Con il bonus nido l’occupazione femminile è cresciuta. Per le madri che lo hanno ricevuto, la probabilità di avere un lavoro l’anno successivo alla nascita è salita di circa 17%. Nell’anno successivo alla nascita di un figlio, le madri che lavorano in settori e territori dove il lavoro da remoto è più diffuso guadagnano tra 1.100 e 1.300 euro in più rispetto a quelle che non possono lavorare a distanza. I dati, contenuti nella prima analisi dell’Inps sul lavoro agile in Italia, sono stati presentati al Campus Ecotekne dell’Università del Salento, in una delle tappe con cui l’istituto porta il rapporto annuale nei territori.
L’effetto si vede dal 2021 e riguarda soltanto le madri. I redditi dei padri restano sostanzialmente invariati. Prima del 2020 era quasi sconosciuto, mentre oggi lo usa circa il 9-11% dei lavoratori del settore privato. Tra le madri con più possibilità di lavorare in modo flessibile crescono anche le nascite, perché un figlio pesa meno sulla carriera. Il costo dei nidi conta molto quando una famiglia decide se iscrivere il bambino, se la madre continuerà a lavorare e se avere altri figli.
All’appuntamento di Lecce hanno partecipato il prorettore vicario Salvatore Rizzello; Gianfranco Santoro, direttore centrale Studi e ricerche; Maria De Paola, dirigente dell’istituto; Guglielmo Forges Davanzati, dell’Università del Salento. Le conclusioni sono state del presidente dell’Inps, Gabriele Fava.

























