Hanno orari di lavoro più lunghi, la maggior parte copre turni di sabato e domenica, il 20% svolge le attività anche di notte, ma i salari di uomini e donne risultano pressochè identici. Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine, appena pubblicata dalla Fondazione europea di Dublino, sulle condizioni di lavoro nei dieci paesi candidati ad entrare nell’ Ue con l’ allargamento fissato per il 2007. La ricerca, che per la prima volta affronta il tema della protezione del lavoro nei paesi candidati all’ allargamento, mostra molte differenze tra i paesi, soprattutto sul versante orari e trattamenti salariali, eppure non sempre le condizioni sono peggiori rispetto al più ‘riccò occidente.
Il divario si presenta netto rispetto agli orari lavorativi: mentre nei Pac la durata media settimanale è di 44,4 ore, nell’Ue non supera le 38,2. E addirittura, il 38% dei lavoratori Pac dichiara di lavorare più di 45 ore, contro il 21 % dell’Ue.
I settori più colpiti dalla pratica degli orari prolungati risultano quello agricolo, l’alberghiero e il commerciale ( con ulteriori importanti differenze nazionali: dalle 39,8 ore della Slovenia alle 45,9 della Romania). Per contro, nonostante il livello di esposizione permanente più elevato rispetto all’Ue quanto a vibrazioni, rumore, calore, fumi e posizioni dolorose, nei paesi Pac risulta nettamente migliore l’utilizzo degli equipaggiamenti individuali di protezione (il 28% contro il 21 dell’Ue) e l’informazione sui rischi.
Rimane ancora debole l’utilizzo dei mezzi informatici: la Romania tocca il punto più basso per l’utilizzo delle nuove tecnologie, mentre risulta la Slovenia quella più vicina ai parametri Ue. Ma mediamente solo il 12% dei lavoratori dei Pac utilizza normalmente il personal computer, contro il 31% nella Ue.
Anche l’organizzazione del lavoro pare procedere con due velocità differenti. Nella generalità dei Pac, nei quali prevale il lavoro industriale a detrimento di quello commerciale, si riscontra meno apertura verso l’esterno e più gerarchia, con minore responsabilità dei lavoratori. Anche le possibilità di formazione in azienda sono più basse (24% rispetto 31 dell’Ue).
Meno comparabile risulta invece la situazione salari/poteri d’acquisto tra Pac e Ue, mentre l’inchiesta riporta che i settori con salari migliori sono quello minerario, dei trasporti e le costruzioni.
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