La Federazione Autonoma Italiana Benzinai (Faib) e la Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini (Fegica), le principali organizzazioni che rappresentano i gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti in Italia, hanno proclamato lo stato di mobilitazione della categoria e si dicono pronte a ricorrere anche a una chiusura prolungata degli impianti per sollecitare l’approvazione della riforma del settore.
Al centro della protesta ci sono quelli che i sindacati definiscono gli «incomprensibili ritardi» del Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel portare all’esame del Consiglio dei ministri il disegno di legge di riforma del comparto.
«Faib e Fegica sono costrette a denunciare gli incomprensibili ritardi del Mimit nel portare in approvazione del Cdm il testo del Ddl di riforma del settore, faticosamente messo a punto e condiviso da tutti gli operatori», affermano le due organizzazioni in una nota congiunta.
Per sostenere l’iter della riforma, le sigle hanno quindi deciso di mettere «in stato di mobilitazione la categoria», dichiarandosi «pronte a sostenere la rivendicazione anche con una chiusura prolungata degli impianti» e, di fatto, ad avviare uno sciopero se non arriveranno risposte dal Governo.
Il messaggio rivolto all’esecutivo è netto: «Adesso basta con i rinvii e i cincischiamenti: è ora di tirare fuori il testo del ddl condiviso ed avviarlo all’esame del Consiglio dei ministri prima e del Parlamento poi», concludono Faib e Fegica.


























