SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 7 ottobre 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
La seduta comincia alle 15.25.
Documento programmatico di finanza pubblica 2026.
Doc. CCXLIV, n. 2, Annesso e Allegati.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che la Commissione avvia oggi l’esame, in sede consultiva, del Documento programmatico di finanza pubblica 2026 (Doc. CCXLIV, n. 2, Annesso e Allegati), redatto in coerenza con la risoluzione n. 7/00043 approvata dalla 5a Commissione (Programmazione economica, bilancio) del Senato della Repubblica in data 30 settembre 2026 e con la risoluzione n. 7/00414 approvata dalla V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione) della Camera dei deputati in data 1° ottobre 2026, ai fini dell’espressione del parere alla V Commissione.
Avverte quindi che la Commissione esprimerà il parere di competenza nella seduta odierna ed invita, pertanto, il relatore, onorevole Volpi, a svolgere la relazione introduttiva e a formulare la sua proposta di parere.
Andrea VOLPI (FDI), relatore, fa presente che la Commissione è chiamata ad esaminare in sede consultiva il documento programmatico di finanza pubblica (DPFP).
Osserva che tale Documento, in attesa della riforma del quadro della normativa contabile, ha sostituito, potenziandolo, il contenuto informativo della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF). Esso delinea la cornice entro la quale progettare la manovra finanziaria per i prossimi tre anni, fornendo un aggiornamento del quadro di riferimento internazionale e provvedendo, allo stesso tempo, a una rielaborazione delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica.
Rileva quindi che, contestualmente alla presentazione del DPFP 2026, il Governo ha trasmesso alle Camere la Relazione ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 243 del 2012, per chiedere l’autorizzazione parlamentare allo scostamento dagli obiettivi programmatici di spesa a seguito della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale (National Escape Clause) per le maggiori spese per la difesa e per la sicurezza energetica, presentata alla Commissione europea il 10 settembre 2026.
Fa presente che il Documento programmatico di finanza pubblica 2026 e la connessa Relazione al Parlamento recano, dunque, un nuovo quadro programmatico, macroeconomico e di finanza pubblica.
Osserva che nel nuovo quadro in oggetto, il tasso di crescita del PIL reale viene previsto pari all’1 per cento per l’anno in corso, allo 0,8 per cento per l’anno 2027, allo 0,9 per cento per l’anno 2028 e allo 0,8 per cento per l’anno 2029; il tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL nominale) viene previsto pari al 2,9 per cento per l’anno in corso, al 3,4 per cento e al 3,2 per cento (al lordo dei suddetti incrementi richiesti) rispettivamente per gli anni 2027 e 2028 e al 2,3 per cento per l’anno 2029.
Riguardo ai profili di più stretto interesse della XI Commissione, precisa che il Documento evidenzia che nel mercato del lavoro, dove il numero di occupati ha raggiunto il massimo storico di 24,4 milioni nel secondo trimestre 2026, le proiezioni programmatiche delineano un quadro occupazionale favorevole e in continua espansione. Il tasso di disoccupazione si mantiene sostanzialmente stabile, attestandosi al 5,7 per cento nel 2026 (dal 6,1 per cento del 2025), al 5,6 per cento nel 2027, al 5,6 per cento nel 2028 e al 5,5 per cento nel 2029: nel DPFP l’interruzione del trend decrescente del tasso di disoccupazione è attribuito al progressivo aumento atteso del tasso di partecipazione e all’ampliamento dell’offerta di lavoro.
L’input di lavoro (ore lavorate) cresce dello 0,9 per cento nel 2026. Il reddito per dipendente aumenta del 2,8 per cento sia nel 2026 che nel 2027 dello scenario programmatico (2,4 per cento nel 2028 e 2,2 per cento nel 2029).
Nel secondo trimestre 2026 il tasso di occupazione 15-64 anni è al 63,1 per cento, la disoccupazione 15-74 anni al 5,6 per cento (5,5 per cento nel primo trimestre), la partecipazione al 67 per cento e l’inattività 15-64 anni al 33 per cento.
L’occupazione nazionale cresce dell’1,2 per cento nel 2026, dello 0,6 per cento nel 2027, dello 0,8 per cento nel 2028 e dello 0,5 per cento nel 2029 (nel tendenziale rispettivamente 0,4 per cento, 0,6 per cento e 0,5 per cento nel periodo 2027-2029).
Nel 2026 il deflatore dei consumi (3 per cento) supera la crescita del reddito per dipendente (2,8 per cento); il recupero dei salari reali è atteso dal 2027, con il rientro dell’inflazione (2,3 per cento).
Osserva poi che il Documento segnala un migliore equilibrio tra domanda e offerta di lavoro: il tasso di posti vacanti è infatti tornato sui livelli precedenti la pandemia da COVID-19 (1,5 per cento nel secondo trimestre).
Il Governo rileva però che, nonostante i progressi conseguiti negli ultimi anni, permangono ampi margini per accrescere la partecipazione al mercato del lavoro.
