Ricorre oggi il 47esimo anniversario della morte di Guido Rossa, operaio dell’Italsider di Genova e sindacalista della Fiom-Cgil ucciso dalle Brigate Rosse nel 1979 per aver denunciato un brigatista infiltrato nella fabbrica in possesso di documenti sensibili e volantini di rivendicazione.
Nella mattinata si è svolta una cerimonia di commemorazione nello stabilimento ex Ilva di Genova, cui ha presieduto anche il leader della Cgil, Maurizio Landini. “È importante che il Paese non perda la memoria sul fatto che la democrazia esiste se rafforzata grazie al mondo del lavoro e al ruolo decisivo che la classe operaia ha dato. Ed è evidente che non sia un caso che la crisi della democrazia che stiamo vivendo coincida con un aumento della precarietà, dello sfruttamento e della svalorizzazione del lavoro”. Per Landini, la giornata è segnata non solo dal ricordo di Rossa e del suo sacrificio, ma anche e “soprattutto” per ribadire che “per poter rafforzare davvero la democrazia c’è bisogno di rimettere al centro il lavoro, i diritti del lavoro e le persone”.
Proprio per questo, inevitabile un passaggio sulla travagliata vicenda che sta coinvolgendo l’ex Ilva. “Siamo in una fabbrica che vede a rischio il suo futuro nonostante l’importante e grande battaglia fatta dai lavoratori e dalla città qualche mese fa. È evidente che abbiamo una posizione molto precisa e la sosteniamo da tempo. Siccome l’attività siderurgica per qualsiasi Paese che voglia continuare ad essere un Paese industriale è strategica, dopo errori vari che sono stati fatti in questi anni, oggi è il momento che ci sia un intervento diretto del Governo e dello Stato per poter dare una prospettiva vera”.
“Questa – ha aggiunto Landini – è la rivendicazione che stiamo facendo e, siccome circolano tante notizie e in questi giorni dovrebbero esserci degli incontri, per quello che ci riguarda questo è un punto fondamentale che può dare o meno credibilità al progetto di un possibile futuro. Siamo assolutamente interessati a garantire una continuità produttività che però si basa su progetti industriali e investimenti seri e per quello che ci riguarda sul ruolo dello Stato e del Governo in prima persona”.
Sulle trattative in corso, ha concluso Landini, “non abbiamo nessuno notizia. Vediamo cosa c’è di concreto. Se si vuole dare credibilità a questa prospettiva, bisogna che il Governo e lo Stato ci mettano la faccia e si assumano la responsabilità di garantire un progetto industriale che non veda tagli occupazionali, ma un rilancio vero e serio delle attività industriali e siderurgiche”.


























