L’Ocse stima che il deficit primario dell’Italia sarà all’1,8% nel 2023, più alto delle stime del governo di un fabbisogno primario dell’1,2% del Pil. La differenza, spiega l’organizzazione nel suo economic outlook, deriva da una stima più ottimista del governo sulle entrate.
Inoltre, secondo l’Ocse nelle economie mondiali sono emersi “squilibri notevoli” e questi squilibri “creano incertezza e più rischi al ribasso che al rialzo”.
“In primo luogo – spiega – ci sono marcate differenze nella ripresa tra i paesi, che riflettono le condizioni sanitarie nazionali, il mix di politiche e la composizione del settore. In secondo luogo, in alcuni settori si registrano gravi carenze di manodopera, anche se l’occupazione e le ore lavorate devono ancora riprendersi completamente. In terzo luogo, un divario persistente tra l’offerta e la domanda di alcuni beni, insieme a costi alimentari ed energetici più elevati, ha portato a aumenti dei prezzi più elevati e più duraturi del previsto”.
“La nostra principale preoccupazione – sottolinea l’Ocse – è la polarità globale dei casi, la capacità ospedaliera e i tassi di vaccinazione in tutto il mondo. Lo scenario più difficile è che le sacche di bassa vaccinazione finiscano come terreno fertile per ceppi più letali del virus. Anche in scenari più favorevoli, i focolai di coronavirus in corso potrebbero continuare a limitare la mobilità in alcune regioni e oltre confine, con potenziali conseguenze di lunga durata per i mercati del lavoro e la capacità produttiva, nonché per i prezzi”.
E.G.




























