Il costo della congestione da traffico è già pari allo 0,2% del pil in Europa, ma potrebbe salire allo 0,4% “se gli investimenti in trasporti non saranno in grado di tenere il passo con la crescita delle economie”. I costruttori europei della Fiec, nel sottolineare che l’allargamento della Ue non può prescindere da una maggiore e più efficace capacità di trasporto, la cui richiesta è in continuo aumento, presentano un pacchetto di 5 proposte per rafforzare gli investimenti nelle infrastrutture europee, per lo sviluppo di una rete infrastrutturale efficiente e completa.
Aumentare le disponibilità di bilancio destinate alle reti di trasporto transeuropee (RTT) e concentrare l’utilizzo di questi fondi su progetti prioritari; aumentare il livello dell’intervento finanziario della Ue per le Rtt al 30% dei costi dei progetti per i tratti transfrontalieri e per le strettoie lungo i percorsi di transiti; istituire un ente di coordinamento per i corridoi di trasporto che attraversano parecchi stati; promuovere l’utilizzo del partneriato pubblico-privato; interpretare il quadro del patto di stabilità in modo da incoraggiare gli investimenti. Sono queste le cinque proposte della Fiec il cui presidente, Wilhelm Kuchler, ha incontrato oggi a Roma il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e il sottosegretario alle Infrastrutture, Guido Viceconte.
Secondo i costruttori europei, il livello degli investimenti pubblici è infatti inadeguato: attualmente le somme di 1,8 miliardi di euro per il periodo ’94-99 e 4,2 miliardi per il periodo 2000-2006, disponibili dai fondi per i progetti prioritari, “rappresentano globalmente – sostengono – circa il 5% dell’importo degli investimenti realizzati in queste reti e sembrano inadeguati a produrre un effetto leva sugli investimenti”.
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