Il Documento dà conto altresì degli ulteriori obiettivi conseguiti in relazione all’attuazione del PNRR, richiamando le misure adottate con riferimento alla riforma del pubblico impiego, nonché in materia di politiche attive, partecipazione al mercato del lavoro e occupazione, in particolare in relazione al completamento del programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori (GOL) e al potenziamento dei Centri per l’impiego.
Segnala, quindi, che il Documento si sofferma sul potenziamento degli strumenti per una maggiore partecipazione femminile, indicando, con riferimento al sistema di certificazione della parità di genere, la rendicontazione dell’obiettivo previsto dal PNRR, da cui risulta ad oggi che i 65 organismi accreditati per la certificazione hanno rilasciato 15.295 certificazioni ad organizzazioni su tutto il territorio nazionale.
Al di fuori del completamento del PNRR, il Documento fa notare che è stata riposta grande attenzione al miglioramento della contrattazione collettiva, delle condizioni di lavoro e della partecipazione al mercato del lavoro, ricordando le misure assunte con il decreto-legge n. 62 del 2026 – con il quale, peraltro, è stata rafforzata la tutela dei lavoratori impiegati tramite piattaforme digitali (gig economy) – nonché quelle recate dalla legge di bilancio 2026, con cui sono state assunte inoltre misure in tema di conciliazione tra vita e lavoro.
Il Documento ricorda, quindi, l’impegno profuso per ridurre il divario di genere e garantire la parità contributiva e la prosecuzione delle attività volte al contrasto al lavoro non dichiarato.
Segnala, infine, che il Documento in esame conferma il precedente elenco, definito nel Documento di finanza pubblica dell’aprile 2026, dei disegni di legge da considerare come collegati alla manovra di bilancio; nell’ambito di tale elenco, si ricorda (tralasciando i disegni di legge già presentati alle Camere o comunque già varati dal Consiglio dei ministri), per quanto riguarda i provvedimenti di interesse della XI Commissione, la previsione di collegati recanti: interventi in materia di disciplina pensionistica; misure a sostegno delle politiche per il lavoro e delle politiche sociali; interventi a favore delle politiche di contrasto della povertà; misure di stabilizzazione del personale assunto dal Ministero della giustizia nell’ambito dell’attuazione del PNRR.
Formula, in conclusione, una proposta di parere favorevole.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che i gruppi PD-IDP e M5S hanno presentato proposte alternative di parere, che saranno poste in votazione solo qualora fosse respinta la proposta di parere del relatore.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), osserva, in primo luogo, che non solo il Documento programmatico di finanza pubblica 2026 in esame appare, a suo giudizio, molto limitato, ma che emerge lo stanziamento di risorse considerevoli per spese militari, quantificate in 14 miliardi di euro in due anni, a fronte dell’allarme lanciato in data odierna dalla Fondazione GIMBE in merito alla perdita negli ultimi anni di 20 miliardi di euro circa di risorse per la sanità, scendendo ben al di sotto della media europea, come trend degli ultimi quattro anni rispetto al PIL.
Quanto al tema del lavoro, osserva come le misure introdotte in tema di rinnovi contrattuali operino a detrimento dei lavoratori rispetto alla possibilità di recuperare il potere d’acquisto eroso dal caro vita e dall’inflazione. Nell’osservare, altresì, che, rispetto al tema delle pensioni, il Documento programmatico di finanza pubblica non prevede interventi significativi, rileva che si pone in contrasto con il predetto Documento la dichiarazione del Vicepresidente del Consiglio Salvini secondo il quale invece nella prossima manovra di bilancio l’età pensionabile sarà fissata a 64 anni.
Stigmatizza, infine, l’approvazione di un Documento di tale contenuto, anche tenuto conto che il citato Vicepresidente del Consiglio Salvini, per il quarto anno consecutivo, annuncia, nel contesto della legge di bilancio, il superamento della legge Fornero con riguardo al sistema pensionistico italiano.
Alla luce delle considerazioni espresse e nel richiamare la necessità di operare con maggiore prudenza, preannuncia il proprio voto contrario alla proposta di parere del relatore.
Walter RIZZETTO, presidente, in risposta alle affermazioni del deputato Scotto, precisa di non condividere, a titolo personale, misurazione delle performance, anche finanziarie, in termini di sanità legate al PIL.
Ricorda, in proposito, che il PIL misura il peso economico della spesa mentre i cittadini necessitano di bisogni sanitari in modo differenziato, anche rispetto alla diversa regione di appartenenza.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore, risultando precluse le proposte alternative di parere dei gruppi PD-IDP e M5S.
DL 162/2026: Disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale.
C. 3106 Governo.
(Parere alla VI Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 1° ottobre 2026.
Walter RIZZETTO, presidente, nel ricordare che nella precedente seduta la relatrice, onorevole Nisini, ha svolto la relazione introduttiva e che nella seduta odierna la Commissione procederà all’espressione del parere di competenza, invita la relatrice a formulare la sua proposta di parere.
