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Home - Top - Sindacati in piazza a Milano: 40mila manifestanti “per una nuova stagione di diritti”

Sindacati in piazza a Milano: 40mila manifestanti “per una nuova stagione di diritti”

15 Maggio 2023
in Notizie del giorno
Cgil, Cisl e Uil scrivono al ministro Di Maio

Sono circa 40mila i manifestanti provenienti da tutto il Nord Italia che sabato, 13 maggio, hanno preso parte alla manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil all’Arco della Pace a Milano.
Quella milanese ha superato numericamente la manifestazione di Bologna, la prima di un ciclo di tre, a cui sabato 20 maggio seguirà quella in piazza a Napoli.

“Andremo avanti fino a quando non otterremo quello che vogliamo”, esordisce Landini prima dell’inizio della manifestazione, che apre la giornata di mobilitazione rivolgendosi innanzitutto ai tanti giovani accorsi nel capoluogo lombardo per unirsi alla protesta. “Credo che è un giovane che rifiuta di lavorare sottopagato a 1.000 euro fa bene, non può accettare quelle condizioni”. Per Landini è ora di dismettere “quest’idea che bisogna accettare qualsiasi tipo di lavoro Il lavoro deve essere una condizione che permette a chi lo fa di vivere dignitosamente e non di essere sfruttato”.

Il leader della Cgil accusa l’esecutivo di “fare campagna elettorale” invece di aprire al dialogo con la parti sociali, i giovani e le donne che affondano nel mare nero della precarietà: “Questo governo sbaglia, stiamo dicendo che hanno sbagliato tutti governi che hanno precarizzato in questo modo il nostro Paese”, riferendosi così anche al tema della denatalità che è stato al centro della due giorni degli Stati generali della natalità cui la premier Meloni ha presieduto: “Una delle ragioni vere della denatalità è proprio il fatto che non c’è lavoro per le donne e che c’è una precarietà che dà incertezza nel futuro delle persone. Quando si parla di scarsa produttività nel nostro Paese si dovrebbe aver presente che questo è frutto della scelta di chi invece di investire sulla qualità, sull’innovazione ha investito sulla riduzione dei diritti e sulla precarietà nel lavoro”.

Sulla riforma delle pensioni, Landini ribadisce che i soldi “bisogna andare a prendere dove sono”, a cominciare dagli extraprofitti: “Sulla previdenza nel Def non hanno messo un euro. Dicevano che avrebbero cancellato la riforma Fornero, quota 41 e invece stanno facendo esattamente l’opposto: stanno di nuovo facendo cassa sulle pensioni” ed eliminando il reddito di cittadinanza sui poveri, perché questo è un governo “forte con i deboli”, ma prono verso i forti, perché “non colpisce l’evasione fiscale”.

Un duro attacco anche alla riforma fiscale: “Mi ha colpito perchè la presidente del Consiglio quando le abbiamo chiesto di discutere con noi della riforma non lo ha fatto. Le abbiamo detto ‘la riforma fiscale discutila con quelli che le tasse le pagano’ però la presidente del Consiglio ha scelto di andare all’assemblea dei commercialisti e dire che la riforma fiscale vuole farla con loro. Io non ho nulla naturalmente contro i commercialisti – ha precisato -, ma insisto su un punto: la riduzione delle tasse va fatta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, l’aumento va fatto a chi non paga le tasse, a chi evade il fisco, alla rendita finanziari”.

E sulla contrattazione: “Trovo singolare che il Governo inviti ai tavoli di trattativa quei sindacati che sono firmatari dei contratti pirata. Questo vuol dire non portare rispetto ai lavoratori e alle lavoratrici che tengono in piedi questo paese. Cgil, Cisl e Uil rappresentano milioni di persone – ha detto -. L’idea che i sindacati siano tutti uguali a prescindere da chi li rappresenta è la cosa più antidemocratica che si possa fare”.

