Lo stabilimento di Termoli “resta sotto osservazione e sotto pressione” dopo lo stop al progetto della gigafactory Acc, la joint venture fra Stellantis, Mercedes e Total. Lo ha detto il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, nel corso della presentazione dei dati sulla produzione Stellantis nei primi nove mesi del 2026.
“Lo stop alla gigafactory ha portato a interventi significativi sul cambio eDct e sul motore Gse Euro 7, importanti perché rafforzano il tema occupazionale, ma non danno una prospettiva allo stabilimento”, ha affermato Uliano.
Per il leader della Fim è quindi “importante assegnare altre attività e non abbandonare il tema dello sviluppo delle batterie”. “L’Italia deve avere un presidio per mettere in sicurezza il sistema Paese”, ha aggiunto.
Nel piano industriale Stellantis per Termoli sono previsti il nuovo cambio eDCT, con una produzione stimata in circa 300mila unità e un impatto occupazionale tra 250 e 300 lavoratori, e l’adeguamento del motore Gse alla normativa Euro 7. La Fim considera però questi interventi “non sufficienti a compensare la perdita di volumi e a garantire il futuro del sito”.
