Tiziana NISINI (LEGA), relatrice, formula una proposta di parere favorevole.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere della relatrice.
DL 168/2026: Misure urgenti in materia di giustizia, di funzionalità del Ministero dell’interno e di impianti di interesse strategico nazionale.
C. 3121 Governo.
(Parere alla II Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Virginio CAPARVI (LEGA), relatore, soffermandosi sulle disposizioni che attengono alle competenze della XI Commissione, fa presente che l’articolo 1 del decreto-legge reca un’ulteriore proroga, fino al 31 gennaio 2027, del contratto per 1.350 unità di personale assunte a tempo determinato nell’ambito delle procedure straordinarie di cui agli articoli 11 e 13 del decreto-legge n. 80 del 2021, già oggetto di proroga ai sensi dell’articolo 16, comma 10, del decreto-legge n. 100 del 2026 e destinate alle sezioni stralcio in materia di immigrazione. Ricorda quindi che il personale oggetto di proroga è stato assunto ai sensi degli articoli 11 e 13 del decreto-legge n. 80 del 2021 per favorire il conseguimento degli obiettivi fissati nel PNRR.
Formula, in conclusione, una proposta di parere favorevole.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 15.35.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 7 ottobre 2026. — Presidenza del presidente della XI Commissione Walter RIZZETTO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per l’Interno, Wanda FERRO.
La seduta comincia alle 13.40.
Disposizioni in materia di protezione civile.
C. 3076 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 23 settembre 2026.
Walter RIZZETTO, presidente, ricorda che mercoledì 30 settembre è scaduto il termine per la presentazione di proposte emendative. Avverte che ne sono state presentate 39, tutte ammissibili. Fa pertanto presente che nella seduta odierna le Commissioni avvieranno l’esame delle proposte emendative.
Simona BONAFÈ (PD-IDP), intervenendo sul complesso delle proposte emendative, svolge anzitutto una considerazione di metodo, osservando come il provvedimento sia stato trasmesso dal Senato senza che vi sia stato, almeno per i componenti della I Commissione, il tempo materiale per procedere a un adeguato approfondimento sullo stesso, considerato che la Commissione è stata impegnata, nell’ultimo periodo, nell’esame di altri provvedimenti di particolare rilevanza, tra cui la proposta di legge in materia elettorale.
Sottolinea, quindi, come il disegno di legge in esame intervenga su una materia di primaria importanza, quale quella della protezione civile, tanto più rilevante alla luce delle condizioni di fragilità in cui versa il territorio nazionale, caratterizzato da rilevanti problemi sotto il profilo idrogeologico e frequentemente interessato da calamità naturali. Si tratta, pertanto, di un settore di particolare rilievo per la collettività, anche con riferimento all’importante contributo assicurato dal volontariato.
Pur riconoscendo l’utilità di alcune delle scelte di fondo recate dal disegno di legge, rileva comunque alcune perplessità, che riguardano anzitutto il profilo delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione degli obiettivi del provvedimento. Ritiene, infatti, irrazionale che tali obiettivi non siano accompagnati da un adeguato incremento dell’attuale dotazione finanziaria dei capitoli di bilancio destinati alla protezione civile. Il rischio, infatti, è che la realizzazione degli interventi in materia di protezione civile renda necessario sottrarre risorse ad altri comparti della pubblica amministrazione.
Richiama, inoltre, la questione della responsabilità penale nello svolgimento delle attività di protezione civile. Ricorda che il proprio partito ha da sempre sostenuto l’esigenza di una più puntuale definizione del regime di responsabilità degli amministratori pubblici, ritenendo che il provvedimento in esame non abbia colto l’occasione per compiere un ulteriore passo in tale direzione.
Evidenzia, poi, una contraddizione in base alla quale, a fronte della riorganizzazione della protezione civile che il provvedimento intende operare, questa rientri tra le materie che – alla luce di quanto previsto dalla legge n. 65 del 2024 sull’attuazione dell’autonomia differenziata e dagli schemi di intesa preliminare con le regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto recentemente esaminati dai due rami del Parlamento – potranno costituire oggetto di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni ad autonomia ordinaria ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Ricorda, infine, che al Senato il proprio gruppo si è astenuto nella votazione finale sul provvedimento e precisa che l’orientamento del Gruppo del Partito democratico in questa sede dipenderà dall’esito dell’esame delle proposte emendative presentate dalle opposizioni, volte a correggere le criticità testé evidenziate.
Federico FORNARO (PD-IDP), intervenendo sul complesso delle proposte emendative, sottolineata l’importanza della materia della protezione civile, rileva tuttavia come, già nel corso dell’esame presso il Senato, il proprio gruppo abbia evidenziato alcune criticità del provvedimento, con particolare riferimento agli articoli 2 e 4. Osserva che tali disposizioni intervengono sul trattamento economico del personale dirigenziale e non dirigenziale, prevedendo – a suo avviso opportunamente – il riconoscimento di indennità di funzione in relazione alla particolare natura delle attività svolte. Tale previsione, tuttavia, appare difficilmente conciliabile con la clausola di invarianza finanziaria di cui all’articolo 8, che non consente un incremento delle risorse complessivamente disponibili.
