Si è aperto alla Fiera di Padova il XIX Congresso confederale della Uil. Tra i presenti il ministro del Lavoro, Marina Calderone, i segretari generali di Cgil e Cisl, Maurizio Landini e Daniela Fumarola, insieme ai rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e a numerosi esponenti politici.
Nella relazione introduttiva, il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha espresso apprezzamento per la scelta del Governo di riconoscere come salario dignitoso quello definito dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. “E’ giunta l’ora per l’applicazione erga omnes dei contratti – ha precisato Bombarideri – e cominciare a discutere dell’attuazione dell’articolo 39 della Costituzione”. Il segretario ha inoltre rilanciato la proposta di riscrivere le regole delle relazioni industriali insieme a Cgil, Cisl e alle associazioni datoriali, a partire da Confindustria.
Ampio spazio anche al tema dell’intelligenza artificiale, destinata – secondo il leader della Uil – a trasformare il lavoro e la vita quotidiana con un impatto paragonabile a quello avuto da Internet e dall’elettricità. Una trasformazione che, ha avvertito, dovrà essere governata per evitare che i benefici si traducano esclusivamente in maggiori profitti per le imprese, lasciando invariati i salari, riducendo l’occupazione e aumentando la concentrazione della ricchezza.
A chiudere la prima giornata dei lavori è stato l’intervento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Sono 20 anni dall’ultima volta che un presidente del consiglio non parla dal palco del congresso della Uil. Nel suo intervento, Meloni ha accolto favorevolmente la richiesta del sindacato di prorogare, nella prossima legge di bilancio, la detassazione degli aumenti contrattuali. Sul fronte dell’occupazione, la premier ha inoltre sottolineato come i dati disponibili restituiscano un quadro incoraggiante.
Emanuele Ghiani


























