Come sta l’Italia? Bene, grazie, proprio bene. I parametri sembrano tutti intonati all’ottimismo. L’economia si rafforza più di quanto fosse atteso. L’occupazione sta recuperando. La domanda cresce. L’accumulazione di capitale si è rafforzata e questo è un buon segnale per gli investimenti. L’inflazione è tornata positiva. Cresce la produttività. Certo, proprio tutto non va bene. La pubblica amministrazione mostra ancora dei problemi acuti e la giustizia civile non ha accelerato. Il divario tra Nord e Sud non diminuisce, semmai cresce. E cresce il disagio sociale. Ma, si sa, veniamo da una vera e propria guerra, ma ne stiamo laboriosamente venendo fuori.
Belle parole, pronunciate in questi giorni da Ignazio Visco, il Governatore della Banca d’Italia nella sua relazione annuale ai partecipanti. Visco doveva fare un riassunto della situazione economica attuale del nostro paese e non ha avuto difficoltà a descrivere una situazione decisamente positiva. Perché è vero, in questi mesi, ma è meglio dire anni, stiamo tornando alla normalità, i guasti di dieci anni di crisi si stanno attenuando, a breve potrebbero essere superati.
Del resto Visco ha usato parole non molto diverse da quelle pronunciate pochi giorni prima da Vincenzo Boccia, il presidente di Confindustria. Anche lui aveva detto che l’Italia sta mostrando ancora una volta di essere un grande paese industriale, dalle grandi potenzialità. Ma, aveva ammonito, “nulla è per sempre, possiamo fare passi indietro, tornare a un’Italia povera”.
Il punto è proprio questo, stiamo guarendo da una malattia, peccato che ne sta arrivando un’altra, più forte e cattiva. Si può senz’altro tornare indietro, trovarci di nuovo in mezzo ai guai. Il salto improvviso dello spread nei giorni scorsi non è un’invenzione dei mercati cattivi che vogliono far trionfare la Germania, è il risultato, scontatissimo, di una serie di prese di posizioni che fanno temere che il nostro paese si trovi improvvisamente e quasi senza accorgersene in una tempesta monetaria che segnerebbe irrimediabilmente i progetti di recupero che faticosamente, pietra dopo pietra, si stanno costruendo. Ma sembra che gli italiani non se ne accorgano. Sognano. Sognare è sempre positivo, ma credere, per esempio, che si possa davvero uscire dall’euro senza pagare un prezzo altissimo è vivere in un altro pianeta ed essere poi obbligati a un risveglio brutto davvero.
Non voglio dire che sia tutto negativo, ma il pericolo che il paese sta correndo non è di poco conto, perché il rischio, forte, reale, è che, appunto, si torni indietro e ci si ritrovi a dover fare conti amari. Chi pensa che Lega e 5 Stelle debbano governare, perché hanno vinto le elezioni e questa è la democrazia, hanno certamente ragione. Ma questo non esclude che ci sia avvedutezza in quanto si sta preparando. Il programma che questi due partiti avevano messo a punto e sul quale faticosamente sono riusciti a formare un esecutivo, presenta un conto così elevato che nessun paese potrebbe sopportarlo. Allora o questo programma viene attuato e l’economia rischia di vacillare, e magari cadere, o invece il governo non lo attuerà, lo annacquerà fino a farlo scolorire, ma allora alla fine sarebbero gli italiani a essere presi in giro. Comunque sia, va male.
Un commento un po’ amaro, me ne rendo conto, ma il pericolo che corre il nostro paese è reale e stare proprio zitti non è la cosa migliore da fare.
Contrattazione
Questa settimana è stato sottoscritto il primo accordo territoriale metropolitano europeo sulla gig economy. Un passo deciso che rafforza l’obiettivo di inquadrare i riders nel contratto collettivo nazionale Logistica, Trasporto Merci e Spedizione. Nel trasporto aereo è stato rinnovato il contratto assistenti di volo Easyjet che prevede un aumento medio del 12% e una durata triennale. Infine, Slc Cgil ha siglato l’accordo con Mvideo. L’azienda, nata su un’iniziativa di un lavoratore dopo il fallimento della Global Vision Group Italia, che lavorava in appalto per Sky, Mediaset e Rai, ha firmato un accordo che prevede l’assorbimento dei lavoratori licenziati con rapporti di lavoro a tempo indeterminato e l’applicazione dell’articolo 18.
Analisi
Laura Di Raimondo, direttore generale di Assotelecomunicazioni, fa il punto sullo stato dell’arte della trasformazione dell’industria 4.0 nelle telecomunicazioni. Asstel sta lavorando per garantire produttività delle aziende e occupabilità delle persone nella fase di trasformazione che l’industria sta subendo. La direttrice generale dell’associazione delle aziende Tlc traccia un panorama degli interventi fatti e di quelli che occorrerà mettere in campo per cogliere i risultati sperati.
Alessandra Servidori riporta le grosse novità in arrivo dall’Unione Europea a proposito di congedi parentali. Anche se nessuno lo dice e fa attenzione al tema, il 28 maggio scorso, una iniziativa della Commissione per la parità di genere ha apportato modifiche importanti alla direttiva sui congedi parentali e di paternità. Ma sul tema la comunicazione scarseggia: ecco perché occorre seguire con grande attenzione gli sviluppi che la proposta potrà apportare
Maurizio Ricci si scaglia contro le proposte pentaleghiste e avverte che le politiche economiche di Salvini e Di Maio potrebbero riportare il paese agli anni 80: proprio quelli in cui, dai governi Craxi in poi, è esploso il debito pubblico che ha disastrato le nostre finanze
La nota
Fernando Liuzzi racconta il Workers Day della Fiom che si è svolto a Torino. Il sindacato dei metalmeccanici Cgil ha tenuto un’assemblea aperta in piazza Castello, denunciando che l’azienda non è ancora riuscita ad assicurare la piena occupazione negli stabilimenti italiani.
