“Ho voluto, appositamente, aspettare 24 ore prima di rispondere alla lettera di Mustier ai dipendenti di Unicredit per evitare di incorrere in errori o sottovalutazioni ma ho raggiunto la certezza che ‘Xe péso el tacon del buso’ (è peggio la toppa del buco), come recita un famoso proverbio veneto”. E’ quanto afferma in una nota il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, rinnovando la richiesta a Mustier di incontrare i segretari generali delle cinque organizzazioni sindacali.
“Nella lettera non si smentisce quanto affermato dalle agenzie di stampa. Anzi si conferma che ci saranno esuberi, anche molti. Si conferma inoltre che saranno prepensionamenti (lapalissiano, che altro potrebbero essere licenziamenti?), che sarà aperta una trattativa con le Organizzazioni Sindacali (e di grazia, con chi altrimenti?) e che queste voci non escono dal grattacielo di Gae Aulenti ma da cattiva stampa”.
“Allora come si spiega Mustier che, sempre dal grattacielo, escano voci di vendita di tutto l`Information Tecnology a una ditta americana? – si chiede Masi – Ogni giorno una voce, quasi un metodo scientifico per testare le reazioni. Siamo davvero al limite della decenza”. “Ecco perché è stata peggio la toppa del buco. Jean Pierre Mustier conferma indirettamente tutto: i bassi tassi, la digitalizzazione, la razionalizzazione dei servizi.
Poche parole sui sacrifici del personale (grazie avete lavorato bene, buone ferie), non conoscenza dei reali problemi delle sedi, filiali e agenzie, non una parola alla difficoltà che la clientela ha ad operare con Unicredit”.
“No, non ci siamo – ha proseguito Masi – In questi giorni in Tv nella serie dedicata al disastro di Chernobyl si sono visti all`opera i liquidatori cioè coloro che, anche a costo della vita, decontaminarono l`edificio del reattore 4, pulirono le strade. Ecco, a me sarebbe piaciuto che questo fosse il ruolo di Mustier: pulire, rilanciare, ricostruire una banca nuova su modelli tradizionali collegati alle nuove realtà del digitale.
Invece, non vorrei, che Mustier diventasse il liquidatore (nel vero senso della parola come riportato nei testi del Diritto Civile e Commerciale di Unicredit), cioè colui che porrà la parola fine su questa esperienza bancaria italiana con derivazioni internazionali”.
“Infine – conclude Masi- una domanda al cda di Unicredit, alle fondazioni, agli azionisti: va tutto bene per voi? Nessuna reazione? Il sindacato, la Uilca in particolare, non starà a guardare e faremo tutto il possibile, anzi l`impossibile per contrastare queste idee”.
E.G.



