A suo avviso, se non si tratta di una inutile «norma manifesto», priva di concreta attuazione per l’assenza delle necessarie risorse finanziarie, tale impostazione rischia di determinare il trasferimento sugli enti locali dell’onere di reperire le risorse necessarie, con il conseguente rischio di sottrarle ad altri settori e comparti.
Richiama, inoltre, l’esigenza di un chiarimento in materia di responsabilità penale nello svolgimento delle attività di protezione civile, anche alla luce delle numerose pronunce intervenute in materia da parte delle giurisdizioni nazionali.
In conclusione, auspica che il Governo fornisca risposte puntuali, soprattutto con riferimento al tema delle risorse. Evidenzia che, qualora tali risposte non dovessero pervenire e gli emendamenti correttivi presentati dai gruppi di opposizione dovessero essere respinti in modo indiscriminato, l’orientamento del proprio gruppo sul provvedimento in esame sarà con ogni probabilità contrario.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sul complesso delle proposte emendative, ritiene che gli auspici espressi dalle forze di opposizione siano destinati a rimanere senza seguito, in quanto, per via dell’ormai consolidato fenomeno del «monocameralismo di fatto», l’esame del provvedimento in questa sede assumerà carattere meramente formale, con l’assenza di un adeguato confronto nel merito e il conseguente respingimento in blocco di tutte le proposte emendative dell’opposizione.
Sottolinea, in particolare, l’esigenza di un confronto sulla clausola di invarianza finanziaria di cui all’articolo 8, che giudica contraddittoria rispetto agli obiettivi dichiarati dal provvedimento, in quanto non consente di mettere a disposizione nuove risorse per gli interventi previsti.
Riconosce l’importanza del provvedimento e della materia oggetto di disciplina, osservando tuttavia come l’attuale contesto, caratterizzato anche dagli effetti del cambiamento climatico e dal crescente impatto di calamità e avversità di varia natura, renda necessario, in una nuova prospettiva, il passaggio da una logica di mera «protezione civile» a una più ampia dimensione di «prevenzione civile». In tale quadro, occorre a suo avviso investire maggiormente in settori quali la formazione, la disciplina dei contratti e la valorizzazione del volontariato, nonché adottare politiche complessive volte alla prevenzione e alla tutela del territorio.
Ricorda che, nel corso dell’esame presso il Senato, il proprio gruppo ha adottato un approccio improntato al dialogo e al confronto e ritiene che in questa sede vi sia la possibilità di correggere l’impostazione del provvedimento attraverso l’approvazione di alcune delle proposte emendative presentate.
Conclude sottolineando che, qualora tale disponibilità al confronto non dovesse manifestarsi e non vi fosse, da parte della maggioranza, un atteggiamento collaborativo rispetto alle proposte dell’opposizione, il proprio gruppo esprimerebbe un voto contrario sul provvedimento.
Filiberto ZARATTI (AVS), intervenendo sul complesso delle proposte emendative, osserva preliminarmente come sia necessario prestare maggiore attenzione – attraverso una riforma complessiva e profonda – al comparto della protezione civile, che, per quanto abbia fatto un significativo salto di qualità negli ultimi venti anni, versa ad oggi in una situazione critica, per via della crescente incidenza dei rilevanti cambiamenti climatici in atto e dei correlati eventi catastrofali, nonché del crollo dei relativi organici, del calo strutturale del volontariato, della frammentazione normativa in materia – conseguente alle riforma del Titolo V della Costituzione – e del vigente regime di responsabilità giuridica di dirigenti e operatori.
Nella convinzione che il mancato stanziamento di risorse adeguate costituisce la criticità principale dell’attuale sistema di protezione civile – nonché del disegno di legge in esame – auspica che il Governo presti maggiore attenzione al tema e intervenga per rendere la protezione civile italiana più ricca, organizzata, articolata e, nei casi opportuni, centralizzata. Pur apprezzando, infatti, le buone intenzioni sottese al provvedimento in esame, ritiene che quest’ultimo, a causa delle predette criticità, risulterà sostanzialmente inutile.
Alfonso COLUCCI (M5S), intervenendo sul complesso delle proposte emendative, rivolge un appello alla sottosegretaria Ferro, chiedendo che il Governo provveda a rafforzare la protezione civile italiana, per garantire una maggiore resilienza al Paese e far fronte al quadro delle fragilità – anche climatiche e sanitarie – che lo segnano negativamente.
