Come in un passato che non passa, a Roma prosegue l’escalation di episodi targabili come “matrice neofascista’’. Nel solo 2025 sono decine, come denuncia una rete di associazioni, sindacati, partiti e associazioni studentesche che sabato 31, da piazza Vittorio, lanceranno il coordinamento permanente ‘’Roma antifascista’’. Che non sia una pratica superflua lo dimostrano i dati. Il coordinamento ha infatti censito, con date e luoghi, una lunga serie di attacchi o atti vandalici contro alcune scuole, contro sedi del Pd, della Cgil, o dell’Anpi: da gennaio a dicembre dello scorso anno sono 31 quelli rilevati da lanci di agenzia Ansa o cronaca locale di Roma dai principali quotidiani, e 26 rivolti contro il Pd.
L’Osservatorio, spiegano i promotori, “nasce dall’esigenza di dotare la città di uno strumento capace di monitorare in modo sistematico la presenza, l’evoluzione e le pratiche dei gruppi neofascisti sul territorio, rispondendo così alla crescita di episodi di violenza politica, intolleranza, razzismo, sessismo e odio identitario che hanno colpito scuole, quartieri, comunità e spazi democratici. L’Osservatorio si basa su un lavoro di raccolta dati, verifica delle fonti, analisi territoriale e collaborazione con associazioni, scuole, sindacati e realtà sociali. L’obiettivo è “contribuire alla difesa della democrazia”, rendendo visibili fenomeni spesso sottovalutati. Attraverso il monitoraggio costante e la diffusione pubblica delle informazioni, l’Osservatorio aiuta infatti la città “a riconoscere i segnali di rischio, a reagire collettivamente e a proteggere i valori costituzionali che garantiscono libertà, pluralismo e convivenza”.
“Nel 2025 Roma è stata attraversata da una sequenza continua di episodi neofascisti, aggressioni omotransfobiche, intimidazioni politiche, vandalismi e attacchi contro scuole, spazi sociali, sindacati, luoghi di culto e presidi della memoria -si legge nel Rapporto presentato oggi con una conferenza stampa nella sede della Filt Cgil di Roma- “e il quadro complessivo mostra un salto di qualità nell’azione organizzata dell’estrema destra, con una presenza capillare e una strategia di occupazione dello spazio pubblico: giardini, piazze, scuole, sedi istituzionali, strutture sportive”.
“In numerose zone della città sono comparse svastiche, croci celtiche e scritte come Hitler, dux e anti-antifa’, spesso su scuole, parchi giochi, sedi politiche e muri di quartiere”, spiegano ancora i promotori del coordinamento: il monumento a Giacomo Matteotti, sul lungotevere, è stato danneggiato, sedi dell’Anpi e spazi antifascisti sono stati imbrattati dopo la rimozione di murales neofascisti. Uno striscione celebrativo del fascismo, esposto sul grande raccordo anulare, è rimasto visibile per ore senza interventi immediati. Nei parchi di Monteverde, Collatino, Fidene e Prampolini sono stati segnalati simboli nazisti su panchine, giochi per bambini e strutture sportive. All’Olimpico e in altri impianti sportivi sono stati documentati saluti fascisti e intimidazioni.All’attenzione del coordinamento anche le aggressioni omotransfobiche. Tra i casi più gravi, i promotori segnalano una coppia gay picchiata da un gruppo di giovani al Pigneto, la notte di Capodanno; un ragazzo colpito alla testa, in pieno centro, dopo insulti omofobi; un commesso aggredito da tre persone, due delle quali addette alla sicurezza di un centro commerciale; una coppia aggredita in un locale a La Storta; due sposi picchiati e minacciati con un coltello, in zona Piramide, subito dopo la celebrazione dell’unione civile. E ancora, il coordinamento ricorda l’aggressione a un medico davanti all’Ospedale Spallanzani, durante un flash mob per Gaza; l’ordigno lanciato contro il centro sociale La Strada; cori fascisti e aggressioni in un bar allo Statuto contro manifestanti di ritorno da un corteo; minacce e insulti a sindacalisti della Cgil Ostiense.
Tra le scuole più colpite ci sono i licei Righi, Giulio Cesare e Bramante, mentre al Tasso, al Montale, al Farnesina, al Caravillani e all’Arangio Ruiz, sono stati segnalati saluti romani e cori inneggianti al fascismo. Per quanto riguarda le sedi sindacali, la Cgil ha documentato decine di episodi, che partono dall’assalto del 2021 alla sede centrale a Roma, per arrivare fino al 2025. Tra le sedi del Pd attaccate, invece, ci sono quelle di corso Italia, Cavalleggeri, San Basilio, Tor Pignattara, Centocelle, Pigneto Prenestino, Alberone, Ardeatina Tormarancia, Ostiense, Laurentino, Portuense Villini, Donna Olimpia, Montespaccato, Ponte Milvio, Balduina e Trionfale. In alcune di queste si sono registrati attacchi ripetuti e anche l’uso di bombe carta.
“Stiamo assistendo a un crescendo di atti intimidatori e violenti da parte di gruppi ed organizzazioni di stampo nazifascista, razzista, sessista ed omofobo – si legge nell’appello del coordinamento -. Di fronte a tutto questo, noi rappresentiamo quei valori della nostra democrazia costituzionale, figlia del 25 aprile 1945, che chiamano ad una convivenza pacifica, rispettosa delle differenze, nella continua lotta per l’allargamento dei diritti sociali e civili, tanto più oggi, in presenza di una dilagante disuguaglianza sociale”.
Lunghissima la lista delle associazioni, dei partiti e delle varie organizzazioni che hanno già aderito all’iniziativa dell’osservatorio. Ulteriori adesioni possono essere inviate all’indirizzo mail Anpi.roma@gmail.com.


























