Un manuale, uno sguardo sul futuro, un vademecum di tutto quello che occorre sapere per gestire il futuro del lavoro che sarà, ma anche di quello che, di fatto, già è. Luigino Giliberto, in questo saggio, parte dall’evoluzione del concetto stesso di lavoro nei secoli e delle conquiste ottenute, per arrivare ad analizzare rischi e opportunità dovuti ai notevoli cambiamenti avvenuti in tempi recentissimi, dall’automazione sempre più spinta alle nuove tecnologie fino a quel mistero misterioso che è l’avvento dell’intelligenza artificiale: fenomeno di cui anche troppo si parla, ma senza aver ancora capito come e quanto effettivamente potrà impattare sul lavoro, non solo in termini di occupazione in senso stretto, ma anche, e soprattutto, per quanto riguarda i diritti, la dignità del lavoro, la sua etica. In mezzo, tra la descrizione dello status quo e il prospetto delle possibili evoluzioni, c’è un elenco dettagliato di tutta una serie di aspetti legati al lavoro che costituisce una sorta di manuale a uso sia dei sindacati, sia dei decisori politici ed economici. ‘’In mezzo a questo guado di non facile navigazione -scrive l’autore nella nota iniziale- spero di aver dato un contributo e soprattutto di non aver ‘osato’ troppo”. E aggiunge: ‘’Che tu sia un professionista, un ricercatore o un lettore curioso, questo volume si pone l’obiettivo di fare emergere degli spunti di riflessione per comprendere il futuro del lavoro non solo come attività, ma come cuore pulsante della nostra umanità”.
Attingendo a una notevole serie di ricerche di osservatori e studiosi internazionali (ne fanno fede le dieci pagine di bibliografia in coda al volume e il poderoso apparato di note), l’autore traccia le mappe di un mondo in mutazione costante e profonda, non limitandosi all’analisi ma fornendo dati, riferimenti fattuali, esempi concreti, dalle metodologie di calcolo per le retribuzioni in tutti i possibili aspetti, alla redistribuzione dei profitti, alla partecipazione dei lavoratori, all’evoluzione delle competenze, e ancora: i concetti di upskilling, reskilling, soft skills, i settori emergenti e in declino del mercato del lavoro e le competenze ad essi collegate, la governance dei dati, l’evoluzione del sistema educativo, le politiche pubbliche legate all’occupazione, e ovviamente l’impatto dell’Ai, con tutto il corollario di entusiasmi e /o demonizzazioni che si porta dietro.
Un lungo capitolo è ovviamente dedicato al ruolo che il sindacato può, o meglio deve avere, in questo mondo in gran sommovimento. L’autore ne sottolinea il ruolo fondamentale svolto nella fase finale del ventesimo secolo e agli inizi di quello in corso, ma rileva come sia necessario, oggi, che le organizzazioni dei lavoratori ‘’assumano sempre più una dimensione internazionale”. Questo, scrive, ‘’sarebbe in linea con quanto avviene a livello appunto internazionale, ‘’dove si trovano ad agire non soltanto i soggetti tradizionali come Stati e i loro apparati, ai quali si aggiungono altri soggetti con vocazione transnazionale, tra cui il sindacato’’. La Csi, ovvero la Confederazione sindacale internazionale, ricorda l’autore, “oggi rappresenta 175 milioni di lavoratori di 311 organizzazioni affiliate di 155 Paesi nel mondo”. Vi sono comprese naturalmente le tre principali confederazioni italiane Cgil, Cisl e Uil, che partecipano coi i propri rappresentanti ai G7 e ai G20 dei governi, cosi come alle riunioni dell’Ocse, dell’Onu, della Fao, dell’Ue, dell’Oil, e sono interlocutori ascoltati anche del Wto”. La forza di un sindacalismo moderno dovrà quindi necessariamente “consistere anche nella capacità di dialogo multilivello e multisettore”.
L’insistenza nel classificare le varie rivoluzioni industriali, avverte l’autore rischia di diventare una distrazione: mere etichette che distolgono dalla trasformazione più rilevante, e cioè “l’attacco sistematico al lavoro umano”. Dunque, “non è più sufficiente per i sindacalisti concentrarsi solo sulle tecnologie di produzione, ma è fondamentale prestare attenzione alle tecnologie che determinano l’organizzazione del lavoro. Oggi, il ritmo e le modalità lavorative non sono governati dalla tradizionale catena bensì da software sofisticati che ingabbiano il lavoro umano e ne sviliscono il valore. “Una minaccia che era già stata percepita nel XIX secolo dai luddisti, la cui resistenza alle macchine non era tanto una paura irrazionale quanto una intuizione profonda: e le trade unions “nacquero proprio per canalizzare quella consapevolezza in azione politica”. Ma quegli strumenti che all’epoca risultavano efficaci oggi non sono più adeguati, e “l’attacco al lavoro umano è più radicale e richiede nuove strategie”. La principale delle quali, suggerisce l’autore, è che i sindacalisti si ‘’approprino’’ degli strumenti tecnologici che governano l’organizzazione del lavoro, partecipando alla loro gestione. Solo cosi sarà possibile tutelare il valore e la dignità del lavoro umano. Storicamente, prosegue, “i sindacalisti hanno costruito le proprie competenze attraverso il dialogo con politici, giuristi, manager e imprenditori. Oggi, è indispensabile collaborare con due nuove categorie professionali: gli esperti di mercati finanziari e i tecnologi digitali”. I primi, in quanto influenzano l’economia globale, favorendo modelli di sviluppo economico che comprimono il costo del lavoro, i secondi perché’ progettano le piattaforme e gli algoritmi che trasformano le dinamiche lavorative.
“È cruciale, dunque -conclude- che i sindacati coinvolgano direttamente esperti informatici e digitali nelle proprie organizzazioni. Solo attraverso una profonda comprensione delle tecnologie e una interazione costruttiva con i loro sviluppatori potranno evitare di subire passivamente le tendenze tecnologiche e contribuire a regolare modelli di lavoro più giusti ed equi. L’etimologia del termine sindacato ci ricorda il suo significato: syn, insieme, e dike, giustizia. Oggi, il compito del sindacato è quello di garantire con giustizia il diritto al lavoro nell’era digitale’’.
Nunzia Penelope

Titolo: Il valore del lavoro nel terzo millennio. Partecipazione, tecnologia, salari, dignità
Autore: Luigino Giliberto
Editore: Edizioni lavoro – Collana: Studi e ricerche
Data di pubblicazione: dicembre 2025
Pagine: 180 pp.
ISBN: 9788873136583
Prezzo: 18,00


