Per quanto, infatti, riconosca al disegno di legge in esame il pregio di valorizzare le specificità degli operatori e dei volontari della protezione civile e di accrescere le forme di tutela del relativo personale, critica con forza il mancato stanziamento di risorse economiche, che, a suo giudizio, avrà l’effetto di rendere il provvedimento inefficace e debole – tradendone le relative finalità – e di addossare agli enti locali gli insostenibili costi delle misure contenute nello stesso disegno di legge. Auspica, pertanto, che le Commissioni riunite approvino le proposte emendative presentate dal Gruppo del MoVimento 5 Stelle, finalizzate allo stanziamento di risorse finanziarie adeguate a garantire al Paese maggiore sicurezza, alla protezione civile dotazioni idonee e al relativo personale una formazione qualificata e le necessarie tutele assicurative.
Con riferimento al tema dell’esenzione dalla responsabilità penale, contesta il fatto che ad oggi non siano state ancora approvate le linee guida operative – e le correlate raccomandazioni nell’esecuzione delle attività di protezione civile – per il personale della protezione civile. Rileva come tale mancata approvazione, non consentendo di cogliere la portata del nuovo regime di responsabilità, né di comprendere se la tutela degli operatori della protezione civile sia adeguatamente bilanciata rispetto alla tutela degli utenti, non consenta al suo Gruppo di esprimersi in merito.
Richiamate, poi, le proposte emendative presentate dal suo Gruppo per favorire la collaborazione tra i piccoli comuni nei casi di emergenze calamitose, manifesta il timore che il provvedimento in esame possa rendere la protezione civile forte nei territori più ricchi del Paese e debole in quelli con maggiori divari socio-economici. In questo senso, condivide le gravi preoccupazioni espresse dalla collega Bonafè rispetto alla devoluzione della materia della protezione civile alle regioni che hanno sottoscritto con il Governo gli schemi di intesa preliminare per l’autonomia differenziata, i quali rischiano di spezzare i vincoli di solidarietà e di unità della Repubblica che sono alla base della Costituzione e della convivenza civile.
Afferma, pertanto, come solamente l’eventuale approvazione delle proposte emendative presentate dal suo Gruppo potrebbe orientare lo stesso, anziché verso l’astensione – come avvenuto in Senato – verso l’espressione di un voto favorevole sul provvedimento.
Walter RIZZETTO, presidente, dispone una breve sospensione della seduta.
La seduta, sospesa alle 14.10, è ripresa alle 14.20.
Antonino IARIA (M5S), intervenendo sul complesso delle proposte emendative, ritiene – anche alla luce della propria pregressa esperienza di amministratore locale, nonché di segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano – che il disegno di legge in esame, da un lato, non valorizzi a sufficienza gli apparati della protezione civile italiana e, dall’altro lato, non offra ai sindaci e ai tecnici comunali – che pure in situazioni critiche e concitate si trovano ad adottare provvedimenti di somma urgenza e interagiscono con le strutture della protezione civile – le stesse tutele riconosciute dal provvedimento agli operatori della protezione civile.
Esprime, quindi, la convinzione che la mancata tutela – anche sotto il profilo del regime di responsabilità penale applicabile – di tutti i soggetti istituzionali coinvolti in occasione di eventi emergenziali di protezione civile indebolisca gravemente l’impianto delineato dal disegno di legge in esame, che già considera più di forma che di sostanza.
Walter RIZZETTO, presidente, fa presente che, in considerazione della programmazione dei lavori dell’Assemblea e dello stato di avanzamento dei lavori delle Commissioni riunite, le presidenze di queste ultime stanno valutando l’opportunità di convocare un’ulteriore seduta al termine delle votazioni pomeridiane in Assemblea al fine di proseguire l’esame del provvedimento in discussione.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sull’ordine dei lavori, riconosce alle presidenze delle Commissioni riunite la legittima facoltà di esercitare le proprie funzioni organizzative, ma rivendica il diritto delle opposizioni di disporre di un adeguato tempo di confronto con la maggioranza su questioni di significativo rilievo politico.
Osserva, peraltro, come il suo Gruppo non abbia intenzione di esercitare ostruzionismo su un disegno di legge che persegue delle finalità condivise, ma esiga quantomeno una maggiore trasparenza da parte del Governo.
In questo senso, considerato che il provvedimento contiene una clausola di invarianza finanziaria e che non vi sono garanzie circa lo stanziamento di risorse per la protezione civile nella prossima legge di bilancio, chiede formalmente alle presidenze di poter prevedere un’audizione del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, auspicando che in tale occasione il Governo si assuma l’impegno – di fronte al Parlamento – di stanziare le risorse finanziarie opportune per assicurare l’efficacia di un provvedimento che, altrimenti, svolgerebbe la sola funzione di giustificare la presenza, nell’Esecutivo, del suddetto Ministero.
Alfonso COLUCCI (M5S), intervenendo sull’ordine dei lavori, si associa alla proposta avanzata dal collega Scotto in ordine alla possibilità di audire il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, al fine di favorire opportune valutazioni di merito sul provvedimento in esame.
