Il sistema pensionistico italiano non è l’unico ad avere seri problemi finanziari. Gli fa concorrenza quello americano: l’agenzia governativa che garantisce le pensioni di 44 milioni di lavoratori ha annunciato infatti che il sistema-pensioni nazionale è in condizioni finanziare peggiori di quanto precedentemente ritenuto. L’annuncio arriva come una bomba politica in un momento in cui le incertezze economiche, la disoccupazione e le crescenti preoccupazioni per la perdita di posti del settore manifatturiero oltreoceano stanno già infuocando il dibattito di Washington.
L’agenzia in questione, la Pension Benefit Guaranty Corp.
(Pbgc), ha paventato innanzitutto la possibilità di una contribuzione maggiore per le aziende al piano assicurativo del governo. Ha poi aggiunto che i benefit dei pensionati potrebbero ridursi e che i contribuenti potrebbero dover alla fine salvare il programma di garanzia delle pensioni. Alcuni esperti, tuttavia, ritengono che l’agenzia stia esagerando il problema al fine di forzare le aziende a pagare premi più alti. I paesi più poveri del mondo stanno accumulando molti più debiti di quanto non sembri ad un primo sguardo e sebbene quest’anno non ci siano stati disastri finanziari, la situazione, a dire il vero, si sta facendo ancora una volta preoccupante. È l’allarme lanciato dagli economisti del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che giovedì prossimo pubblicherà un nuovo rapporto sulla situazione di questi paesi, insieme al suo annuale ‘World Economic Outlook’.
Secondo il Fmi, il debito pubblico totale dei governi asiatici è cresciuto a quasi il 70% del Pil, contro una quota inferiore al 60% avuta durante la crisi finanziaria asiatica del 1998. In America Latina il rapporto del debito è salito dal 40% al 60%. Per contrasto, il rapporto debito-Pil dei paesi industrializzati è di circa il 40%. Ma i Paesi più poveri del mondo, fanno notare gli economisti del Fmi, si muovono su un terreno molto più fragile e hanno sistemi di raccolta tasse più deboli e meno affidabili.
Inoltre, la loro esposizione agli shock esterni è ben più grande.
Il Fmi ritiene che i livelli di debito di questi paesi debbano scendere drasticamente, perchè per una tipica economia di mercato emergente un debito governativo ‘sostenibilè può attestarsi ad un livello tre volte inferiore a quello attuale. Ma perchè i livelli di debito di sono cresciuti in così tanti paesi? Secondo il rapporto del Fmi si è verificato un nuovo importante cambiamento ai vecchi modelli di prestito. Invece di rivolgersi a creditori stranieri, come il Fmi o grandi banche internazionali, molti governi raccolgono fondi a ‘casa’. In Asia, ad esempio, il prestito estero è stato virtualmente piatto dalla crisi finanziaria che si è propagata da Indonesia e Sud Corea, mentre il prestito domestico è volato. Similmente, in America Latina, il prestito all’esterno ha seguito un trend al ribasso, mentre quello domestico è salito di anno in anno. La distinzione tra prestito esterno e domestico è molto tenue: i creditori domestici possono essere istituzioni straniere, e spesso lo sono, e il debito può essere denominato in dollari o euro.
La vera differenza, fa notare il Fmi, è che il prestito domestico rientra nelle leggi del paese in cui avviene il prestito piuttosto che in quella del paese creditore. E la crescita del debito domestico è importante per molte ragioni: tanto per cominciare, è più difficile per gli investitori stranieri e i creditori valutare il livello di debito del governo domestico. In più, il debito domestico può essere molto più difficile da raccogliere. La sicurezza di un prestito dipenderà infatti in parte dalle leggi del paese e dalla capacità delle corti locali a far rispettare i contratti ed aggiudicare le dispute.
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