Dopo l’annuncio dei licenziamenti nello stabilimento Inalca bruciato un anno fa, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno ottenuto l’apertura di un tavolo di crisi in Regione, che si è riunito venerdì scorso con il supporto delle rispettive confederazioni territoriali e in presenza dell’assessore al lavoro, del sindaco di Reggio Emilia e del presidente della Provincia, insieme ai rappresentanti di Inalca Spa.
Tra le richieste contenute nell’accordo quadro sottoscritto dall’azienda con sindacati, Federprima e Confindustria Emilia, la proroga della cassa integrazione per ulteriori sei mesi, ai sensi dell’articolo 1, comma 172, della legge 199 del 2025. È stato concordato inoltre che a fronte della concessione della proroga della Cigs entro il 9 febbraio la procedura di licenziamento collettivo sarà conclusa con il criterio esclusivo della volontarietà del lavoratore. Durante l’eventuale periodo di proroga, l’azienda si è impegnata a mantenere integralmente tutti i trattamenti economici e normativi. Le parti si sono impegnate a definire entro il 5 febbraio gli incentivi connessi alla procedura di licenziamento collettivo; si menziona inoltre un piano di ricollocazioni presso stabilimenti Inalca o altre aziende del Gruppo, prevedendo continuità di inquadramento contrattuale o livelli retributivi. L’azienda ha dichiarato la disponibilità ad attivare un servizio per la ricollocazione esterna dei lavoratori, da condividere con i sindacati; è stata inoltre confermata la possibilità di ricollocazione collettiva presso aziende terze, anche attraverso l’utilizzo del distacco, finalizzata all’assunzione a tempo indeterminato
Fai, Flai e Uila hanno definito l’accordo “un passaggio importante e positivo, avendo delineato una cornice di interventi alternativi al licenziamento collettivo unilaterale precedentemente prospettato”. Rimangono da definire altri aspetti essenziali sulla vertenza, che saranno affrontati a partire dal 23 gennaio.


























