Automotive e aerospazio piemontesi tra il 2003 e il 2012 hanno tenuto, malgrado la crisi, ma non hanno agganciato la ripresa mondiale. È un ritratto in chiaroscuro quello che emerge da uno studio realizzato dalla Camera di Commercio di Torino e dal Ceipiemonte sui bilanci delle imprese piemontesi, comparati a quelli nazionali, dei due settori.
“Di fronte al perdurare della crisi i due settori hanno messo in atto delle contromisure efficaci per stabilizzare i fatturati e alcune imprese, le migliori, sono riuscite anche ad aumentarli con incrementi a due cifre” ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Torino, Alessandro Barberis, definendo automotive e aerospazio settori “strategici per l’economia del nostro territorio, con un’importante propensione all’internazionalizzazione e all’investimento i R&D, che nell’aerospazio raggiunge il 20% del fatturato”.
Accanto alle eccellenze pero’ ci sono imprese che arrancano.
Negli anni della crisi si allarga la forbice, soprattutto nel settore automotive, tra chi cresce, anche a doppia cifra e chi invece rimane schiacciato su condizioni economiche e finanziario di basso-medio livello.
Le 736 imprese automotive prese in esame realizzano un valore della produzione di 21,1 miliardi di euro pari al 38% del corrispondente aggregato nazionale. Ma un quarto del campione e’ ancora afflitto da condizioni economiche e finanziarie critiche. Sottocapitalizzazione e indebitamento i mali piu’ diffusi, mentre un altro punto di debolezza per l’automotive e’ il costo del lavoro per unita’ di prodotto.
Le 64 imprese aeospaziali piemontesi hanno realizzato nel 2012 un valore della produzione di 3,9 miliardi di euro. Un quarto del campione piemontese ha avuto una crescita media del 20 per cento negli ultimi 3 anni.


























