Sciopero e presidio, a Roma e Napoli, dei lavoratori di Gepin Contact, call center nazionale di Poste Italiane da oltre 13 anni. Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni hanno proclamato l’astensione dal lavoro, a livello nazionale, per la difesa dei posti di lavoro e a supporto della vertenza. I sindacati hanno anche organizzato un presidio presso il ministero dello Sviluppo Economico dalle ore 10,00 alle 14,00.
“In Gepin Contact, -affermano i sindacati- la situazione è diventata sempre più difficile a causa della perdita della commessa principale dei servizi di Contact Center di Poste Italiane, assegnata al massimo ribasso a prezzi stracciati, che sta determinando un esubero di circa 450 lavoratori sui 600 complessivamente impiegati nel gruppo. Gli ammortizzatori di cassa integrazione ordinaria -aggiungono- sono ormai in fase di esaurimento ed alcuna nuova commessa, malgrado le promesse iniziali, è stata acquisita dalla nuova proprietà societaria”.
Rispetto ai nuovi bandi d’appalto, il segretario nazionale Slc Cgil Riccardo Saccone, spiega: “Poste ed Enel bandiscono gare di appalto per l’assistenza dei loro clienti a un prezzo che non fa coprire alle aziende che vincono neanche il costo del lavoro minimo dei loro dipendenti. La commessa di Poste è stata data a 0,29 centesimi di euro al minuto – aggiunge -, che sviluppa un prezzo ridicolo di quattordici euro l’ora complessivo. A fronte di un ‘prezzo di sicurezza’ che dovrebbe aggirarsi sui 27-28 euro all’ora per permettere una giusta retribuzione al lavoratore, un guadagno legittimo al datore di lavoro e anche di investire qualcosa in innovazione e ricerca”. Anziché straparlare di libera concorrenza – ha concluso – , tutta la politica “dovrebbe aiutare i vertici di Poste, un’azienda pubblica che dovrebbe avere ancora più attenzione alla responsabilità sociale, a comprendere la gravità del proprio errore. La competizione deve essere regolata in maniera precisa, altrimenti finisce per essere solo la sopraffazione del più debole a opera del più forte o, peggio, del più furbo”.
“Tale iniziativa – aggiunge il segretario generale della Ugl Telecomunicazioni, Fabrizio Tosini – è a difesa dei posti di lavoro dei dipendenti dell’ex call center di Poste ItalianeLa perdita della commessa principale dei servizi di Contact Center di Poste Italiane – aggiunge il sindacalista – assegnata al massimo ribasso, sta provocando un esubero di circa 450 lavoratori sui 600 impiegati nel gruppo Gepin Contact”. “Inoltre – conclude – non è stata acquisita nessuna nuova commessa e gli ammortizzatori di cassa integrazione ordinaria sono ormai in fase di esaurimento”.
“Il Mise – conclude Gabio G.Gozzo della Uilcom – ha preso l’impegno a convocare a breve Poste per trovare una soluzione per i 430 lavoratori che rischiano il lavoro. Il ministero terrà tutta la situazione societaria di Gc sotto particolare osservazione anche alla luce dei recenti passaggi proprietari”




























