Una donna lavoratrice, un’operaia, seduta durante una pausa, che pensa alla famiglia: quest’ultima rappresentata come una costellazione di stelle. Accanto, i dispositivi di sicurezza, come il casco ed i guanti, che danno all’operaia maggior possibilità di tornare a casa a fine turno, senza incorrere in infortuni. È l’immagine scelta per il murales “Zero morti sul lavoro”, inaugurato oggi a Padova dalla Uil nazionale. L’opera, a firma dello street artist trevigiano Diego Montagner, è stata realizzata su una cabina dell’Enel e misura 8 metri per 4 e mezzo. Tutta la cabina ha pareti per più di 200mq. Le altre tre facciate sono state illustrate con i loghi del sindacato. A scoprirla, insieme, sono stati il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e l’assessore del Comune di Padova Andrea Ragona.
Ed è Toigo a porre l’accento sui numeri della tragedia: 111 decessi l’anno scorso, oltre 70 già quest’anno e più di 70mila infortuni denunciati all’Inail. Da qui l’importanza del murales, affinché “possa richiamare l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro”.
Un tema, quello della sicurezza, che “è una questione culturale che riguarda tutti”, sottolinea Bombardieri nel suo intervento. “Purtroppo, ci siamo abituati all’idea che si possa morire lavorando: questo è inaccettabile. Dobbiamo lavorare sulla prevenzione, sulla formazione e sull’informazione, a partire dai giovani e dalle scuole. Apprezzo molto l’idea del murales, dunque, perché è uno strumento che può indurre le persone a riflettere su questo tema”.
Bombardieri ha poi sottolineato la latitanza “da troppo tempo” dell’esecutivo sul tema sicurezza e invoca la convocazione di un tavolo per affrontare la questione: “Le misure già adottate servono, ma purtroppo non bastano. La tutela della vita umana vale sempre molto più del profitto, ma questo principio talvolta viene meno”. Ad esempio, ha precisato il leader della Uil, con gli appalti a cascata e con le gare al massimo ribasso “i rischi per la sicurezza diventano una certezza: ecco perché tutto ciò va eliminato”. Bombardieri chiede, inoltre, “che non si debbano dare appalti ad aziende che abbiano violato le norme sulla sicurezza” e ribadisce “la necessità di istituire sia una procura speciale sia l’omicidio sul lavoro, perché se vengono modificati i dispositivi di sicurezza, si è messo nel conto il rischio che qualcuno possa perdere la vita”.
Ma la questione riguarda anche le famiglie delle vittime, che “non dobbiamo dimenticare. Siamo riusciti a ottenere un provvedimento in forza del quale i loro figli vengono assistiti per completare il corso di studi e abbiamo sottoscritto un protocollo con la Fondazione Roma per aiutare, subito, economicamente, le famiglie che subiscono tali tragedie: dobbiamo e vogliamo proseguire su questa strada”, conclude Bombardieri.


























