In questi anni sono numerosi i casi di cooperative appaltanti che, nel settore della logistica, sfruttano il lavoro dei facchini spesso per la maggior parte migranti.
“Quello della Castelfrigo – ha dichiarato la segretaria nazionale della Filt-Cgil, Giulia Guida – azienda modenese specializzata nella lavorazione della carni, è l’ennesimo caso di appalto a cooperative dove le condizioni di lavoro sono indecenti, non vengono applicati i contratti nazionali di riferimento e nel cambio appalto non è prevista la clausola sociale”
“Come Filt da anni, insieme alla Cgil nazionale – sottolinea la dirigente sindacale – consideriamo gli appalti come la nuova frontiera per sostenere e difendere il lavoro e chiediamo più trasparenza nel sistema, lo stop alla terziarizzazione ed agli appalti al massimo ribasso ed affidamenti diretti solo a soggetti seri che riconoscano il lavoro dipendente e applichino condizioni dignitose nello svolgimento delle mansioni richieste”.
“La logistica ed il facchinaggio – ha concluso Guida – dove sono impiegati decine di migliaia di lavoratori, rappresentano un elemento strategico nel sistema produttivo del nostro paese, con riferimento anche alla grande distribuzione, e per questo servono scelte politiche ed industriali forti ed un impegno concreto e responsabile di tutta la committenza per contrastare la competizione sleale, le cooperative spurie, il lavoro irregolare e la malavita organizzata”.



