Landini si rivolge agli studenti in protesta contro il caro affitti: “Noi siamo assolutamente d’accordo con loro, il problema delle politiche per la casa e il diritto allo studio è una delle nostre rivendicazioni: quando si parla di povertà, c’è anche una povertà abitativa, perché non c’è la casa e quando c`è è a prezzi inaccettabili”. Landini ha ricordato che “sono 750.000 gli studenti che devono studiare fuori sede, gli alloggi che oggi sono a disposizione sono meno del 5%. Quindi è chiaro che questo significa metterlo in mano a un mercato libero senza alcuna condizione. Questo determina anche un altro tema che non tutte le famiglie sono in grado di poter garantire questa situazione” col risultato che “Tanti figli di lavoratori dipendenti e operai oggi non possono studiare perché non ci sono le condizioni di poterlo fare”.

“Lo sciopero generale è uno strumento, non un obiettivo. Noi adesso dobbiamo parlare con le nostre persone che mi pare stiano riempiendo le piazze, ascoltarli, spiegare loro cosa stiamo facendo e costruire il consenso sulle nostre proposte. Per fare lo sciopero generale c’è tempo e noi fra l’altro pensiamo di dare più fastidio con le mobilitazioni che riescono a fare parlare questo Paese. Lo sciopero sarebbe la vittoria di un giorno”. A dirlo il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri: “Cgil, Cisl e Uil non stanno facendo lo sciopero contro il cuneo fiscale come qualcuno continua a dire. Cgil, Cisl e Uil stanno in piazza per chiedere al Governo e alla politica di costruire un Paese diverso basato su un lavoro stabile, dignitoso sicuro, dato che si continua a morire, e di fare una riforma fiscale che tenga conto di chi effettivamente paga le tasse e di chi evade, e di discutere finalmente di una riforma delle pensioni che fino ad adesso ha sacrificato in modo particolare giovani e donne attraverso la modifica di opzione donna”.

Sul tema della precarietà, il leader della Uil si armonizza al discorso di Landini, aggiungendo: “Quando parlate di un milione di posti di lavoro disponibili, molti di quei posti i nostri giovani li rifiutano perché offrono condizioni da schiavi. E fanno bene: applicate bene i contratti e vedrete che accetteranno di lavorare. Noi pensiamo che il lavoro sia determinante per la qualità della vita”. E sull’incontro della premier Meloni con Papa Francesco agli Stati generali della Natalità, Bombardieri sottolinea un passaggio in particolare: “Il Papa ha ricordato alla Meloni che il mercato libero senza correttivi diventa selvaggio, e ha parlato della precarietà dei giovani e della difficoltà a mantenere il lavoro. La premier ha applaudito e allora si muova in modo coerente e agisca di conseguenza, se batte le mani combatta la precarietà, combatta il mercato selvaggio”.

“Avete dimenticato le donne di opzione donna, parlate di loro: occupatevene! Probabilmente chiederemo a queste guerrigliere di mettere le tende sotto il ministero perché forse riusciranno vedere la ministra nei tanti giri che fa. Chiedetelo alle donne precarie, a quelle che sono costrette a dare le dimissioni, a quelle costrette ad accettare il part time come possono costruire una famiglia, chiedetelo a loro” ha incalzato Bombardieri rivolgendosi al governo. E ancora parlando della detassazione maggiore per chi ha figli: “Vi chiediamo qual è la dignità che riconoscete alle donne nella loro scelta di avere o non avere figli voi che parlate di donne”.

“Ci avete tolto il pane per le piazze di questo Paese. Continueremo a darvi fastidio e vi continueremo a ricordare che in questo Paese non va tutto bene. Ci vediamo a Napoli – ha detto ricordando la prossima tappa dell’iniziativa sabato 20 maggio – Non ci fermeremo, non cercate di intimorirci o di fermarci perché non parlate mai di noi in tv. I lavoratori e le lavoratrici continuano a mandare un grido d’allarme e noi lotteremo fino alla fine”.

