“A valle dell’incontro tenutosi ieri presso Palazzo Chigi sulla vertenza ex Ilva, Fim Fiom Uilm hanno purtroppo preso atto che l’unico aspetto oggetto attualmente della discussione con il Governo è quello degli ammortizzatori sociali, per tutti i lavoratori e per tutti gli stabilimenti, senza una reale prospettiva di rientro al lavoro”. Lo affermano, in una nota unitaria, i sindacati dei metalmeccanici.
“Nel luglio scorso -prosegue la nota- abbiamo presentato al Governo il documento unitario “Piano straordinario nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva” in cui chiedevamo impegni concreti per un piano industriale serio e credibile di decarbonizzazione che riguardi tutti i siti, per un piano sociale che tuteli i lavoratori diretti, dell’appalto e in Ilva AS anche con strumenti straordinari e di risarcimento, per un intervento diretto dello Stato come garante della transizione e della tutela occupazionale”.
“Purtroppo, nel corso dell’incontro, non c’è stata discussione su un piano che rimetta al centro la tutela dell’occupazione e del reddito accanto al risanamento ambientale e nessuna risposta è stata fornita circa l’opportunità di acquistare semi-lavorati per poter mettere in marcia le linee a freddo di finitura di Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi e di tutti gli altri siti produttivi, né tantomeno circa gli strumenti straordinari per accompagnare questa fase come prepensionamenti, incentivi all’esodo, riqualificazione per una certa ricollocazione nel ciclo decarbonizzato.
Per quanto emerso, Fiom Fim e Uilm proclamano, per la giornata di lunedì 12 ottobre, 24 ore di sciopero, in tutti i siti del gruppo, non escludendo fin d’ora di estendere la stessa mobilitazione nelle giornate successive anche con articolazioni territoriali.



























