Pensare che un ragazzo di 22 anni debba morire in un cantiere, tra l’altro un cantiere pubblico credo che indichi la gravità e l’insopportabilità della situazione a cui siamo giunti”. Così il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine della presentazione del francobollo per i 120 anni della storia della confederazione, sulla morte di Andrea Moretti, operaio di 22 anni avvenuta mentre stava lavorando nel Colosseo.
“Di nuovo stiamo parlando di un lavoratore di una ditta di appalto – ha aggiunto – non è un caso che stiamo raccogliendo firme per cambiare le leggi sul sistema degli appalti, perché questo sistema uccide e tutte le volte si fa finta di piangere un morto. Ma poi non si cambiano quelle leggi balorde che permettono di poter sfruttare le persone. E’ una responsabilità politica che non può più essere taciuta”.
“Su salute e sicurezza il Governo ha fallito su tutta la linea”, dichiara il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco. “L’Esecutivo deve aprire un tavolo di confronto serio con le parti sociali. Servono controlli, ispettori e importanti investimenti. Un morto ogni 8 ore e un ferito al minuto meritano priorità e azioni concrete, non parole di circostanza e sterili burocrazie come la patente a crediti”.
“Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia di Andrea, il giovane operaio specializzato che ha perso la vita lavorando in un cantiere all’interno del Colosseo. Dopo il crollo della Torre dei Conti dello scorso anno, che causò, anche in quella circostanza, la morte di un lavoratore, piangiamo, oggi, un’altra vittima nel comparto dell’edilizia in un sito archeologico. Roma, così come il resto del Paese, non può macchiare i suoi monumenti del sangue dei lavoratori. Attendiamo chiarimenti dal Ministro Giuli”.
È quanto hanno dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, e il segretario nazionale della FenealUil, Stefano Costa.
“Peraltro, il fermo dei lavori all’Anfiteatro Flavio è un atto doveroso, non solo in segno di rispetto per la vittima, ma anche per comprendere cosa non ha funzionato e per evitare altri tragici infortuni, sempre più frequenti nel settore edile. Serve una maggiore attività di prevenzione. L’emergenza degli infortuni gravi e mortali – hanno sottolineato Veronese e Costa – deve diventare una priorità per questo Governo, a partire dagli appalti pubblici. La causa è, ancora una volta, una caduta dall’alto. Ci battiamo ogni giorno affinché ogni luogo di lavoro sia sicuro e, con il progresso tecnologico ormai a disposizione, occorre investire in sicurezza, evitando che alcune lavorazioni vengano ancora effettuate esponendo i lavoratori a rischi elevati pur di comprimere i costi degli interventi”
“Nel solco della campagna Uil, Zero Morti sul lavoro – hanno proseguito i due sindacalisti- chiediamo da tempo più controlli sui cantieri e quindi più ispettori; l’istituzione di un albo nazionale della formazione, che imponga di avere una data certa per le giornate formative effettuate, necessario a evitare il mercato dei certificati; un sistema di assegnazione delle opere che superi il principio del massimo ribasso; una stretta sulla liberalizzazione del subappalto a cascata. Infine – hanno concluso Veronese e Costa – non è più rinviabile dotarsi di una Procura speciale che abbia le competenze per trattare i casi di infortunio e istituire il reato di omicidio sul lavoro”.
“Siamo rimasti agghiacciati questa mattina apprendendo la notizia di questa ennesima tragedia sul lavoro. Andrea Moretti, operaio specializzato di 22 anni, è morto cadendo dall’alto mentre era impegnato nei lavori al Colosseo.
L’Anfiteatro Flavio, nel cuore della Capitale. È una morte inaccettabile. Assurda”. Lo dichiarano i segretari generali di Cisl Roma Capitale, Rosita Pelecca, e della Filca-Cisl Roma, Nicola Capobianco. “Ci siamo subito attivati – proseguono i due sindacalisti – per avere informazioni sulla dinamica dell’incidente, per cercare di capire cosa possa essere accaduto.
Sul lavoro non si può morire. Mai. La prevenzione, la formazione e il rispetto delle regole devono venire prima di tutto. Ora bisogna fare piena luce su quanto accaduto e accertare rapidamente le responsabilità, tutte le responsabilità. Alla famiglia del lavoratore e ai suoi colleghi esprimiamo la nostra più profonda vicinanza”, concludono Pelecca e Capobianco.




























