Secondo il rapporto di Confindustria e dell’agenzia italiana di rating Cerved, la cui presentazione è in corso di svolgimento a Roncade, esiste un’effettiva ripresa per le piccole e medie imprese ma bisogna recuperare “il terreno perduto con la crisi”. Per questo motivo secondo il rapporto è necessario investire sull’innovazione per aumentare l’eccellenza delle imprese. Le imprese del Centro-Nord producono oltre 160 miliardi di valore aggiunto e più del 10% del prodotto interno lordo nazionale anche se la crisi ha inciso negativamente negli scorsi anni. Tra il 2007 e il 2013, il loro numero si è ridotto nel Centro-Nord di quasi 8 mila unità, sia per il saldo negativo tra entrate e uscite, sia per la trasformazione di molte di esse in microimprese.
Il sistema di PMI del Centro-Nord
Fonte: Elaborazione Confindustria e Cerved
“La crisi ha svolto una forte opera di selezione – si legge in una nota stampa – estromettendo dal mercato le imprese con un grado di rischio economico-finanziario elevato già nel 2007. Le imprese sopravvissute presentano ora bilanci più solidi: anche grazie ad una sostanziosa patrimonializzazione, necessaria per ovviare agli effetti del credit crunch, si è fortemente ridotto il peso dei debiti finanziari rispetto al patrimonio netto. Il risultato è un sistema di PMI meno numeroso, ma più robusto, con differenze territoriali ancora marcate: resta comparativamente meno positivo lo score delle imprese del Centro, soprattutto del Lazio.”
Gli anni più recenti, tuttavia, fanno registrare significative inversioni di tendenza. La crescita del fatturato risulta essere più marcato nel Nord Est raggiungendo un +2,2% e più contenuta nel Nord-Ovest e al Centro. Sempre al Nord-Est si rilevano i dati maggiormente positivi sugli investimenti, immobilizzazioni materiali. Inoltre, sono ben 57 mila le nuove società di capitali nate nel 2015 nel Centro-Nord, raggiungendo un nuovo massimo storico, +9,4% sul2014. Ingran parte si tratta però di società di piccolissime dimensioni, cioè con meno di 5 mila euro di capitale versato, il 72% nel Centro, “solo le più dinamiche riusciranno a passare in breve tempo dalla dimensione di microimpresa e quella di PMI” si legge nello studio sulle Pmi del Centr-Nord presentato oggi.
Le previsioni di Confindustria e Cerved comunque, confermano uno scenario positivo nel medio periodo: “le PMI del Centro-Nord dovrebbero, nel loro complesso, registrare una crescita sia del proprio fatturato, specie le PMI del Nord-Est, in crescita dal2016 atassi superiori al 4% annuo, sia del valore aggiunto di oltre il 4% a partire dal2016 intutte le macro-aree proseguendo la graduale ripresa registratasi nei due anni precedenti. Un miglioramento del tutto analogo dovrebbero far registrare i margini e la redditività del capitale investito, mentre l’indebitamento rispetto al capitale netto si è sostanzialmente stabilizzato su valori di poco superiori all’80% al Nord e superiori al 100% al Centro.
“In sintesi – afferma la nota stampa – il tessuto imprenditoriale del Centro-Nord uscito dalla crisi si presenta ridotto nei numeri ma più solido, ancora al di sotto, complessivamente, dei livelli pre-crisi ma caratterizzato da una ripresa ormai consolidata, più robusta nel Nord-Est, ad alto valore aggiunto e che inizia a remunerare il capitale investito. Un tessuto con un cuore industriale, che si alimenta di una forte voglia di fare impresa e di innovazione ed in cui sono numerose le imprese “eccellenti”, ovvero a forte crescita e a basso rischio, le cui prospettive si confermano positive, sebbene con profonde differenze regionali. E’ necessaria una strategia capace di ampliarne il numero e di rafforzarne la propensione all’innovazione, sfruttando la solidità patrimoniale, la rinnovata imprenditorialità, e le condizioni favorevoli del credito, da rendere disponibili per un numero più ampio di imprese. Il miglioramento del profilo di rischio delle imprese più vulnerabili, la riduzione della dipendenza dal credito bancario, il sostegno alle PMI innovative, la riduzione degli oneri burocratici sono i punti decisivi di tale strategia, che potrà trovare nei fondi strutturali 2014-20 una parte del carburante necessario, a patto di usarlo presto e bene.”
Previsioni sui principali indicatori di bilancio delle PMI
Fonte: Elaborazione Confindustria e Cerved


