Con riguardo agli interventi sul complesso delle proposte emendative da parte dei colleghi appartenenti alle forze di opposizione e alla luce dell’astensione del proprio gruppo nella votazione finale al Senato della Repubblica sul medesimo provvedimento in materia di protezione civile, rileva come la censura da parte dei gruppi di opposizione riguardi la mancata previsione di un idoneo stanziamento di risorse per far fronte alle necessità del personale e dei volontari di protezione civile, per la loro formazione, per garantire loro dotazioni materiali come pure la tutela assicurativa in considerazione del loro intervento in occasione di catastrofi e di calamità naturali.
Osserva quindi che, poiché prossimi all’esame della legge di bilancio, quest’anno in prima lettura alla Camera dei deputati, e in considerazione della neutralità finanziaria del provvedimento in esame, l’intervento del Ministro Musumeci sarebbe significativo, soprattutto se quest’ultimo potesse assicurare lo stanziamento, nell’ambito della legge di bilancio, delle risorse necessarie a garantire il funzionamento della struttura di Protezione civile, anche alla luce dell’inflazione e dei rincari dei costi dell’energia – che comportano un decremento delle risorse già disponibili per la Protezione civile – garantendo in tal modo gli usuali standard qualitativi che assicurano il funzionamento delle attività di protezione civile.
Sottolinea, inoltre, che la presenza di un esponente di Governo, al cospetto delle Commissioni riunite, potrebbe presupporre l’assunzione di un impegno formale di fronte alle forze di opposizione, in grado di garantire il funzionamento della Protezione civile.
Fa presente, inoltre, che le stesse forze di opposizione hanno presentato un numero esiguo di proposte emendative, senza intenti ostruzionistici, ma nel solo presupposto di avanzare proposte migliorative, sul merito del provvedimento e senza preclusioni ideologiche, al solo fine di potenziare la disciplina in rubrica.
Nell’associarsi alla proposta del collega Scotto e nel ringraziarlo per l’intervento precedente, ribadisce la bontà della richiesta formulata, non alimentata da volontà ostruzionistica, relativo all’intervento del Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, prima dell’avvio dell’esame delle proposte emendative.
Filiberto ZARATTI (AVS) ritiene che la proposta formulata dal collega Scotto, connotata da ragionevolezza a fronte dell’esiguo numero degli emendamenti da esaminare, è intesa a reperire, nell’ambito della prossima legge di bilancio, le risorse necessarie per implementare il provvedimento in esame, senza peraltro alcun intento ostruzionistico.
Nel condividere la suddetta proposta, ribadisce, come già accennato nel precedente intervento sul complesso delle proposte emendative, di reputare valide alcune previsioni del provvedimento che, tuttavia, rischiano di risultare inefficaci senza la necessaria copertura finanziaria.
Osserva, quindi, che, come dichiarato da esponenti della stessa Protezione civile, la stagione delle ricostruzioni post-calamità è terminata, motivo per cui occorre lavorare in termini di prevenzione delle catastrofi, in passato avvenute di frequente nel Paese.
A supporto della proposta di buon senso del collega Scotto, precisa che è necessario audire il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare non già sull’intero provvedimento, quanto piuttosto per avere una rassicurazione circa il suo impegno a reperire risorse per il funzionamento della Protezione civile nell’ambito della prossima legge di bilancio, al fine di superare le limitazioni del provvedimento evidenziate nel corso del dibattito, che le forze di opposizione auspicano di poter superare appunto con lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie.
Mauro Antonio Donato LAUS (PD-IDP), nel dichiarare di condividere, rispetto alle posizioni del collega Scotto e di altri colleghi intervenuti, la necessità di reperire le risorse per il funzionamento della Protezione civile, osserva come la proposta di audire il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, per ottenere un suo impegno a reperire le risorse per il funzionamento della Protezione civile nell’ambito della prossima legge di bilancio possa lasciare il posto ad ulteriori opzioni.
In proposito, ritiene di dover proporre un’altra opzione, a beneficio del dialogo e del confronto, come pure della trasparenza. Osserva, quindi, che in tutti i provvedimenti adottati dalla maggioranza dall’inizio del mandato parlamentare il fil rouge è stato quello di sopperire con la fantasia alla carenza di idonee risorse finanziarie, come peraltro per il provvedimento in esame.
Nel dichiarare di dissentire, tuttavia, dalla proposta avanzata dal collega Scotto, chiede alle forze di maggioranza di sapere, anticipatamente, se c’è una loro disponibilità a mettere in campo delle risorse e, nel caso, come intendono reperire le risorse necessarie che, comunque, saranno verosimilmente stanziate nell’ambito della legge di bilancio.
Nel segnalare, in conclusione, che l’interlocuzione tra le diverse forze politiche è a beneficio della trasparenza, auspica che il presidente Rizzetto possa dare il proprio contributo per ricondurre a una sintesi i diversi interventi dei colleghi deputati.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sull’ordine dei lavori, chiede al presidente Rizzetto di sospendere brevemente la seduta per favorire un rapido confronto tra i colleghi deputati del suo gruppo politico, alla luce della diversità di posizioni assunte.
