L’Alleanza delle cooperative giudica “favorevolmente l’orientamento di non imporre agli Stati membri alcun obbligo di salario minimo legale, in quanto conferma la nostra posizione di ritenere imprescindibile e centrale il ruolo della contrattazione collettiva e delle parti sociali per la definizione di livelli minimi di retribuzione dignitosi per i lavoratori”. Lo hanno detto i rappresentanti dell’alleanza in un’audizione nella commissione lavoro della Camera sulla proposta di direttiva del parlamento e del Consiglio europeo relativa a salari minimi adeguati nell’Ue.
Per il caso dell’Italia, l’Alleanza delle cooperative ribadisce l’esigenza di “dare finalmente validità erga omnes ai livelli retributivi previsti dalla contrattazione leader, ovvero sottoscritta dalle parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale”.
Al legislatore “potrebbe essere lasciata unicamente la definizione di un salario minimo per quei settori di attività non coperti da contratto nazionale o dove non esista una contrattazione leader, in grado di assicurare copertura anche alle nuove fasce di lavoratori meno tutelati. Senza trascurare la necessità di identificare, nell’ambito di un numero spropositato di contratti, quelli sottoscritti da attori contrattuali effettivamente rappresentativi”.
Nel sistema cooperativo “da oltre 10 anni è in vigore per i soci lavoratori l’applicazione dei minimi contrattuali previsti dai contratti nazionali sottoscritti dalle parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Una buona prassi normativa che dovrebbe essere estesa per tutti i lavoratori e per tutti gli altri sistemi d’impresa”.
Resta per l’Italia il nodo di una tassazione sul lavoro molto elevata. “Nutriamo forti perplessità – hanno sottolineato i rappresentanti dell’alleanza – sull’idea di uno ‘scambio’ tra salario minimo legale e riduzione del cuneo sul lavoro ipotizzata nei mesi scorsi da esponenti del governo. Sarebbe auspicabile un intervento strutturale di riduzione del cuneo sul lavoro, lasciando poi alle parti sociali e alla contrattazione collettiva leader il compito di garantire salari minimi adeguati”.
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