Si è svolta a Roma presso il Teatro Italia la presentazione della piattaforma per il rinnovo del Ccsl, il Contratto collettivo specifico di lavoro, che interessa i lavoratori di CNH Industrial, Ferrari, Iveco e Stellantis, da parte di Fim-Cisl, Uilm Uil, Fismic, Uglm e Aqcfr davanti a oltre 400 delegati.
La piattaforma, che verrà votata dai lavoratori il 15 e 16 ottobre, e che sarà portata alle aziende nei primi giorni di novembre, si inserisce in un quadro ricco di complessità per l’automotive. Il settore sta, infatti, vivendo una delle sue crisi più acute. A risentirne non solo la produzione di automobili, ma anche quella dei veicoli commerciali, di quelli agricoli o per il movimento terra. Lo scenario internazionale, stritolato da guerre e dazi, vede un rallentamento nell’approvvigionamento dei materiali, che si riflette anche sulla capacità produttiva dei singoli stabilimenti e quindi sulle condizioni di lavoro. Il caro energia rappresenta, inoltre, un freno significativo per i siti italiani.
Accanto a questo la Cina, potendo controllare l’intera filiera, dalle materie prime, metalli preziosi e terre rare, fino ai chip, le batterie e la robotica, sta di fatto penetrando il mercato europeo, che ha perso progressivamente la sua leadership, come un coltello caldo nel burro. Dall’altra parte dell’Atlantico l’amministrazione Trump ha alzato barriere doganali e ha abbandonato qualsiasi politica green per proteggere la propria industria. L’Europa si trova schiacciata nel mezzo, rea, secondo i sindacati, di aver inseguito politiche miopi o poco flessibili, come la poca attenzione mostrata nei confronti della neutralità tecnologica, avendo sostanzialmente contribuito alla crisi dell’automotive, orfana di una vera politica industriale comunitaria.
Venendo ai contenuti, la piattaforma si svilupperà si due archi temporali diversi: la parte economica avrà una durata biennale che coprirà il 2027 e il 2028 al termine del quale, e più precisamente nel mese di ottobre, le parti si ritroveranno nuovamente per discuterla e affrontare in modo tempestivo eventuali fiammate inflattive, mentre quella normativa abbraccerà l’intero quadriennio.
La richiesta dei sindacati è un aumento della paga base del 3,3% per ciascuno degli anni 2027 e 2028, per un incremento complessivo nel biennio del 6,7%, da corrispondere all’inizio di ogni anno che, in termini assoluti, vuol dire circa 150 euro medi mensili a regime, con riflessi su tutti gli istituti collegati, compresi la indennità di funzioni direttive e il premio di risultato annuo. Quest’ultimo dovrà essere incrementato della medesima percentuale e migliorato negli indicatori, riconoscendone stabilmente la maturazione anche durante il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Per i sindacati è inoltre importante arrivare alla definizione di criteri oggettivi nel momento in cui l’azienda decide di riconoscere e quindi premiare le competenze e il lavoro del singolo lavoratore. Sul versante del welfare la piattaforma avanza una crescita della contribuzione aziendale alla previdenza complementare e di escludere l’assorbimento dei superminimi individuali.
Sul fronte normativo il documento punta a rafforzare la partecipazione dei lavoratori e a migliorare le condizioni di lavoro. Tra le richieste uno snellimento della procedura di raffreddamento per rendere il confronto più rapido e tempestivo, anche in materia di ambiente e sicurezza. Viene poi proposta la nascita di una commissione nazionale con il compito di confrontarsi sui temi dell’innovazione, primo fra tutti la presenza dell’intelligenza artificiale in azienda. In materia di salute e sicurezza viene prospettato un aggiornamento della formazione da compiere ogni tre anni rispetto agli attuali cinque.
Per quanto riguarda la tutela della persona e i diritti dei lavoratori i sindacati ritengono poi opportuno affidare alla Commissione Pari opportunità il compito di verificare l’applicazione e i potenziali risvolti della normativa sul gender pay gap, e incontri specifici per la certificazione della parità di genere. Vengono poi richiesti nuovi permessi per la malattia dei figli, per la formazione professionale e per turni disagiati, percorsi di stabilizzazione per i lavoratori a termine o in somministrazione, la regolamentazione di aspetti operativi quali i così detti casi di senza lavoro per eventi improvvisi, nonché la valorizzazione dello smart working, con particolare attenzione alle esigenze di salute e familiari e alla discussione nei luoghi di lavoro delle sue concrete modalità di attuazione. Si propone inoltre un sistema di riconoscimento della professionalità basato su criteri oggettivi per tutte le categorie professionali.
Nel suo intervento Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ha sottolineato come “la richiesta di 150 euro di aumento che facciamo nella nostra piattaforma punti a tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori, in uno scenario di forte instabilità e con livelli di inflazione alti”.
Uliano ha anche precisato “il forte valore simbolico e democratico della piattaforma, nata da un lavoro capillare di ascolto avviato fin dall’estate nei luoghi di lavoro. Per la Fim, il contratto non è una semplice lista di richieste, ma uno strumento vivo per migliorare la dignità, il reddito e la qualità della vita delle persone, condizionando positivamente le scelte delle controparti aziendali”.
