Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia è improbabile che i prezzi del petrolio risalgano prima del 2017. “Dobbiamo affermare che le condizioni attuali del mercato non lasciano presagire riprese per il futuro immediato.
Ovviamente a meno che non si verifichino eventi rilevanti di natura geopolitica”, ha affermato l’ente parigino nel suo rapporto previsionale di medio termine.
E anche quando le quotazioni dovessero iniziare a risalire, nel 2017 i livelli delle scorte accumulate resteranno tali che questo recupero sarà comunque solo graduale. Vi sarà infatti abbondanza di greggio facilmente reperibile da riversare sul mercato.
Per la prima volta dal 1986, le attività di esplorazione ed estrazione stano subendo una contrazione per due anni consecutivi: sul 2016 l’Aie prevede un meno 17 per cento dopo il meno 24 per cento già registrato nel 2015.
E intanto la domanda globale di petrolio continuerà a salire, ma ad un tasso medio di 1,2 milioni di barili equivalenti al giorno, ogni anno sulla media dei prossimi cinque anni, che è meno forte degli 1,6 milioni di barili del 2015.
In questo quadro in avvio di settimana i prezzi segnano nuove risalite, con il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord che guadagna 1,17 dollari rispetto alla chiusura di venerdì, a 34,18 dollari. Il West Texas Intermediate sale di 1,08 dollari a 30,72 dollari.



























