Il nuovo Ministro dello Sviluppo Economico sarà Carlo Calenda. Ad annunciarlo, ieri, il presidente del consiglio, Matteo Renzi. Calenda è stato vice ministro del Mise nei governi Letta e Renzi e da marzo 2016 è rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea. Il neo-ministro ha l’importante compito di risollevare la reputazione del Ministero dopo lo scandalo legato alle intercettazioni sulla gestione dei rifiuti nel centro Eni che ha interessato direttamente l’ex ministro Guidi, costretta alle dimissioni per il suo coinvolgimento nelle indagini della procura di Potenza.
La carriera del nuovo ministro romano è abbastanza variegata, ha lavorato in Ferrari con Luca Cordero di Montezemolo e in Sky quando la pay tv fu fondata in Italia da Rupert Murdoch. Dopo circa un paio d’anni viene chiamato in Confindustria come assistente del presidente, Luca Cordero di Montezemolo, e nominato direttore dell’area affari internazionali. Diviene poi direttore generale di Interporto Campano e presidente di Interporto Servizi Cargo. Coordinatore politico di Italia Futura, il think tank politico-economico di Montezemolo e candidato nelle liste di Scelta Civica. Nel febbraio del 2015, dichiarata chiusa la breve parentesi di Scelta Civica ed entra nel Pd.
Ora, ad attenderlo a Palazzo Piacentini, numerosissimi tavoli di crisi aziendale aperti al ministero che interessano circa 100 aziende, la legge sulla Concorrenza ma anche l’accordo che l’Unione europea sta trattando con gli Usa e che insieme al Tpp, il Trans pacific Partnership tra Usa e 11 paesi dell’area del Pacifico, metterà insieme il 63% del Pil mondiale. Calenda sostiene la necessità di arrivare a un accordo da lui stesso definito “avanguardia della globalizzazione dove i maggiori progressi in termini di accesso al mercato e convergenza regolamentare verranno compiuti”, si batte anche perchè nell’ambito di questa ampia area di libero scambio sia dato da parte degli Usa maggiore accesso al loro mercato dei servizi, degli appalti e particolare protezione all’indicazione geografica delle merci. Per Calenda l’Italia sarebbe tra i principali beneficiari del Ttip che “potrebbe portare fino a mezzo punto di Pil di crescita aggiuntiva e alla creazione di posti di lavoro”.
I sindacati concordano sulla necessità di un Ministro che prenda in mano le numerose vertenze aperte. Infatti, il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo commentando l’annuncio del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, della prossima nomina di Carlo Calenda a ministro dello Sviluppo economico ha ricordato: “E’ bene che si metta subito al lavoro, ha un sacco di vertenze sul tavolo”. Mentre il segretario generale della Cgil, Sussanna Camusso ha ironizzato “Ma non c’era la parità in questo governo?” e poi sottolineato che “è evidente che abbiamo la necessità di avere un ministro dello Sviluppo economico, basti pensare al numero di vertenze aperte e alle risposte che mancano”.

