Walter RIZZETTO, presidente, dichiara preliminarmente di ritenere di non poter accogliere la richiesta avanzata dal deputato Scotto.
Sulla scorta dell’interlocuzione avvenuta con il collega presidente Pagano e con la sottosegretaria Ferro, fa presente di aver ascoltato con attenzione tutti gli argomenti addotti nel corso della discussione e, sotto alcuni punti di vista, di comprenderne alcuni.
Osserva, quindi, che i deputati Bonafé e Fornaro hanno rilevato la scarsa coerenza di alcune disposizioni dell’articolato rispetto all’articolo 8 del provvedimento, contenente la clausola di invarianza finanziaria e che, ad esempio, l’articolo 4 prevede che al personale appartenente alla sezione contrattuale per il personale dirigenziale è riconosciuto il trattamento economico previsto dal contratto collettivo nazionale e decentrato di riferimento, integrato da un’indennità commisurata alle funzioni di protezione civile svolte. In proposito, sottolinea l’importanza della previsione di un contratto decentrato di riferimento e, rispetto ai territori di appartenenza dove la Protezione civile riveste un ruolo fondamentale per gli amministratori come pure per i cittadini, rileva che alcune previsioni del provvedimento superano in termini di valore molte altre, come ad esempio per il tema delle linee guida o della formazione, soprattutto dopo quanto accaduto in alcune regioni come, ad esempio, il Friuli-Venezia Giulia.
Quanto alla limitazione della responsabilità penale nelle attività di protezione civile per alcuni reati colposi, fa presente come ciò rappresenta un grande valore aggiunto rispetto all’assetto attuale, permettendo ai volontari e agli altri operatori di protezione civile di svolgere il proprio ruolo con maggiore serenità.
Quanto al rapporto dell’articolo 8 del provvedimento rispetto alla contrattazione decentrata, osserva, in risposta all’intervento del deputato Fornaro, che si tratta capire quali risorse andranno a finanziare le indennità previste, che non devono essere reperite necessariamente da fonti di finanziamento pubbliche, potendo essere finanziate dalle stesse risorse contrattuali, già disponibili e quindi senza incidere sulla finanza pubblica, in attuazione dell’articolo 17 della legge 196 del 2009, che prevede la redazione di una relazione tecnica per i provvedimenti che comportano conseguenze finanziarie.
Precisa, quindi, che non ravvisa preclusioni circa la possibilità di reperire idonee risorse prima dell’approvazione della legge di bilancio, ad esempio per il finanziamento delle citate indennità di funzione attraverso fondi già disponibili, quale il Fondo risorse decentrate, senza aumento della spesa pubblica, come peraltro avvenuto nel 2018 in occasione del riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale, con un provvedimento che prevedeva l’invarianza finanziaria e la copertura delle spese attraverso proprio il Fondo risorse decentrate.
Osserva, in conclusione, che le misure contenute nel provvedimento a favore del personale delle strutture di protezione civile non contrastano con la clausola di invarianza finanziaria e che, ad ogni buon conto, non ci saranno preclusioni, nell’ambito della prossima legge di bilancio, rispetto alla possibilità di individuare degli spazi finanziari per integrare le attuali previsioni del provvedimento in esame.
La Sottosegretaria Wanda FERRO ricorda innanzitutto l’impegno pregresso, da parte di molti esponenti delle diverse forze politiche, negli enti locali appartenenti alle diverse regioni del Paese colpite da eventi calamitosi.
Dichiara quindi di sottoscrivere l’intervento del presidente Rizzetto e sottolinea la volontà di cambiare la visione, rispetto alla predetta esperienza negli enti locali, nelle materie meno visibili al cittadino e per le quali, spesso, le amministrazioni locali hanno l’onere di individuare le priorità di intervento.
Osserva che la Protezione civile ha dimostrato, sul campo, di avere una grande capacità nell’affrontare le emergenze, come emerso anche in occasione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, dove le ricadute più significative sono a carico dei comuni che, in quanto autorità di protezione civile, devono avere margini di serenità per operare in emergenza ed assumere decisioni senza timore di procedimenti futuri che ricadono sul singolo lavoratore.
Reputa quindi un atto di responsabilità l’astensione dei gruppi di opposizione al Senato in occasione della votazione finale sul provvedimento in prima lettura e sottolinea come sia necessario far comprendere al cittadino che alcuni interventi sui territori, ancorché meno visibili, riguardano la sicurezza di tutti, delineando una responsabilità tanto delle forze di maggioranza quanto di quelle di opposizione.
Tiene ad evidenziare inoltre che ognuno deve dare il proprio contributo per supportare comuni e regioni nell’ambito di determinate priorità, per individuare cosa serve realmente al Paese, a fronte di risorse limitate, dimostrando grande sensibilità su temi che riguardano i cittadini.
Sul tema, invece, dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP), precisato che la protezione civile non rientra tra le materie individuate in Costituzione, rileva che, insieme ai diritti civili e sociali, potrà comunque essere oggetto di eventuali intese.
