E’ ormai in dirittura d’arrivo una legge sui temi caldi sindacali. Il documento con le proposte di riforma di Cgil, Cisl e Uil ha compiuto nei diversi campi dei passi in avanti, anche molto interessanti, ma non sono stati per lo più ritenuti sufficienti a evitare l’intervento dell’esecutivo. Tiziano Treu, entrato da poco nello staff di Tommaso Nannicini a Palazzo Chigi, che si dovrà occupare tra l’altro proprio di questo, in un’intervista a Il diario del lavoro è stato molto esplicito. Ma l’ intervento, spiega, non sarà uguale per tutti gli argomenti in discussione. A suo avviso, ad esempio, è da escludere che il legislatore debba occuparsi di partecipazione: secondo Treu, infatti, i sindacati hanno detto in merito delle cose molto innovative e per il momento potrebbe essere sufficiente attendere per vedere cosa accade nella realtà delle imprese. Diverso il caso della rappresentanza. Le regole espresse dai sindacati sono valide, ma non riescono a essere applicate, soprattutto perché manca l’obbligo per le aziende di fornire i dati relative alle iscrizioni sindacali. Una legge può quindi essere utile. E può prevedere diverse cose: limitarsi a fissare una soglia che abiliti alla contrattazione, per togliere di mezzo i contratti pirata, o dare poteri di contrattazione autonoma alle Rsu. Più difficilmente una legge potrebbe determinare i rapporti tra i diversi livelli contrattuali. L’unica cosa che il legislatore può fare, e in parte ha già fatto con i decreti attuativi del Jobs Act, è dare più forza al livello decentrato.
Quello che certamente una legge può fare è fissare un salario minimo. Qui le strade sono due: o si prendono i minimi contrattuali e si stabiliscono che valgono per tutti, quindi tanti minimi di categoria, o si fissa un solo valore minimo per tutti. Come in Germania, dove è stato scelto il livello di 8 euro e mezzo l’ora (da noi si parla di 6,5 o 7 euro l’ora, sotto comunque il valore dei voucher).
Un’altra cosa che certamente una legge può fare è quella di determinare regole per certificare la rappresentatività delle associazioni imprenditoriali: queste stesse sembra non abbiano alcun problema ad accettare un intervento in tal senso del legislatore, che spazzerebbe via tante piccolissime associazioni che comunque costituiscono un problema per il corretto svolgersi delle relazioni industriali.
Questi i possibili contenuti di una legge del governo, dunque. Sui tempi non c’è certezza. Renzi aveva dato tempo alle parti sociali: ma questo tempo sarebbe ormai scaduto, non fosse che perché non è il momento per una trattativa tra le parti sociali. Tuttavia, questo non chiarisce il momento utile per un intervento del genere. Sicuramente dopo le elezioni amministrative di giugno, che comunque costituiscono un test per l’esecutivo.
Il sindacato come reagirebbe al varo di questa legge? Dipende molto dai contenuti, che, come abbiamo visto, possono essere i più vari. Ma sicuramente non sarebbe molto contento. Anche perché è evidente a questo punto che l’esecutivo varerebbe il disegno di legge senza consultarsi con il sindacato, mentre questo non ha rinunciato ad avere un’interlocuzione diretta con il governo. Lo dimostra il fatto che proprio in questi giorni le tre confederazioni abbiano varato una loro piattaforma rivendicativa in tema di pensioni e, inviandola all’esecutivo, abbiano chiesto l’avvio di un confronto. Non hanno quindi ancora assimilato il principio che i tempi della concertazione sono finiti, ed è necessario aprire un nuovo diverso capitolo di contrattazione.
In realtà una diffusa convinzione sulla necessità di una trasformazione esiste, e lo stesso documento di Cgil, Cisl e Uil lo dimostra, ma passare dalle parole ai fatti è sempre difficile. Per capirlo valgono le parole di Ivan Pedretti, il nuovo segretario generale del sindacato dei pensionati della Cgil. Intervistato da Il Diario del lavoro, Perdetti ha detto delle cose molto interessanti, ma soprattutto, ricordando le parole di Giuseppe Di Vittorio, ha indicato l’esperienza dei sindacati dei pensionati in materia di contrattazione sociale. Un’interlocuzione diretta sul territorio con tutti i poteri ivi esistenti, una realtà molto importante, fatta di 2.000 accordi l’anno, che ha dato risultati molto importanti: per i pensionati, ma piu’ in generale anche per la cittadinanza. Alla base di questo impegno c’è però uno spostamento dell’azione sindacale sul territorio, cosa che tutti ritengono necessaria, ma che poi nei fatti trova enormi difficoltà. soprattutto per colpa delle burocrazie delle diverse organizzazioni, che stentano a cambiare pelle, anche quando si rendono conto che si tratta di cambiamenti necessari, ineludibili.
Contrattazione
Mentre proseguono le trattative per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, con un incontro di approfondimento sui temi della formazione e della sicurezza sul lavoro questa settimana, si è svolto il primo incontro interlocutorio, tra sindacati e regione Sicilia, sulla vertenza Almaviva.
È stato inoltre firmata l’ipotesi di contratto integrativo del settore scolastico per la mobilità degli insegnanti, ed è stata sottoscritta anche quella per il rinnovo del contratto integrativo della Safilo.
La Vitrociset, invece, ha presentato un nuovo piano di riorganizzazione aziendale nel quale sono previsti 100 esuberi.
Opinioni
Roberto Polillo, ragionando sullo stato attuale della riforma del sistema sanitario nazionale, ne approfondisce implicazione e ricadute rispetto a partiti e parti sociali.
Interviste
Il direttore del Diario del lavoro, Massimo Mascini, ha intervistato l’ex ministro e giuslavorista Tiziano Treu in merito alla legge su contrattazione e rappresentanza che il governo, con sempre maggiore probabilità, “si vedrà costretto” a redigere.
Fernando Liuzzi ha intervistato il neo eletto segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti, in merito al progetto di riorganizzazione di una categoria sindacale che, con quasi 3 milioni di iscritti, gioca un ruolo importante nel panorama della contrattazione sociale.
Infine, Fabiana Palombo, ha chiesto al segretario generale Uila, Stefano Mantegazza un giudizio sulla natura e il valore dell’accordo raggiunto per il rinnovo del contratto nazionale degli alimentaristi.
Documentazione
Questa settimana, su Il Diario del lavoro, è possibile consultare: il testo della dichiarazione programmatica del neo eletto segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti; il dl relativo alle false cooperative, la piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil sulle pensioni e il verbale di accordo per il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare. Inoltre, è possibile prendere visione delle slides che riassumono in cifre l’operato dei primi 24 mesi del governo Renzi; il 40° rapporto semestrale sull’industria, redatto dalla Fim Lombardia; la stima preliminare dell’Istat sul Pil e sulla produzione industriale, e i documenti relativi alla consultazione degli iscritti Cgil in merito a Nuovo Statuto e abrogazione del Jobs act.



























