L’Assemblea Generale della CGIL esprime “profondo sconcerto e indignazione – si legge in una nota – per i gravi fatti avvenuti negli Stati Uniti e in particolare in Minnesota, dove il 23 gennaio 2026 uno sciopero generale e una manifestazione di massa hanno denunciato la repressione e le violenze dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE)”.
“L’uccisione della poetessa Renee Good e dell’infermiere Alex Pretti, lavoratore della sanità, disarmato e colpito a morte mentre difendeva una donna arrestata, insieme all’arresto del minore Liam Conejo Ramos, – prosegue la nota – rappresentano un drammatico attacco ai diritti umani, alla libertà sindacale e al diritto di protesta pacifica. L’ICE, sotto l’amministrazione Trump, agisce come una forza repressiva che semina terrore attraverso retate e intimidazioni, colpendo lavoratori, migranti, famiglie e minori, anche nei luoghi di lavoro e nelle scuole. Ne sono un esempio le minacce e le intimidazioni a una troupe RAI in Minnesota a cui l’assemblea generale esprime solidarietà. La sua eventuale presenza in Italia in occasione delle Olimpiadi invernali sarebbe uno schiaffo alla democrazia e un affronto istituzionale”.
Tali pratiche, per la Cgil, costituiscono “una ferita all’intero mondo del lavoro e alla convivenza democratica. La mobilitazione del Minnesota rappresenta un esempio significativo di resistenza civile e sindacale contro una deriva autoritaria fondata su paura, razzismo e repressione. L’Assemblea esprime piena solidarietà alle famiglie delle vittime, alla confederazione sindacale americana AFL-CIO e a tutte le lavoratrici e i lavoratori e alle cittadine e ai cittadini impegnati nella difesa dei diritti fondamentali e impegna la CGIL a rafforzare le relazioni di solidarietà con i sindacati statunitensi e con il movimento sindacale internazionale, a sostenere le mobilitazioni in corso, e a difendere ovunque i diritti dei migranti, dei minori e la libertà di organizzazione e di protesta”.


























