece difficoltà di produzione dovuta alla crisi energetica derivante dalla conflitto in Ucraina, ha detto Uliano.

Sul calo della produzione pesa soprattutto il -27,5% registrato dai veicoli commerciali (-57.573 i mezzi prodotti a 152mila). In crescita, invece, la produzione di auto: +14,1% a 363.380 unità, grazie soprattutto alla produzione di Alfa Romeo Tonale a Pomigliano e di Maserati Grecale a Cassino.

Le situazioni di perdita dei volumi si riscontrano nei due stabilimenti, Melfi (-3,2%) e Sevel (-27,5%) per i veicoli commerciali, che hanno sempre rappresentato i plant italiani con un contributo maggiore per la crescita complessiva dei volumi.

Negli altri stabilimenti si riscontra invece un dato positivo rispetto al 2021, in gran parte determinato dai più recenti lanci produttivi. Continua la crescita di volumi della 500e a Mirafiori verso le 70mila unità a fine anno, mentre l`entrata in produzione della Maserati Grecale e dell`Alfa Romeo Tonale danno spinta alla produzione di Cassino e Pomigliano D`Arco. Prosegue l`andamento positivo dello stabilimento di Modena con la Maserati MC20.

Il 2022 potrebbe quindi prefigurarsi come il quinto anno consecutivo di flessione delle produzioni Stellantis nel nostro Paese. Se nell`arco temporale di quattro anni, 2017-2021, si era perso il 35% della produzione complessiva da 1.035.454 a 673.475, il 45% nelle sole autovetture (da 743.454 a 408.526), con la tendenza di ulteriore riduzione generata nei primi 6 mesi 2022 il rischio è di scendere su base annua, sotto le 650.000 unità (-37% rispetto 2017) tra auto e commerciali, con una produzione auto appena sopra le 410.000 (circa -40% rispetto 2017). “Avremmo una situazione completamente opposta se non ci fossero stati gli stop produttivi per i semiconduttori: stimiamo che nel 2022 si perderanno circa 200.000 vetture rispetto alle potenzialità produttive generate dagli ordini acquisiti”, ha detto Uliano.

Riguardo la situazione dell`auto, la crisi di governo “ci ha fatto perdere altri 4 mesi di tempo, per poter incidere sulle politiche di rilancio di uno dei settori più strategici della nostra industria. Restano tutte le incognite circa le intenzioni del futuro Governo rispetto al settore”, afferma la Fim-Cisl nel report. Secondo il sindacato servono “più risorse” e il governo “deve essere consapevole che senza un piano per la transizione industriale attivabile da subito, il rischio di licenziamenti e desertificazione industriale diventa certezza”.

tn

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