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Ramble tamble

Marco Cianca
Agosto01/ 2023

La radio manda un brano dei Credence Clearwater Revival.  La voce e la chitarra di John Fogerty spezzano il fluire del tempo. Il 1970, oggi.  “Giù per la strada vado/C’è del fango nell’acqua/Scarafaggio in cantina/Insetti nello zucchero/Mutuo sulla casa/ C’è della spazzatura sul marciapiede/Mutuo sull’auto/Vendono indipendenza/Mutuo sulla mia vita”. Ramble tamble. Rumore assordante. Caduta rovinosa. Sproloquio disordinato.

È l’ora del notiziario. Incendi, alluvioni, migranti uccisi dal sole nel deserto o morti nel Mediterraneo, guerra, colpi di stato, povertà, proteste, inflazione. Aumenta il costo del denaro e crescono i tassi sui prestiti. Anche il prezzo della benzina va su. I politici parlano, parlano, parlano.

L’immondizia sommerge la città eterna. Buste, sacchetti, vestiti, elettrodomestici, tricicli di bambini, sedie, mobiletti, scarpe, stracci. Di tutto, di più. Il regno dei topi. I cinghiali, per la verità, sembrano diminuiti. Dove sono andati?

Abolito il reddito di cittadinanza. Finita la pacchia per i fannulloni, titolano in coro i giornali della destra.

In terra, lontano dai cassonetti, solo soletto, un quadro.  Una tela dipinta ad olio, attaccata ad una tavola di compensato. Come è giunta fin qua? Qualcuno la raccoglie e la appoggia sul muretto di una scuola. L’arte, anche se scamefora, merita sempre rispetto. Un lungo canale affollato di barche e di gondole, una prospettiva di palazzi. Dovrebbe essere Venezia, ma non c’è alcun riferimento architettonico. Colori tenui. Gialli gli edifici, azzurri ma ombrati il cielo e l’acqua, neri gli scafi. Piccole figure sulle calli e nelle imbarcazioni, molte con un fez rosso in testa. Mistero.

Una giovane piange perché la terra brucia e Gilberto Pichetto Fratin, bonario ministro dell’Ambiente con un nome che sembra inventato da Campanile, lacrima anch’egli. Ecoansia, il neologismo. I giornali di destra, sempre loro, accusano lei di essere una commediante e bollano lui, nel migliore dei casi, come ingenuo. Piagnoni vergognosi e profeti di sventura. Poi i telegiornali mostrano le immagini dei ghiacciai che si stanno sciogliendo e uno scienziato afferma: “Siamo ormai al punto di non ritorno”. Tutte corbellerie, ripeteva don Ferrante. La peste, negata, se lo portò via.

Un ragazzo steso sull’asfalto, accanto alla moto ribaltata. Arriva l’ambulanza ma non c’è niente da fare. Gli amici cominciano a portare fiori ed erigono un piccolo altarino con la foto del poveretto. Se ne vedono tanti, di questi cippi.

Due uomini litigano. “Coatto, prepotente”. “Ma che vuoi? Guarda che te meno”. Storie di fila non rispettata per il lavaggio dell’auto.

Continua la mattanza di mogli, fidanzate, compagne. Femminicidi, li chiamano. Dovrebbe essere un’aggravante, suona come una burocratica catalogazione dell’umana mostruosità. L’ultimo è sempre l’ennesimo. La società patriarcale esige il sangue. Cologno Monzese, Sofia, 20 anni, sgozzata dall’ex. E ancora, e ancora, e ancora.

Il film “Barbie” fa incassi da record.

Il mercato estivo dei calciatori è un mondo a parte. I piedi buoni attirano centinaia di milioni. Anche il mercato stagionale degli schiavi è un mondo a parte. Le mani per raccogliere i pomodori valgono pochi euro.

Voleva lasciare la barberia. Lo hanno ucciso, decapitato e buttato in mare.

Una donna vestita come un’infermiera, un cappellino floscio in testa, una mascherina a coprire naso e bocca, trascina un carrello per la spesa pieno di pane e di mangime per gli uccelli. La seguono decine di piccioni. Lei si ferma e comincia a distribuire le sue scorte. I volatili la circondano, le si posano addosso, la coprono completamente. Lei immobile e muta, una statua. Non risponde ad alcuna domanda. Si inginocchia e quasi carezza le alate creature. Un rito quotidiano.

Giù per la strada vado / Ramble tamble.

Buon agosto a tutti.

Marco Cianca

Marco Cianca