“È uno specchietto per le allodole”. Così il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, definisce in un’intervista al Mattino la riforma del fisco annunciata dal premier Berlusconi con il sistema della doppia aliquota. “La riforma a due aliquote – spiega – ha un difetto. Mentre quella più bassa resta uguale, quella più alta scende di 12 punti”. Il percorso da seguire, secondo Epifani, “è diametralmente opposto: occorre ridurre quella più bassa e mantenere il principio costituzionale della progressività delle tasse”. Il motivo ispiratore della riforma, prosegue Epifani, deve essere la riduzione delle imposte sulle pensioni e sul lavoro, aumentando il prelievo sulle altre forme di reddito e incidendo di più nella lotta all’evasione fiscale. Il segretario della Cgil annuncia che oggi, con una lettera ufficiale al Governo, aprirà “una vera e propria vertenza sul fisco, con una mobilitazione e una serie di iniziative”. E, al momento della concertazione, la Cgil porrà una condizione: “Che mentre si studia la riforma, si cominci subito a fare qualcosa”, a partire dalla riduzione dell’aliquota dal 23% al 20% e un bonus di 500 euro, entro maggio, per sostenere o consumi”. (FRN)
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