La proposta di Glovo, piattaforma attiva nel food delivery, di riconoscere un bonus ai propri rider per quelle consegne effettuate nelle giornate più calde – 2% in più tra i 32° e i 36°, 4% con una temperatura tra i 36° e i 40° e dell’8% quando la colonnina di mercurio supera i 40° – bonus che doveva servire per l’acquisto di acqua, Sali minerali e creme solari, ha suscitato nei giorni scorsi molte polemiche. È stata la Nidil, la categoria della Cgil che tutela i lavoratori atipici, a denunciare il bonus di Glovo, definendolo un azzardo sulla salute a la sicurezza di persone che, data la loro condizione di migranti e bisognosi di denaro, avrebbero sicuramente tentato la sorte e imbracciato la bicicletta anche nelle ore più calde, con la speranza di incrementare i 3-4 euro che guadagnano su ogni consegna.
Il clamore mediatico ha spinto Glovo a ritirare il bonus e avviare un confronto con il sindacato. Anche Deliveroo, altra piattaforma delle consegne a domicilio, ha annunciato la volontà di sedersi attorno a un tavolo con i rappresentati dei lavoratori per discutere di salute e sicurezza. La vicenda si arricchisce, inoltre, di un nuovo capitolo. A scriverlo è il tribunale di Milano che ha ordinato alla Foodinho srl., la società di delivery Glovo e con sede legale nel capoluogo lombardo, di avviare un immediato confronto e una consultazione preventiva con il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale di Palermo e Trapani sui rischi per la salute e la sicurezza dei rider derivanti dalle ondate di calore.
È il primo provvedimento del genere deciso in Italia. Nel documento di valutazione dei rischi la società dovrà tenere conto dell’età, del genere, della condizione di maternità e gravidanza, della provenienza geografica e della tipologia contrattuale dei rider. La causa è nata dal ricorso presentato dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale per il comparto commercio di Palermo e Trapani Riccardo Vittorio Marotta della Filcams Cgil.
Nella sua decisione il giudice del lavoro sottolinea “l’urgenza del provvedere, in considerazione del particolare rischio climatico e ambientale e delle elevate temperature registrate a causa delle recenti ondate di calore, particolarmente impattanti in senso negativo sulla salute e sicurezza dei riders”. Inoltre, come accaduto in passato per casi individuali, il magistrato ordina alla Glovo “di mettere a disposizione dei riders adeguati dispositivi di protezione e idoneo abbigliamento protettivo, somministrando ai medesimi forme di adeguata idratazione, creme protettive e sali minerali”.
Non è la prima volta che il Tribunale del lavoro di Milano si pronuncia sulle condizioni dei rider. Con le sentenze n. 3237/2023 e n. 3239/2023 ha riconosciuto la natura etero-organizzata del lavoro dei fattorini, imponendo alle piattaforme di consegna, in questo caso Deliveroo e Uber, il versamento dei contributi previdenziali. Mentre con la sentenza del 28 settembre del 2023 ha dichiarato illegittimi i 4mila licenziamenti fatti da Uber Eats Itali Srl, contestando la condotta antisindacale della piattaforma e obbligando ad avviare un confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Anche il Tribunale del lavoro di Palermo, nell’agosto del 2022, aveva imposto alle piattaforme l’onere di provvedere alla salvaguardia della salute e della sicurezza dei ciclofattorini, fornendo loro i dispositivi di protezione individuale, e riconoscendo di fatto la natura subordinata del rapporto di lavoro.
Per Nidil-Cgil e Filcams-Cgil “la sentenza del Tribunale di Milano sulla sicurezza dei rider rappresenta un passaggio storico: per la prima volta una piattaforma digitale viene formalmente chiamata a confrontarsi con una figura prevista dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, l’RLST, solitamente riconosciuta solo nel lavoro dipendente. Un segnale chiaro: anche per i rider, formalmente inquadrati come autonomi, valgono i principi fondamentali di tutela della salute e della sicurezza”.
“Da tempo denunciamo la condizione di rischio strutturale in cui operano i rider: persone che lavorano in bicicletta, a cottimo, esposti al traffico, al maltempo e alle temperature estreme – proseguono NIdiL e Filcams – E mentre Glovo, nei giorni scorsi, proponeva un bonus acqua e sali minerali legato al superamento dei 40 gradi, il Tribunale richiama l’azienda alle sue vere responsabilità. Questa ordinanza ci dice che non si può più ignorare la realtà: i rider non sono un’eccezione. Sono lavoratori e come tali devono essere trattati. Chiediamo che il Governo e il Parlamento recepiscano immediatamente la direttiva europea sul lavoro tramite piattaforma, migliorando concretamente la condizione di chi, ogni giorno, pedala per pochi euro.”
Tommaso Nutarelli


























