Delle potenzialità della bilateralità, ma anche degli aspetti critici che rimangono da superare, si è parlato a Roma in un convegno organizzato dalla Uil, dal titolo ‘Al lavoro per la bilateralità’. “Milioni di lavoratori nel nostro Paese – ha detto il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy- hanno forme di tutele che non sono solo quelle garantite dallo Stato. In edilizia, artigianato, commercio vengono erogate prestazioni da strutture costituite da lavoratori e imprese, che consentono di dare aiuto ai lavoratori più in difficoltà. Pensiamo al sostegno al reddito in caso di perdita di occupazione o alle borse di studio per i figli di lavoratori: aiuti che contano quasi come un aumento contrattuale, in termini di reddito. Noi vogliamo che questa pratica si espanda a tutto il mondo del lavoro”.
Uno dei problemi della bilateralità, infatti, è che essa, come ha ricordato l’ex ministro del Lavoro e attuale senatore Pd, Tiziano Treu “nasce dalla contrattualità e non viene realizzata per i cosiddetti lavoratori atipici”.
Mentre per Rocco Palombella “la bilateralità favorisce la partecipazione”. Il leader della Uilm ha inoltre ricordato alcuni punti sulla bilateralità presenti nel rinnovo contrattuale dei metalmeccanici nell’ottobre del 2009 come il fondo di assistenza sanitaria integrativa che si baserà per i primi due anni su versamenti esclusivi da parte delle aziende.
Al convengo è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha definito la Bilateralità “una delle fondamentali espressioni della Big Society italiana”. Il ministro ha ripreso un’espressione usata da Cameron per invocare nel Regno Unito una vitalità sociale capace di corrispondere a molte esigenze collettive. Sacconi ha spiegato che “gli organismi bilaterali sono modi nei quali le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori si organizzano per rispondere ai bisogni e alle aspettative tanto dell’impresa tanto dei lavoratori”. “Oramai i campi di intervento della bilateralità sono molto ampli: da quelli di carattere nazionale a quelli di carattere territoriale – ha elencato – dal welfare complementare in materia di salute e previdenza, di assistenza di lungo termine per i non autosufficienti, fino alle dimensioni territoriali dove le partii gestiscono il mercato del lavoro, favoriscono la salute e sicurezza dei lavoratori e la necessaria mobilità quando un posto di lavoro si consuma”. Non solo gli enti bilaterali, ha aggiunto”indirizzano la formazione gestiscono talora anche il collocamento”. Quindi “la bilateralità è già una realtà e possiamo auspicare che ulteriormente si espanda soprattutto nel Mezzogiorno dove è più debole e dove può concorrere alla legalità e alla trasparenza del mercato del lavoro”.
Nel suo intervento il segretario nazionale Feneal Uil, Emilio Correale, ha tracciato il percorso del sistema degli enti bilaterali dalla sua nascita fino ad oggi sottolineando come le Casse Edili, le Scuole edili e i comitati territoriali per la sicurezza hanno letteralmente trasformato ed emancipato il settore edile fin dalla loro costituzione. ‘Oggi senza ombra di dubbio – ha spiegato – il sistema degli Enti bilaterali in edilizia, insieme a quello dell’artigianato, è quello maggiormente esteso ed evoluto nel panorama nazionale e, tra essi, in particolare, si esalta quello costituito da Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e l’Ance come contemplato nel Ccnl edilizia industria. L’articolazione di questo sistema di Enti Paritetici si occupa in particolare di: Garanzia delle tutele e delle prestazioni contrattuali a favore dei lavoratori ed omogeneità dei costi per le imprese; Sicurezza per i lavoratori nel ciclo produttivo; Qualificazione e specializzazione delle risorse umane.’ Correale ha poi parlato del Durc ricordando che: ‘le parti sociali, in questa fase, sono impegnate in una complessa discussione per definire un altro importantissimo provvedimento normativo, che deve attuare quanto contemplato all’art. 27 del D.Lgs 81/2008 in materia di “Disciplina dell’attività professionale degli operatori dell’Edilizia” più noto come “Patente professionale a punti per l’accesso al mercato edile”.
Infine per Paolo Reboani, presidente di Italia Lavoro, agenzia tecnica del ministero che ha avviato proprio un monitoraggio nazionale sugli enti bilaterali, bisogna poi considerare che “la bilateralità essendo finanziata dai suoi aderenti funziona bene in un contesto economico favorevole e meno bene durante la crisi”. Per questo si può pensare a una razionalizzazione “riunendo ad esempio più fondi bilaterali dello stesso settore”.
Luca Fortis

























