Doppia operazione per Iveco Group. La prima riguarda la cessione del settore Defence a Leonardo per un valore di 1,7 miliardi di euro, che coinvolge i plant di Bolzano, Vittorio Veneto e Astra. L’operazione, che sarà completata entro il 31 marzo 2026, segue lo spin-off del ramo difesa deliberato il 7 gennaio scorso e si inserisce nella strategia di rafforzamento del comparto “Land Defence”, in collaborazione con Rheinmetall.
La seconda riguarda la cessione all’indiana Tata Motors dell’intero azionariato di Iveco Group per i settori Bus e veicoli commerciali sulla base di una valutazione di circa 3,8 miliardi di euro. Exor ha dichiarato la volontà di cedere il proprio intero pacchetto del 27,6%, segnando di fatto la completa uscita della famiglia Agnelli dal controllo della società. L’operazione di vendita a Tata Motors sarà conclusa nel I semestre 2026.
Dure le reazioni dei sindacati. Per quanto riguarda l’operazione su ramo defence, il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, esprime “forti preoccupazioni per le conseguenze che potrebbero ricadere sugli altri stabilimenti italiani, attualmente coinvolti nella fornitura di componentistica per i veicoli militari. Chiediamo garanzie concrete sul mantenimento delle forniture e dei livelli occupazionali”.
Giudicata negativamente la cessione del Gruppo a Tata Motors: “Si tratta di una scelta che allontana un’importante realtà industriale italiana dal suo storico radicamento nazionale – afferma Uliano -. Tata Motors – che oggi impiega 91.000 lavoratori e produce auto, camion e bus – non ha attualmente alcuna presenza produttiva o commerciale in Europa”. Per questo motivo il sindacato ritiene indispensabile una significativa presenza italiana nell’azionariato, “per tutelare la prospettiva industriale e occupazionale dei siti presenti sul nostro territorio. Per questo chiediamo al Governo italiano un intervento immediato, che non si limiti a mere dichiarazioni di principio, ma si concretizzi nell’attivazione di tutti gli strumenti legali e istituzionali utili a preservare la produzione, l’occupazione e il valore strategico degli stabilimenti Iveco in Italia”.
Allineata la posizione della Fiom-Cgil, che nelle parole di Samuele Lodi, segretario nazionale e responsabile settore mobilità, e Maurizio Oreggia, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, ritiene “gravissimo” l’atto di vendita del Gruppo. “È inaccettabile che l’azienda abbiamo proceduto alla cessione di un intero settore industriale senza un confronto con le organizzazioni sindacali. Si conferma la strategia di Exor di favorire profitti e dividendi per gli azionisti, proseguendo nel disimpegno dal punto di vista industriale nel nostro Paese”. La richiesta è di un intervento da parte del governo “per garantire un asset industriale strategico italiano”.
Oggi proseguirà il confronto in sede ministeriale, “dove chiederemo approfondimenti su tutti i dettagli dell’operazione e decideremo con le lavoratrici e i lavoratori tutte le necessarie iniziative per salvaguardare l’occupazione e le prospettive industriali del gruppo in Italia”.
