“Le richieste in piattaforma – ha detto Uliano – si sviluppano dentro uno scenario industriale ed economico internazionale estremamente complesso e fragile, segnato dai conflitti geopolitici, dal riassetto dei mercati e dalle pesanti tensioni nell’automotive europeo, come dimostra la drammatica situazione di ristrutturazione in atto in Europa. Una situazione di crisi, che interessa anche il nostro Paese con le sfide che ci impone la transizione ecologica, a cui si aggiunge il costo dell’energia le incertezze sui volumi di impianti a partire da Mirafiori e Cassino e su cui abbiamo sollecitato un incontro che si terrà nella giornata di domani, con i vertici di Stellantis”.
Sul piano salariale, Uliano ha rivendicato “l’efficacia storica del CCSL, che nell’ultimo decennio ha saputo garantire incrementi retributivi superiori alla media nazionale, grazie anche alla decorrenza degli aumenti al primo gennaio di ogni anno e ad accorgimenti che tutelano la massa salariale dall’impatto dell’inflazione. La piattaforma punta ad andare oltre le previsioni dell’inflazione, chiedendo una risposta economica solida, la rivalutazione delle indennità di funzione e degli altri istituti fissi contrattuali, la revisione dei premi di risultato per redistribuire la produttività e un intervento mirato sul ripristino dell’equità negli scatti di anzianità e nell’inquadramento professionale”.
“Accanto all’aspetto economico, la nostra piattaforma mette in primo piano importanti aspetti normativi come rafforzamento della previdenza e della sanità integrativa – con il riconoscimento della contribuzione anche nei periodi di cassa integrazione e di lavoro di cura, l’introduzione di tutele specifiche per l’assistenza agli anziani non autosufficienti e ai minori, l’aumento dei permessi per visite mediche e malattia dei figli, la riduzione dell’;orario nei turni più disagiati e un'azione decisa a favore della parità di genere e contro la discriminazione nei percorsi di carriera, la limitazione e stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e in somministrazione. Trova ampio spazio anche la formazione professionale continua come strumento per governare l’impatto dell’intelligenza artificiale, insieme a misure di prevenzione per la salute e sicurezza e a vincoli precisi sul lavoro a termine per favorire la stabilizzazione dei giovani.
Il leader della Fim ha poi rivolto un appello alle organizzazioni non firmatari del contratto a ritrovare la via dell’unità e alla trasparenza verso i lavoratori, sottolineando l’esigenza di trasferire nei contesti di fabbrica la passione e la consapevolezza della sfida contrattuale. Ribadendo che il Contratto collettivo specifico di lavoro rappresenta uno stato avanzato di relazioni industriali, invitando tutti i lavoratori a sostenere la piattaforma anche con la mobilitazione, qualora si rendesse necessaria di fronte alle resistenze delle aziende.
“Il rinnovo del Contratto collettivo specifico di lavoro con CNHI, Ferrari, Iveco e Stellantis può e deve rappresentare un elemento di certezza per i lavoratori in un momento così difficile per l’industria in generale e per quella dell’auto in particolare. La nostra priorità è certamente salvaguardare l’occupazione, ma anche un’occupazione di qualità e dignitosamente retribuita” hanno dichiarano Davide Sperti, segretario generale Uilm e Gianluca Ficco, segretario nazionale responsabile del settore auto.
“La richiesta di circa 150 euro medi mensili di aumento in paga base in due anni – argomentano Sperti e Ficco – e di premi più alti risponde all’esigenza di tutelare il potere d’acquisto e di riconoscere il contributo dei lavoratori. Con la piattaforma di rinnovo cerchiamo di affrontare argomenti che stiano realmente a cuore ai lavoratori, dalla regolamentazione del così detto senza lavoro, alla valorizzazione dello smart working, dalla introduzione di permessi aggiuntivi all’aumento della contribuzione per la previdenza complementare”.
“Il Ccsl – affermano Sperti e Ficco – ha sempre avuto, nel bene e nel male, un ruolo di avanguardia nelle relazioni sindacali. Auspichiamo che anche questo rinnovo possa essere quindi un punto di riferimento positivo grazie alla capacità di affrontare anche nuovi temi, quali l’introduzione dell’intelligenza artificiale e il riconoscimento delle professionalità sulla base di criteri condivisi e oggettivi”.
Antonio Spera, segretario generale Ugl Metalmeccanici, ha messo in risalto l’importanza della piattaforma “in un momento molto importante in un momento particolarmente difficile per il settore automotive. Abbiamo raccolto le proposte e le istanze provenienti dai diversi territori, con l’obiettivo di costruire una piattaforma contrattuale solida, capace di rappresentare le esigenze dei lavoratori di una parte fondamentale dell’intero comparto automotive”.
“Il nostro obiettivo è ottenere un contratto che garantisca salari più adeguati, migliori condizioni lavorative e maggiori tutele per tutti. In una fase segnata da profonde trasformazioni industriali e da incertezze per il futuro dell’Automotive, è fondamentale dare risposte concrete ai lavoratori, rafforzando diritti, welfare, sicurezza e riconoscimento delle competenze”, prosegue Spera.
“Vogliamo affrontare questa trattativa con determinazione e responsabilità, mettendo al centro il lavoro, la dignità delle persone e il futuro industriale del settore. La forza della piattaforma nasce dall’ascolto dei territori e dalla volontà di costruire un rinnovo all’altezza delle sfide che ci attendono”, ha concluso.



























