L’Ocse ha confermato la previsione di inflazione al 3% sull’insieme di quest’anno per l’Italia, mentre nel suo ultimo Economic Outlook di interim ha alzato di 0,4 punti quella sul 2027, al 2,6%.
Previsione al rialzo anche per l’insieme dell’area euro, la cui inflazione media è indicata ora al 3% quest’anno, 0,2 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di giugno. Stesso discorso anche per il 2027, con un ritocco di 0,5 punti, al 2,9%. Livelli nettamente superiori all’obiettivo della Bce (2%).
I tassi di interesse di mercato sono saliti ai massimi da 15 anni sui titoli obbligazionari a lungo termine di molte economie, con crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità dei bilanci nel lungo periodo e massicce emissioni di bond da parte delle imprese legate all’intelligenza artificiale. Tuttavia, aggiunge l’Ocse, le condizioni finanziarie complessive sono rimaste favorevoli, a riflesso di quotazioni elevate dei titoli azionari e miglioramenti dell’accesso al credito.
Complessivamente, la crescita economica si è moderata nella prima metà dell’anno, “ma è rimasta resiliente in molte economie, nonostante l’impatto negativo del conflitto in Medioriente. Le prospettive dell’economia restano fortemente collegate alla durata e all’eventuale risoluzione del conflitto”. I prezzi dell’energia, si legge nel documento, sono tornati a salire con gli episodi che hanno compromesso le forniture dal Golfo e stanno esercitando pressioni al rialzo sui carburanti. Anche alcune materie prime agricole sono rincarate notevolmente, in parte a causa di problemi sulle forniture.
I continui cambiamenti nelle politiche commerciali, dice l’Ocse, sia in merito ai tassi sia in merito alle restrizioni, aggiungono incertezza e possono contribuire a creare problemi nelle catene di approvvigionamento.




























