La Corte d’Appello Civile di Milano si è riservata sulla seconda richiesta di sospensiva presentata dai commissari dell’ex Ilva e da Acciaierie d’Italia contro il provvedimento che impone lo spegnimento dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto. La nuova istanza punta a congelare il decreto dello scorso luglio che impone lo spegnimento degli impianti entro il 26 ottobre 2026. I legali dell’azienda chiedono in particolare di mantenere in funzione l’area a caldo almeno fino al 20 ottobre, giorno in cui è previsto il pronunciamento definitivo delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.
In caso di no alla richiesta di sospensiva, l’azienda sarebbe costretta ad avviare le complesse procedure di spegnimento prima della decisione della Suprema Corte. La Procura Generale ha espresso parere contrario all’istanza, chiedendone il rigetto: secondo la pubblica accusa, l’imminente udienza in Cassazione rende superfluo un ulteriore rinvio ed è necessario fermare gli impianti per tutelare la salute pubblica.
Una prima richiesta di sospensiva era già stata respinta dalla Corte d’Appello di Milano l’11 settembre scorso. Un nuovo rigetto dell’istanza comporterebbe per lo stabilimento l’avvio delle procedure di spegnimento degli impianti dell’area a caldo.


