“Nel nostro Paese ci sono troppe emergenze a cui riteniamo debbano essere date delle risposte. Speriamo che il governo Meloni riapra il confronto con il sindacato. Un confronto strutturato che non sia un confronto a spot, non serve incontrarli una volta ogni tanto, ma avviare un discorso di condivisione dove vogliamo esercitare un ruolo di responsabilità”. Lo ha detto la segretaria confederale della Cisl, Daniela Fumarola, in vece del segretario generale Luigi Sbarra, assente per aver contratto il Covid. “Senza il coinvolgimento delle parti sociali, senza l’apporto responsabile del sindacato confederale, delle sue categorie non si va da nessuna parte. Le soluzioni stabili, eque, richiedono condivisione e corresponsabilità”, ha incalzato Fumarola aggiungendo: “Noi non siamo qui per compromessi al ribasso. Su questo siamo e saremo intransigenti, forti della nostra rappresentanza e della capacità di affondare le mani nei problemi reali del lavoro e delle famiglie. È solo insieme che possiamo riprendere la via giusta, riallacciando il filo del dialogo con il Governo,un filo caduto per lunghi mesi”.

“L’azione sul cuneo fiscale interamente a favore dei lavoratori va nella direzione giusta – continua la segretaria-. Ma non basta. Il sostegno alle fasce medie e popolari, va rafforzato, reso strutturale e collegato a una riforma complessiva del fisco, che sia autenticamente redistributiva. E non si dica che mancano le risorse. Se c’è la volontà politica i soldi si trovano: nelle rendite finanziarie, negli extra profitti. Si chieda un contributo di solidarietà alle multinazionali energetiche, della logistica, della farmaceutica, delle banche”.

“Ce lo ha ricordato Papa Francesco: per uscire dall’inverno demografico bisogna dare sostanza al lavoro dei nostri giovani e delle donne – sottolinea Fumarola -. Come ha dolorosamente sottolineato il Presidente Mattarella, la lotta alla precarietà lavorativa ed esistenziale deve diventare una vera e propria ossessione per la politica, per le istituzioni, per le parti sociali”.

Secondo Fumarola “non è possibile pensare di rinunciare a misure universali di sostegno alla povertà, che tutti i grandi paesi europei hanno. Dotazioni e strumenti vanno rafforzati e collegati stabilmente a politiche attive in grado di assicurare efficace inserimento nel mondo del lavoro, sostegno al reddito durante tutte le transizioni lavorative e formazione perpetua per tutti”.

Fumarola ha aggiunto che “non è possibile pensare di risolvere qualcosa, con operazioni come quella sui voucher. Se serve buona flessibilità, la contrattazione già la consente. E lo fa garantendo tutele e diritti. Nello stesso modo si deve arrivare a definire una nuova ed efficace politica dei redditi, che permetta di affrontare la questione salariale, perché il tempo passa ma l’incendio dell’inflazione continua a bruciare il potere d’acquisto dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie. La speculazione va fermata. Prezzi e tariffe vanno regolati e controllati. E per chi approfitta vergognosamente della situazione, le sanzioni siano severe ed effettive. Serve un nuovo patto anti inflazione che preveda anche la piena indicizzazione di tutte le pensioni e nuovi meccanismi contrattuali di riallineamento all’inflazione reale. L’Ipca va aggiornata. Bisogna trovare un indice che tenga conto dei costi dell’energia importata. Occorre innovare e rinnovare tutti i contratti scaduti, pubblici e privati, e ridare protagonismo alle relazioni industriali. Non possono essere sempre i soliti noti a pagare il prezzo più alto di ogni crisi. Per questo è tempo di intervenire strutturalmente sia sul fisco, sia sulle pensioni”.

“Sono due riforme fondamentali, indispensabili. Bisogna riprendere subito il confronto sul superamento della Legge Fornero, si torni indietro su opzione donna garantendo alle donne lavoratrici di uscire con la giusta flessibilità. Puntare a un equilibrio nuovo, sostenibile, stabile, capace di garantire soprattutto a giovani e donne, una terza età dignitosa”, ha concluso Fumarola.

e.m.

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