Da oggi il gasolio aumenta di 6,1 centesimi al litro, dopo la fine dello sconto fiscale applicato finora, senza che entri in funzione il meccanismo delle accise mobili. Sulla Gazzetta Ufficiale non compare infatti il decreto interministeriale Mase-Mef necessario per utilizzare l’extragettito Iva ai fini della riduzione delle accise. Il primo decreto legge sul tema, varato dopo lo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, risale a marzo.
Resta invece in vigore il price cap applicato da Eni, che però, come già annunciato dalla società, non assorbe il ripristino della componente fiscale. Venuta meno l’agevolazione, il prezzo del gasolio praticato da Eni sale così da 2,19 a 2,25 euro al litro, mentre quello della benzina resta fermo a 1,99 euro al litro.
Lo sconto fiscale, dunque, era incorporato nei prezzi alla pompa: la sua scadenza determina di conseguenza l’aumento del gasolio anche in presenza del tetto ai prezzi deciso dalla società energetica.
Intanto resta da definire un eventuale intervento sulle accise mobili. «Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione presa. Ci stiamo lavorando», ha detto il viceministro dell’Economia Maurizio Leo a margine delle votazioni di fiducia alla Camera sulla legge elettorale.


























