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Home - Notizie del giorno - Iveco, incontro al Mimit con i sindacati dopo le operazioni di vendita: “Necessarie garanzie per il futuro”

Iveco, incontro al Mimit con i sindacati dopo le operazioni di vendita: “Necessarie garanzie per il futuro”

31 Luglio 2025
in Notizie del giorno, In evidenza
Siglato accordo sulla mobilità

All’indomani delle operazioni di vendita del gruppo Iveco, con la cessione della divisione Defence a Leonardo e la produzione dei veicoli commerciali all’indiana Tata Motors, si è tenuto un incontro al Mimit con le rappresentanze sindacali. Per Samuele Lodi e Maurizio Oreggia della Fiom-Cgil, “è inaccettabile il processo di disimpegno da parte di Exor dall’industria del nostro Paese” poiché l’azienda “rappresenta un pezzo importante della nostra storia industriale, fatta da chi ci lavora”. Iveco è una realtà multinazionale con oltre 35.000 dipendenti, di cui 14.650 operano in Italia.

Per la Fiom è necessario che non tutto il pacchetto azionario venga ceduto e che comunque sia presente lo Stato con una delle controllate, come Leonardo “che, oltre all’acquisizione del ramo Defence, dovrebbe entrare anche nell’operazione Iveco-Tata Motors. Iveco deve mantenere la propria autonomia progettuale e di ricerca e sviluppo oltre che produttiva”.

Sull’operazione di acquisizione da parte di Leonardo di Iveco Defence, invece, per la Fiom potrebbe essere un’opportunità di crescita, “ma è del tutto evidente che il percorso dovrà essere monitorato per porre in essere ogni elemento necessario di certezze e garanzie per il futuro. Questo anche perché ci sono attività e produzioni che sono sempre state sovrapposte tra Iveco e il ramo Defence”. A fronte di ciò, il sindacato si appella al governo affinché garantisca che queste scelte non abbiano ripercussioni sui siti produttivi, sugli enti centrali di ricerca e sviluppo e sull’occupazione. Nel mentre, la Fiom-Cgil promuoverà assemblee in tutto il gruppo per informare le lavoratrici e i lavoratori e saranno decise le iniziative da mettere in campo per garantire un futuro contrattuale e occupazionale.

Sulla stessa linea la posizione della Fim-Cisl. Per il segretario generale Ferdinando Uliano, la cessione del comparto Difesa a Leonardo “potrebbe, se ben gestita, rappresentare un’opportunità di crescita per gli stabilimenti coinvolti, che impiegano circa 1.650 lavoratori”. Tuttavia, senza adeguate garanzie, “questa operazione può comportare anche effetti negativi: dalla possibile assegnazione delle attività non strettamente militari a Rheinmetall, alle ricadute sulla componentistica attualmente prodotta da altri siti italiani del Gruppo Iveco”.

Quanto alla vendita all’indiana Tata Motors, – per cui “il controllo da parte di Exor della famiglia Agnelli, oggi azionista di riferimento con sede legale nei Paesi Bassi, è garanzia di un ancoraggio italiano che rischia ora di venire meno” – , Uliano legge nell’operazione di cessione del ramo Difesa di Iveco a Leonardo una manovra preliminare alla possibile cessione dell’intero Gruppo a Tata. “Un’ipotesi che desta profonda preoccupazione in merito alla tenuta occupazionale degli stabilimenti italiani, alla continuità industriale e alla salvaguardia del patrimonio produttivo strategico del nostro Paese”. A riguardo la posizione del sindacato è netta: “Chiediamo al governo italiano di intervenire per mantenere una presenza di Exor. È infatti noto, che pur detenendo solo il 27% delle azioni, in base alla normativa societaria olandese, tale quota consente un controllo effettivo superiore al 50% e dunque, un’eventuale vendita sarebbe una scelta deliberata, non obbligata”.

“Abbiamo chiesto con forza che l’esecutivo intervenga sull’attuale proprietà per esercitare un’azione di responsabilità politica e industriale, anche attraverso gli strumenti normativi a disposizione, al fine di tutelare un asset strategico per l’Italia. Per queste ragioni – conclude – abbiamo ribadito la necessità di un confronto immediato e costante con il ministro Urso, affinché venga avviato un tavolo strutturato in grado di garantire trasparenza, tutela occupazionale e prospettive industriali per il futuro del gruppo Iveco in Italia.

Il Mimit ha preso l’impegno a convocare nelle prossime settimane un tavolo con Iveco, Leonardo e Tata Motors.

redazione

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