I notevoli numeri comunicati da Intesa Sanpaolo confermano la solidità del gruppo e la sua capacità di generare valore, risultati che sono stati resi possibili anche grazie al determinante contributo dei lavoratori, dalla loro professionalità e dalla capacità di sostenere profondi processi di trasformazione organizzativa e digitale”. Così la leader della Fisac-Cgil, Susy Esposito, commentando i risultati economici e il nuovo piano di impresa del gruppo bancario.
“Registriamo risultati di assoluto rilievo – dice la dirigente sindacale – messi a segno da quello che è a tutti gli effetti il principale gruppo bancario del Paese e primo datore di lavoro privato in Italia, consapevole del ruolo e della responsabilità sociale che questa dimensione comporta e che devono continuare a tradursi in scelte coerenti con il contributo determinante dei lavoratori. Il valore prodotto dal gruppo è infatti il frutto diretto del lavoro, delle competenze e della disponibilità delle persone ad accompagnare il processo di trasformazione continua che il settore attraversa. Il forte sviluppo tecnologico previsto dal piano e i conseguenti investimenti richiedono l’apporto dei lavoratori e non possono tradursi nella loro sostituzione: tecnologia e digitalizzazione devono sostenere il lavoro, non sostituirlo”.
Nel nuovo piano, afferma, “trova riscontro l’ottimizzazione dei costi dei contratti esterni attraverso operazioni di insourcing di personale specializzato. E’ un segnale importante, così come è ormai necessario che si chiuda la stagione delle cessioni di ramo d’azienda e delle operazioni societarie che hanno prodotto un arretramento di valore e diritti del lavoro”.
Il segretario generale della Fisac aggiunge che “i temi del ricambio generazionale, degli esodi e delle assunzioni rappresentano un passaggio decisivo. Per la Fisac il confronto sindacale, come è sempre stato nel gruppo, non è un elemento accessorio, ma una condizione necessaria, per garantire che tutte le uscite avvengano su base esclusivamente volontaria e che le assunzioni previste si traducano in larga parte in occupazione stabile e di qualità, nel pieno dei diritti, delle tutele e del contratto nazionale. In ragione della vocazione internazionale del gruppo è tempo che si costituisca il comitato aziendale europeo, per governare in modo condiviso le ricadute del piano sui lavoratori anche delle banche estere. E’ su questi elementi che una grande banca, forte di risultati così rilevanti, è chiamata a misurare concretamente la propria responsabilità sociale e la coerenza tra valore economico prodotto e valore restituito al lavoro”.
Il piano industriale 2026-2029 presentato da Intesa Sanpaolo alle organizzazioni sindacali “appare in continuità coi precedenti. Grande attenzione verrà posta all’ulteriore contenimento dei costi, che non dovrà però andare a scapito del mantenimento dei livelli occupazionali”. Lo dice la First Cisl.
“Sarà un piano da monitorare con attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’occupazione – dichiara Fedele Trotta, segretario responsabile First Cisl di Intesa Sanpaolo – anche a fronte dei rilevanti risultati economici raggiunti, bisognerà individuare meccanismi di partecipazione e valorizzazione del personale in vista della presentazione dei prossimi piani di incentivazione, vigilando affinché le spinte sui ricavi da commissionale non si traducano in pressioni commerciali per i colleghi. Positiva la discontinuità, che dopo l’annuncio dovrà trovare applicazione concreta, rispetto alla chiusura degli sportelli, dato che Intesa Sanpaolo ha contribuito in maniera importante a desertificare i territori negli scorsi anni. Le previste assunzioni appaiono inoltre insufficienti, anche a fronte del turn over rappresentato. Quanto alla forma contrattuale con cui verranno effettuati gli inserimenti – conclude Trotta – First Cisl ribadisce il suo favore nei confronti del lavoro subordinato”.
“I numeri e le linee strategiche del piano d’impresa di Intesa Sanpaolo ne dimostrano la solidità economica e il posizionamento da leader nello scenario internazionale. Sarà fondamentale seguire, con un confronto continuo, le ricadute del piano in termini di organizzazione del lavoro, impatto dell’intelligenza artificiale e sviluppo delle professionalità interne, mettendo al centro le persone, la loro valorizzazione e il loro benessere personale e lavorativo”. Lo ha detto Massimiliano Pagani, segretario nazionale Uilca, dopo la pubblicazione del nuovo piano 2026-2029 di Intesa Sanpaolo.
Per Simona Ortolani, segretaria responsabile Uilca Gruppo Intesa Sanpaolo, “la crescita economica di Intesa Sanpaolo, ottenuta anche grazie all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori, deve andare di pari passo con la crescita sociale: il confronto sindacale sarà determinante. La tutela occupazionale, la sostenibilità dei carichi di lavoro e delle politiche commerciali – ha concluso – devono rimanere centrali, così come il ricambio generazionale e la valorizzazione delle competenze. Confermiamo la piena disponibilità per un dialogo responsabile e strutturato, affinché le scelte industriali tengano insieme competitività, sostenibilità e valore del lavoro”.

