Ancora Fernando Liuzzi riporta la Relazione annuale del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Nelle sue “Considerazioni finali”, il Governatore ha lanciato un monito: c’è il rischio che decisioni sbagliate azzerino il bene insostituibile della fiducia nella solidità del nostro avvenire economico.
Sempre Liuzzi, parla del convegno svoltosi a Roma presso il parlamento dell’Inail sui dieci anni dal Testo unico sulla sicurezza. L’iniziativa è stata promossa da “Lavoro e Welfare” che ha fatto un bilancio del primo decennio di vita del decreto n. 81/2008 e ha richiamato l’esigenza di incrementare le attività di prevenzione e di controllo
Tommaso Nutarelli, invece, riporta la conferenza stampa di Cgil Roma e Lazio sui licenziamenti Almaviva. Il sindacato ha denunciato la totale inefficacia delle politiche attive per i 1666 ex dipendenti di Almaviva, la maggior parte dei quali sono ancora senza un’occupazione. E tra sei mesi resteranno anche senza ammortizzatori sociali
Alessandro Riello commenta l’accusa di impeachment del pentastellato Luigi Di Maio.L’imprenditore veneto esprime le sue preoccupazioni per lo scontro in atto e sottolinea: “temo per la stabilità e il futuro del nostro Paese”
Interviste
Emanuele Ghiani ha sentito il segretario generale della Uila Stefano Mantegazza per chiedergli i motivi della recente rottura del tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli e florovivaistii, scaduto il 31 dicembre del 2017, che coinvolge circa un milione di lavoratori.
Alessia Pontoriero ha intervistato il segretario generale della Filt-Cisl, Antonio Pepe, a proposito dello sciopero dei lavoratori della multinazionale Fedex-Tnt. Nonostante l’’azienda maturi profitti considerevoli ha annunciato il licenziamento e il trasferimento di 500 dipendenti. Ma i problemi del comparto della logistica sono numerosi a cominciare dagli appalti.
Tommaso Nutarelli ha intervistato Roberto Di Maulo, segretario generale fella Fismic, per commentare i risultati delle elezioni delle rappresentanze sindacali negli stabilimenti torinesi di Fca, dove ha primeggiato il sindacato dei metalmeccanici della Confsal. Un Di Maulo preoccupato anche dal contratto di programma Cinquestelle-Lega.
Massimo Mascini ha intervistato la responsabile delle Relazioni industriali di Intesa san Paolo, Patrizia oprdasso, che descrive un sistema invidiabile di relazioni industriali nelle sue aziende, frutto di un dialogo costante con il sindacato e dell’aiuto fornito da numerosi accordi che hanno programmato un confronto sempre agile.
Elettra Raffaela Melucci ha intervistato, infine, il segretario generale della Filcams Cgil, Cristian Sesena, che ha fatto il punto sullo stato di salute del settore turistico in Italia
Il guardiano del faro
Marco Cianca, questa settimana, dedica il suo appuntamento settimanale don Il Diario del Lavoro al dibattito di governo e prende una posizione chiara “Io sto con Mattarella”.
Il blog del diario
Giuliano Cazzola riporta le sensazioni che ha provato leggendo la lettera di Susanna Camusso ai militanti: “mi ha fatto ritrovare la migliore Cgil, solido presidio della democrazia e della libertà, la stessa della sollevazione popolare, del 1960, contro il governo Tambroni”.
Roberto Polillo ironizza sul nuovo governo: “terza repubblica o malconcia riedizione della prima?”
Diario della crisi
Ancora un nulla di fatto per la gestione dei 4.500 esuberi alla Telecom. L’incontro tra sindacati e azienda al ministero del lavoro non ha avuto riscontri positivi. Le organizzazioni di rappresentanza chiedono di trasformare la Cgis in contratti di solidarietà, più garanzie occupazionali e un piano di sviluppo per il futuro. Anche l’incontro tra i sindacati di categoria e Natuzzi, azienda leader nel comparto del legno, non ha avuto i risultati sperati. Per il rilancio del piano industriale che salverebbe centinaia di lavoratori i sindacati chiedono la reinternalizzazione di tutta la filiera. Il prossimo incontro della Cabina di Regia Natuzzi si terrà il 19. Italiaonline ha confermato gli esuberi già annunciati e il ricorso alla Cigs. Dopo l’ultimo di quattro incontri, i sindacati di categoria Slc, Fistel e Uilcom riferiscono che il piano industriale illustrato da Italiaonline “pare finalizzato esclusivamente alla riduzione del perimetro occupazionale” e nonostante la disponibilità al dialogo, le posizioni tra le parti “restano nettamente distanti”. I sindacati dei trasporti hanno proclamato due giorni di sciopero per i lavoratori Fedex-Tnt. Per i sindacati, lo sciopero si è reso necessario a causa della mancanza di risultati apprezzabili dei due giorni di trattativa con le aziende e dell’’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico sulle procedure di licenziamento per 361 persone e il trasferimento collettivo per altri 115 lavoratori.
Documentazione
Nella sezione dedicata è possibile trovare i sati Istat sui conti economici del I trimestre 2018, i dati provvisori sui prezzi al consumo di maggio, la stime provvisorie su occupati e disoccupati di aprile. E’ possibile, inoltre, visualizzare la relazione annuale di Bankitalia sul 2017 e le considerazioni finali del governatore Ignazio Visco. Infine, è possibile trovare il testo dell’appello al Parlamento Europeo di numerosi economisti per il superamento del Fiscal Compact.



























