I dati Istat sull’occupazione di dicembre 2025 mostrano “un nuovo lieve arretramento congiunturale del mercato del lavoro, accompagnato da una ulteriore crescita dell’inattività: è il secondo mese consecutivo in cui aumenta il numero di persone che non lavorano e non cercano un impiego”. E’ l’analisi di Adapt, sottolineando che su base annua il quadro resta “moderatamente positivo”, ma emergono “segnali di difficoltà per la fascia 25-34 anni”.
“La flessione mensile – commenta Francesco Seghezzi, presidente di Adapt – è dovuta esclusivamente alla componente maschile, che perde 29mila occupati, mentre le donne registrano un aumento di 8mila unità. Guardando all’ultimo anno, la dinamica resta più favorevole per l’occupazione femminile (+97mila), mentre tra gli uomini si osserva una lieve riduzione (-35mila)”.
Nel mese cala anche il numero dei disoccupati (-15mila), mentre su base annua la riduzione è molto più marcata (-229mila, pari a -13,8%). A questo dato si accompagna però un nuovo aumento degli inattivi (+31mila nel mese e +163mila su base annua). Si tratta del secondo mese consecutivo di crescita dell’inattività, dopo l’aumento già registrato a novembre.
“La diminuzione della disoccupazione – sottolinea Seghezzi – va quindi interpretata con cautela: una parte del miglioramento deriva dal fatto che più persone smettono di cercare lavoro e scivolano nell’inattività”. I tassi riflettono questa dinamica: il tasso di occupazione scende al 62,5%, quello di disoccupazione cala al 5,6%, mentre il tasso di inattività sale al 33,7%, confermando una delle principali fragilità strutturali del mercato del lavoro italiano.
Dal punto di vista della composizione, a dicembre calano soprattutto i dipendenti a termine (-41mila), mentre i dipendenti permanenti risultano sostanzialmente stabili (+7mila) e gli autonomi crescono (+14mila). Su base annua emerge un miglioramento della qualità dell’occupazione: i lavoratori permanenti aumentano di 161mila unità (+1,0%) e gli autonomi di 147mila (+2,9%), mentre gli occupati con contratti a termine diminuiscono di 245mila (-9,3%). Un mix che continua a segnalare una crescita più strutturale dell’occupazione, nonostante il rallentamento congiunturale.
La dinamica per età mostra però segnali preoccupanti tra i giovani adulti. La fascia 15-24 anni registra un aumento degli occupati nel mese (+10mila), ma resta in forte difficoltà su base annua (-116mila), con un tasso di disoccupazione giovanile che risale al 20,5%. Particolarmente critica è la situazione dei 25-34enni, che a dicembre vedono calare gli occupati (-14mila nel mese e -10mila su base annua) e aumentare gli inattivi (+23mila nel mese e +69mila nell’ultimo anno). Anche i tassi confermano il peggioramento: il tasso di occupazione scende al 68,4% (-0,3 punti nel mese) e quello di inattività sale al 25,3% (+0,4 punti nel mese). Un segnale di indebolimento proprio nella fascia centrale dell’ingresso e della stabilizzazione nel mercato del lavoro.
La crescita tendenziale continua invece a concentrarsi sugli over 50: nella classe di età 50 anni e più gli occupati aumentano di 424mila unità su base annua, mentre nel mese risultano stabili. Un risultato legato sia alla dinamica demografica sia al progressivo allungamento della vita lavorativa.



