Auspica, infine, di poter proseguire il percorso avviato nei termini evidenziati, con la possibilità di intervenire anche in occasione della prossima legge di bilancio, nella consapevolezza che gli importanti sforzi messi in campo oggi intendono affrontare e superare una situazione non risolta da troppo tempo.
Federico FORNARO (PD-IDP) ringrazia il presidente e la sottosegretaria Ferro per i loro interventi e ribadisce come da parte dell’opposizione non vi sia alcun intento ostruzionistico.
Rileva come il sistema di protezione civile sia un patrimonio nazionale e riferisce di aver recentemente partecipato alle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario della costituzione dei gruppi di protezione civile della provincia di Alessandria.
Ritiene, pertanto, che sarebbe stato necessario perseguire la più ampia convergenza sul provvedimento in esame e sottolinea come le questioni poste dall’opposizione siano tutt’altro che strumentali. Con riferimento alle affermazioni del presidente, osserva come il provvedimento in esame non individui le risorse per il pagamento delle indennità di funzione previste dal provvedimento, l’importo delle quali dovrà essere definito in sede di contrattazione collettiva.
Si associa pertanto alla richiesta, formulata dal deputato Scotto, di un impegno, assunto dal Ministro Musumeci dinanzi alle Commissioni riunite, a prevedere nella prossima legge di bilancio uno stanziamento adeguato al riguardo.
Ribadisce di ritenere incomprensibile la clausola di invarianza finanziaria prevista dall’articolo 8, sottolineando, nel contempo, come il provvedimento in esame rechi interventi condivisibili quali quelli previsti dal Capo II, in particolare in materia di tutela giudiziaria del personale e specialmente dei volontari.
Afferma conclusivamente come l’assunzione di un impegno da parte del Ministro, nei termini poc’anzi precisati, sarebbe utile e contribuirebbe a velocizzare l’iter del provvedimento.
Filiberto ZARATTI (AVS) apprezza anch’egli gli interventi del presidente e della sottosegretaria Ferro e dichiara che un impegno di quest’ultima a reperire le risorse in sede di legge di bilancio sarebbe sufficiente.
Osserva come si tratti di stabilire un principio, in quanto le criticità del sistema di protezione civile possono determinare costi enormi non solo in termini economici, ma anche di vite umane.
Dichiara di comprendere le difficoltà e osserva, associandosi a quanto rilevato dal deputato Alfonso Colucci, come il provvedimento presenti senz’altro aspetti positivi, ma ribadisce la richiesta di un impegno politico del Governo a reperire le risorse in sede di legge di bilancio. Sottolinea come possa essere sufficiente anche un impegno senza quantificare le risorse, pur rilevando come sarebbe auspicabile che le predette risorse siano reperite sottraendole, ad esempio, alle spese militari.
Walter RIZZETTO, presidente, osserva come in passato vi siano stati numerosi casi in cui provvedimenti che prevedevano l’incremento di trattamenti economici recassero una clausola di invarianza finanziaria e le risorse siano state reperite, a valere su fondi già esistenti, all’esito della contrattazione collettiva, alla quale spetta peraltro la determinazione dell’effettivo importo dei predetti incrementi.
Sottolinea, inoltre, come la sottosegretaria Ferro abbia comunque assunto un esplicito impegno in vista dell’esame del prossimo disegno di legge di bilancio.
Alfonso COLUCCI (M5S) rileva come, pur essendo la determinazione dell’importo degli incrementi rimessa alla contrattazione collettiva, sia comunque opportuno individuare fin d’ora le risorse allo scopo destinate, in modo che, all’esito della contrattazione, esse dovranno semmai essere soltanto integrate, anziché reperite interamente.
Stigmatizza il fatto che la copertura finanziaria degli oneri derivanti dal provvedimento sia degradata a un generico impegno politico e ribadisce la richiesta che la sottosegretaria Ferro assuma un impegno per lo stanziamento di risorse nella prossima legge di bilancio. Osserva, quindi, richiamando le proposte emendative presentate dall’opposizione, come tali risorse siano necessarie per coprire non soltanto l’incremento del trattamento economico del personale, ma anche le spese per la formazione e l’addestramento, per la tutela legale e assicurativa dei volontari, per le dotazioni strumentali.
Associandosi alle considerazioni del deputato Zaratti, dichiara anch’egli di auspicare che le risorse siano reperite attraverso la riduzione delle spese militari e sottolinea come la protezione civile debba essere considerata una priorità e la relativa spesa debba essere annoverata tra le spese sociali.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), dopo aver chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori, osserva come presso il Dipartimento per la protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri si stia ancora discutendo sul contratto collettivo 2022-24 e come il relativo personale non sia stato ancora compensato della perdita del potere d’acquisto derivante dall’inflazione.
Walter RIZZETTO (FDI) rileva come l’intervento del deputato Scotto non abbia avuto a oggetto l’ordine dei lavori, bensì questioni di merito.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.20.


























