Almeno 19 persone, tra cui quattro bambini, sono state uccise oggi in ripetuti raid aerei, probabilmente russi, nel Nord della Siria. Alcuni bombardamenti hanno colpito un ospedale sostenuto da Medici senza frontiere nell’area di Maaret al Noomane e una scuola. Altri raid hanno preso di mira, invece, la città ribelle di Azaz e una località vicina, facendo almeno dieci morti, fra cui tre bambini.
“Un edificio che ospitava un ospedale sostenuto da Msf è stato interamente distrutto da aerei, probabilmente russi, ad Hadiyé”, ha confermato l’Oservatorio siriano sui diritti umani, fornendo il bilancio di nove vittime tra cui un bambino.
Secondo una prima ricostruzione di Msf, “l’ospedale è stato colpito quattro volte in due serie di almeno due attacchi a distanza di pochi minuti l`uno dall`altro”: “di almeno otto membri dello staff non si hanno notizie”, è stato aggiunto. “La distruzione di questo ospedale lascia una popolazione di circa 40.000 persone senza accesso ai servizi sanitari in una zona in pieno conflitto”, ha commentato il capo missione di Msf in Siria, Massimiliano Rebaudengo.
L’ospedale, con 30 posti letto, era dotato di due sale operatorie, un ambulatorio e un pronto soccorso: nlla struttura vi lavoravano 54 persone. Msf supporta questa struttura da settembre 2015, in particolare fornendo attrezzature e materiale medico e coprendo i costi di gestione.



























